Le piante non vivono solo d’acqua, ma anche di elementi nutritivi che dovrebbero essere disciolti nel terreno. Fra questi, l’azoto è uno degli elementi nutritivi fondamentali per la crescita delle piante. Senza di esso, nessuna pianta può svilupparsi in modo sano e produrre foglie, fiori o frutti al massimo delle sue potenzialità.
Fornire la giusta quantità di azoto vuol dire dare l’energia necessaria alla pianta per compiere tutte le sue funzioni vitali, dalla fotosintesi fino alla formazione di nuove cellule. Ecco, allora, a cosa serve l’azoto nelle piante, come riconoscere un’eventuale carenza e come somministrarlo.
Quali sono i benefici di dare Azoto alle piante?
Dare la giusta quantità di azoto alle piante produce una lunga serie di effetti positivi, immediatamente visibili e duraturi. L’azoto è come il “carburante” per le piante, in quanto innesca molti processi vitali. Se le piante sono correttamente azotate, noterai:
- Stimolazione della crescita fogliare: l’azoto facilita la formazione di nuove foglie e ne aumenta la grandezza e l’intensità del colore verde.
- Aumento della fotosintesi: foglie più verdi sono sinonimo di più clorofilla, e quindi di una maggiore capacità della pianta di produrre energia.
- Resistenza a stress e malattie: un metabolismo sano crea piante più resistenti, capaci di affrontare meglio periodi di siccità, freddo o attacchi di parassiti.
- Fioriture e produzioni abbondanti: una pianta ben nutrita con azoto riesce anche a produrre fiori più numerosi e frutti di maggiori dimensioni.
- Sviluppo delle radici: anche se l’effetto più evidente si vede nelle foglie, l’azoto serve pure a promuovere una buona crescita delle radici.
Cosa fa l’azoto al terreno?
L’azoto, oltre a nutrire le piante, può avere anche importantissimi effetti sul terreno. Se correttamente arricchito di azoto, infatti favorisce lo sviluppo di tutte le colture e mantiene alta la produttività, specialmente nei casi in cui sono già stati prelevati numerosi nutrienti, come succede negli orti e nelle zone agricole.
Inoltre, la presenza di azoto favorisce l’attività microbica: i batteri e i microrganismi del suolo, indispensabili per il ciclo naturale dei nutrienti, lavorano meglio quando l’azoto non manca, accelerando la decomposizione della sostanza organica e rendendo così disponibili altri elementi nutritivi per le piante. Un apporto corretto di azoto, infine, influisce sulla struttura del terreno, contribuendo a mantenerlo più friabile e arieggiato e impedendo la formazione di croste dure in superficie.
Come si manifesta la carenza di azoto nelle piante
L’azoto è così fondamentale che, quando manca, si nota immediatamente. Basta guardare le piante per notare alcuni inequivocabili sintomi. Fra questi:
- Ingiallimento delle foglie: il segnale più evidente è la perdita di colore nelle foglie più vecchie, che iniziano a ingiallire partendo dalla punta o dai margini.
- Crescita stentata: le piante sembrano bloccate, sviluppano pochi germogli nuovi e non aumentano in dimensione.
- Foglie piccole e sottili: le nuove foglie che emergono sono spesso di dimensioni ridotte e deboli, più chiare rispetto al verde brillante di una pianta sana.
- Fioritura e produzione scarsa: mancando azoto, la pianta risparmia risorse, per i fiori sono pochi e i frutti saranno più piccoli.
- Caduta precoce delle foglie: soprattutto nelle specie ornamentali, la carenza grave spinge la pianta a liberarsi delle foglie più deboli.
E l’eccesso di azoto?
Naturalmente ciò non vuol dire che bisogna esagerare con le concimazioni a base di azoto, in quanto l’eccesso ha i suoi rischi e può essere altrettanto dannoso, se non gestito con attenzione:
- Crescita troppo rapida e fragile: le piante diventano alte, con fusti deboli che si piegano facilmente e foglie molto morbide.
- Pochi fiori e frutti: paradossalmente, troppo azoto può portare molte foglie ma pochi fiori e frutti.
- Aumento della vulnerabilità a malattie e parassiti: i tessuti troppo teneri e ricchi di acqua risultano più appetibili e facili da attaccare per molti afidi, funghi e altri patogeni.
- Rischio di inquinamento ambientale: l’azoto in eccesso viene facilmente dilavato dalla pioggia, contaminando falde acquifere e corsi d’acqua.
Quali sono le piante che più hanno bisogno di azoto?
Non tutte le specie richiedono lo stesso livello di azoto. Alcune lo consumano molto più di altre e beneficiano di integrazioni costanti, soprattutto nei momenti di crescita attiva. Di conseguenza, se coltivi queste piante – sia in vaso che in piena terra – dovrai fare maggiore attenzione alle quantità di azoto fornite:
- Ortaggi a foglia: insalata (lattuga), spinaci, cavoli, bietole consumano molto azoto perché producono molta massa verde.
- Prato ornamentale: il tappeto erboso o prato inglese, per restare fitto e di un bel verde intenso, ha bisogno di rinfresco di azoto in primavera e dopo ogni taglio.
- Mais e cereali: una delle colture più “golose” di azoto, specie nella fase iniziale di sviluppo.
- Pomodoro e peperone: in particolare nelle prime fasi dopo il trapianto, per favorire la crescita del fusto e apparato fogliare.
- Piante da fiore annuali: come tagete, petunie, surfinie e gerani, che producono molto fogliame e fiori in poco tempo.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account