Notizie su mercato immobiliare ed economia

L’Ocse invita l’Italia a reintrodurre la tassazione sulla prima casa e Confedilizia risponde

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

Reintrodurre le tasse sulle prime case. E’ uno dei punti evidenziati nel rapporto Ocse sull’Italia presentato al Mef. Non si è fatta attendere la reazione di Confedilizia. Ma procediamo con ordine.

L’Ocse ha parlato anche della necessità di combattere l’evasione fiscale e ha fatto sapere che con un ritorno dei tassi di interesse reali ai livelli pre-crisi - intorno al 4,4% - il nostro Paese rischia di vedere il suo debito crescere fino al 140% del Pil.

L’organizzazione ha spiegato che in questo caso per stabilizzare il debito al livello attuale l’avanzo primario dovrebbe aumentare al 2% del Pil, mentre la crescita del Pil reale dovrebbe salire a quasi il 1,4%. Inoltre, dopo il +0,9% registrato lo scorso anno, nel 2017 e nel 2018 la crescita del Pil italiano dovrebbe attestarsi al +1,0%. Quanto al deficit l’organizzazione stima un leggero calo al 2,3% del Pil nel 2017 e al 2,2 nel 2018.

Ma tornando al mattone, l’Ocse ha confermato la propria predilezione per la tassazione degli immobili residenziali considerata favorevole alla crescita e ha sottolineato come questa tassazione sia sottoutilizzata nel nostro Paese. Non solo. L’organizzazione ha definito un passo indietro l’abolizione di Tasi e Imu sulle prime case e ha invitato a “reintrodurre le tasse sulle prime case così da generare lo spazio fiscale per ridurre la tassazione sulle attività produttive”.

Soffermandosi, poi, sul rinvio della revisione delle rendite catastali, l’Ocse ha invitato il governo a procedere “con regolarità a rivedere il valore imponibile delle proprietà immobiliari” per evitare disuguaglianze.

Quanto affermato dall’Ocse in merito alle tasse sulla casa ha suscitato la reazione di Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa ha così replicato: “Nel suo periodico rapporto sull’Italia, l’Ocse – organismo internazionale finanziato anche con le tasse dei contribuenti italiani – sfida il ridicolo e, dopo l’ennesima ripetizione della cantilena (priva di fondamento e, infatti, mai dimostrata) secondo la quale ‘le imposte periodiche sugli immobili residenziali’ sarebbero ‘favorevoli alla crescita’, arriva ad affermare che ‘tale tipo di imposte non è molto utilizzato in Italia’, invitandoci anche a reintrodurre la tassazione sulla prima casa.

Sinceramente, non si sa più cosa dire. Poiché non basta segnalare che gli italiani pagano oltre 20 miliardi di euro all’anno di imposte patrimoniali sugli immobili, più ulteriori 30 miliardi di altri tributi immobiliari. Poiché non basta ricordare che il valore del nostro patrimonio è diminuito in media del 30 per cento, con punte superiori, fino ad arrivare all’azzeramento per i tanti immobili privi ormai di qualsiasi mercato. Poiché non basta neppure dimostrare che questa folle ipertassazione ha impoverito le famiglie, fatto crollare i consumi, determinato la chiusura di imprese e la perdita di posti di lavoro. Poiché tutto ciò non basta, facciamo una proposta ai funzionari dell’Ocse che si occupano di fisco: vengano una settimana in Italia (non serve di più), la percorrano in lungo e in largo e parlino con le persone in carne e ossa. Finalmente si renderanno conto della realtà. Alle spese di viaggio e di soggiorno pensa Confedilizia: è un buon investimento”.