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Terremoto, l’Italia trema ancora: a Ischia sisma di magnitudo 4. Crolli, danni e lesioni a edifici a Casamicciola e Lacco Ameno

A un anno dal sisma che ha fatto tremare il Centro Italia, il terremoto torna a far paura al nostro Paese. Alle 20.57 di lunedì 21 agosto una scossa di magnitudo 4 (in un primo momento si era parlato di 3.6) ha colpito l’isola di Ischia, provocando danni, vittime e feriti in particolare nel comune di Casamicciola.

Secondo un aggiornamento del Comitato Operativo della Protezione Civile, crolli, danni e lesioni a edifici sono segnalati, in particolare, nei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno dove si stanno concentrando le operazioni di soccorso alle persone colpite e ricerca dei dispersi da parte delle squadre dei vigili del fuoco e delle forze di polizia.

La scossa si è verificata alle 20.57 a una profondità di 5 chilometri. In un primo momento si era parlato di una scossa di magnitudo 3.6 a una profondità di 10 chilometri, successivamente l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rettificato sia profondità (5 km) che magnitudo (4).

L’Istituto ha fatto sapere che – come sempre avviene – il primo valore è stato calcolato in modo automatico, mentre il nuovo valore si è basato sui dati rilevati dalla Rete Sismica dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, che ha quattro stazioni a Ischia.

L’Ingv ha spiegato: “Grazie ai dati della Rete Sismica dell’Osservatorio Vesuviano (sezione INGV di Napoli), progettata proprio per la sorveglianza e il monitoraggio dei vulcani campani, sono stati ricalcolati i parametri ipocentrali e la magnitudo del terremoto avvenuto questa sera alle ore 20:57 italiane nei pressi dell’Isola di Ischia. Il valore di magnitudo durata Md è pari a 4.0 e la profondità è pari a 5 km”.

Ingv - Google Map
Ingv - Google Map

Secondo quanto reso noto dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, l’evento sismico è stato caratterizzato da una scossa principale di magnitudo 4, seguita da 14 repliche minori.

E mentre la squadra dei soccorsi è all’opera, torna alla ribalta il tema della messa in sicurezza del patrimonio abitativo italiano. In merito, lo scorso agosto, nel corso di un’intervista a idealista news, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano, ha illustrato i possibili interventi da effettuare.

Zambrano ha sottolineato la necessità di “un’intensa azione di verifica della sicurezza delle costruzioni”. Spiegando: “Questa è facilmente realizzabile, tanto più se si considera che noi in Italia abbiamo maturato la tradizione della conservazione. Università, professionisti e mondo scientifico hanno elaborato negli anni tutta una serie di tecniche che possono rendere tutti gli edifici sicuri. Non c’è fabbricato che non possa essere migliorato da un punto di vista sismico”.

La messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio si rende ancor più necessaria considerando il fatto che, come evidenziato a idealista news dal presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, “tutto il nostro Paese è a rischio sismico, con intensità attesa differente”.

In particolare, Peduto ha detto: “La zona più a rischio è la fascia appenninica. Allontandosi dalla parte centrale e avvicinandosi alle due aree costiere, adriatica e tirrenica, l’intensità attesa va a diminuire. Ma, tranne la Sardegna e una piccola area della Puglia, non ci sono zone che non sono a rischio sismico e dove ormai non sia obbligatorio costruire in maniera antisismica, ovviamente con coefficienti di sicurezza differenti a seconda dell’intensità attesa del terremoto”.