Negli ultimi vent’anni il top cucina in quarzo ha progressivamente conquistato il mercato, diventando una delle superfici più presenti nelle abitazioni di nuova costruzione e nelle ristrutturazioni. Il successo si deve a una combinazione di prestazioni, resa estetica e ampia possibilità di personalizzazione. Tuttavia, come ogni materiale, presenta anche limiti che è opportuno conoscere prima della scelta, soprattutto in uno spazio funzionale come la cucina. Ecco dunque tutti i pro e contro del piano cucina in quarzo.
I vantaggi del piano cucina in quarzo
Quando si parla del quarzo in relazione ai piani della cucina è bene sapere che non si fa riferimento ad una lastra naturale al 100%; piuttosto si tratta di un materiale composito formato prevalentemente da quarzo naturale, circa il 90-95%, legato da resine e pigmenti.
È poi utile sottolineare come il quarzo sia nato proprio per superare alcune criticità delle pietre naturali tradizionali, come porosità e manutenzione complessa. Stabilito questo, ecco i più importanti vantaggi di un piano cucina in quarzo:
- elevata resistenza a graffi e urti: è una caratteristica che lo rende adatto a cucine molto vissute;
- superficie non porosa: il quarzo è un materiale dai mille utilizzi che limita l’assorbimento di liquidi e riduce il rischio di macchie;
- igienicità: la bassa porosità ostacola la proliferazione di batteri e muffe;
- uniformità estetica: è possibile ottenere una resa estetica con venature e colori predefiniti;
- ampia gamma di finiture: le opzioni in commercio vanno dal lucido al satinato fino agli effetti pietra o cemento;
- manutenzione semplice: il quarzo non necessità di trattamenti protettivi periodici.
A questi aspetti si aggiunge una buona durata nel tempo, che contribuisce a rendere il top cucina in quarzo una scelta affidabile; poi, la sensazione visiva di ordine e continuità che offre risponde alle esigenze dell’abitare moderno, sempre più orientato a superfici pulite e minimaliste.
Gli svantaggi del top cucina in quarzo da conoscere
Nonostante i numerosi punti di forza, il piano cucina in quarzo non è un materiale privo di criticità che, ad essere precisi, emergono soprattutto da un uso improprio o in contesti inadatti per questo materiale. Ecco dunque perché è fondamentale conoscere i possibili svantaggi di un piano cucina in quarzo per valutare in modo realistico se sia adatto alle proprie abitudini e al tipo di cucina progettata:
- sensibilità al calore diretto: le resine possono essere danneggiate se si appoggiano pentole molto calde sulla superficie;
- costo medio-alto: richiede un investimento iniziale elevato rispetto ad altri materiali, soprattutto per marchi e finiture di fascia premium;
- riparazioni complesse: in caso di scheggiature o danni evidenti non è semplice correre ai ripari. Questo vuol dire che richiede particolare attenzione;
- minore naturalezza rispetto alla pietra naturale: questo aspetto è percepibile soprattutto da chi cerca unicità rispetto al materiale;
- non adatto all'esterno: le resine possono degradarsi con i raggi UV per questo sono assolutamente sconsigliate per cucine all’aperto o, comunque, con una esposizione diretta al sole.
A quali stili si adatta il piano cucina in quarzo
Uno dei motivi principali della diffusione del piano cucina in quarzo è la sua grande versatilità stilistica: grazie alla possibilità di controllare colore, venature e finitura, infatti, si inserisce con naturalezza in contesti molto diversi tra loro.
Nelle cucine moderne e contemporanee, ad esempio, il quarzo valorizza linee essenziali, grandi isole e superfici continue, soprattutto nelle versioni chiare o effetto marmo.
Nelle cucine arredate in stile minimal, invece, la sua uniformità contribuisce a creare ambienti ordinati e luminosi. Il quarzo trova il suo spazio anche all’interno dello stile industriale grazie a finiture opache e tonalità grigie o antracite che richiamano sia il cemento che la pietra tecnica.
Più delicato, ma comunque possibile, è l’inserimento in cucine classiche o tradizionali, dove il quarzo viene spesso scelto in alternative a marmi naturali più delicati. In questi casi è però la lavorazione del bordo e la scelta del colore a fare la differenza, permettendo al materiale di entrare in connessione con legni e dettagli decorativi senza risultare fuori contesto.
I colori del top cucina in quarzo
La varietà cromatica è uno degli aspetti più apprezzati del quarzo, perché consente una progettazione precisa e coerente con l’arredo scelto per la cucina. I produttori propongono infatti collezioni molto ampie, che spaziano dai neutri intramontabili a soluzioni più caratterizzanti. Tra tutte le scelte di colori per il piano cucina in quarzo queste sono le più apprezzate:
- bianco e avorio: ideali per cucine luminose e senza tempo;
- grigio chiaro e medio: due tonalità perfette per ambienti moderni e industriali;
- antracite e nero: si tratta di due opzioni scenografiche ma più delicate nella gestione delle impronte;
- effetto marmo: la presenza di venature richiamano il marmo di Carrara, Calacatta o Statuario;
- tonalità calde: quelle come tortora e beige sono particolarmente adatte a realizzare dei contesti accoglienti.
La scelta del colore, però, non è solo estetica, ma influisce sulla percezione dello spazio, sulla luminosità e sulla visibilità di macchie e segni d’uso. Per questo è sempre consigliabile valutare campioni reali alla luce dell’ambiente.
Quando scegliere un top cucina in quarzo
Il piano cucina in quarzo è particolarmente indicato per chi utilizza spesso la cucina e desidera una superficie resistente alle macchie, oltre ad essere semplice da pulire.
Si rivela adatto anche nei progetti in cui è importante avere continuità visiva tra piano, alzata e isola, grazie alla possibilità di realizzare lavorazioni su misura con giunzioni poco visibili; al contrario, può non essere la scelta ideale per chi cucina abitualmente ad alte temperature.
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