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Tassa prima casa, anche l’Ocse chiede all’Italia di reintrodurre il balzello

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Autore: Redazione

Dopo la Commissione europea, arriva ora l’Ocse a richiedere per l’Italia la reintroduzione della tassa sulla prima casa. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha tagliato le stime di crescita del nostro Paese e ha suggerito di rimettere il balzello sull’abitazione principale basato su valori catastali aggiornati, con l’obiettivo di aumentare il gettito e rendere le tasse più eque.

Attualmente la tassa non deve essere pagata sulla prima casa, a meno che non si tratti di immobili appartenenti alle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9.

La richiesta dell'Ocse segue quella di Bruxelles. Nelle raccomandazioni che accompagnano l’analisi dei conti pubblici, la Commissione europea ha infatti chiesto all’Italia di spostare l’imposizione fiscale dai fattori di produzione, ad esempio le imposte sul lavoro, ai fattori che hanno meno impatto sulla crescita, come la tassa sulla prima casa per i redditi alti.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ora fatto sapere che l’Italia dovrebbe aumentare il gettito fiscale e rendere le tasse più eque “ampliando la base fiscale, perseverando nella lotta all’evasione fiscale e introducendo tasse sulla casa di residenza basate su valori catastali aggiornati”.

Previsioni di crescita economica

Nell’Economic Outlook, l’Ocse ha ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica del nostro Paese per il 2018, stimando un Pil a +0,8% a fronte del +1% indicato lo scorso marzo. L’ente parigino ha invece confermato a +1% la previsione di crescita nel 2017.

Esportazioni e investimenti

Nel dettaglio, l’Ocse ha sottolineato: “La ripresa della domanda globale per il deprezzamento dell’euro stanno sostenendo le esportazioni. Gli investimenti delle imprese si stanno rafforzando, ma gli investimenti pubblici non si sono ancora ripresi”.

Consumi e lavoro

E ancora: “La crescita dei consumi privati resta robusta nonostante un rallentamento nella creazione di lavoro e un aumento modesto delle buste paga”. A proposito di lavoro, dopo il +1,3% segnato dall’occupazione nel 2016 l’Ocse ha stimato un +0,7% quest’anno e un +0,5% nel 2018. Mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire solo marginalmente dall’11,7% del 2016 all’11,5% nel 2017 e all’11,2% nel 2018.

Debito pubblico

Per quanto riguarda il debito pubblico, l’Ocse ha evidenziato che si è stabilizzato rispetto al Pil, ma ha anche sottolineato che in Italia “il suo alto livello rimane una vulnerabilità” e ha ricordato che il governo italiano ha accantonato 20 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche che, se fossero interamente utilizzati, aumenterebbero il debito pubblico dell’1,2% del Pil.

Come accelerare la ripresa

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha quindi spiegato che per accelerare la ripresa l’Italia deve “rendere prioritaria la spesa pubblica per le infrastrutture, la ricerca e i programmi di lotta alla povertà”. Secondo l’Ocse, “progredire con le riforme strutturali e continuare le politiche di bilancio prudenti, spostando la spesa verso le infrastrutture, l’innovazione e i programmi contro la povertà è cruciale per rilanciare la crescita in un modo inclusivo e per ridurre stabilmente il rapporto fra debito e Pil”.

Tasse sulla casa

L’ente parigino ha fatto sapere che l’Italia dovrebbe anche aumentare il gettito fiscale e rendere le tasse più eque “ampliando la base fiscale, perseverando nella lotta all’evasione fiscale e introducendo tasse sulla casa di residenza basate su valori catastali aggiornati”.

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