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Energie per l’Italia, Stefano Parisi: “La prima operazione da fare è ridurre le tasse sulla casa”

Confedilizia
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Il sesto appuntamento del ciclo “Il mondo immobiliare incontra la politica”, organizzato da Confedilizia, ha visto protagonista Stefano Parisi di Energie per l’Italia. Obiettivo di questa serie di incontri è quello di illustrare e spiegare quali sono gli interventi che si potranno fare nella prossima legislatura a proposito del settore immobiliare.

Parisi, candidato presidente della regione Lazio per la coalizione di centrodestra, ha sottolineato: “Pensiamo che il settore dell’edilizia sia strategico per la crescita del Paese. Non c’è un Paese al mondo con un buon livello di crescita economica che non abbia la crescita del settore edilizia. Il ruolo è fondamentale e purtroppo nel nostro Paese negli ultimi anni abbiamo visto un decadere sia del valore immobiliare che dello sviluppo in questo settore. Ci sono due problemi molto gravi legati a questa situazione. Il primo è la questione del risparmio, l’abbattimento del valore del mercato immobiliare nel nostro Paese ha messo in crisi l’economia e ha indebolito anche la propensione al consumo. Molti economisti, ma anche l’Ocse e l’Unione europea spingono per una patrimoniale, spingono per tassare il patrimonio degli italiani. In Italia abbiamo una forte patrimoniale, che è stata introdotta e aumentata dal 2011 in poi e che ha depresso i consumi, perché se il risparmio di una famiglia viene ridotto per il suo valore questo incide anche sui consumi. Quindi, la prima questione da far capire è che non è vero che tassare i patrimoni è equo, ma deprime l’economia. Il secondo grande tema è quello della qualità dell’aria. Noi abbiamo bisogno di una rigenerazione urbana, abbiamo bisogno di una rigenerazione del nostro patrimonio abitativo per affrontare il grande tema della qualità dell’aria”.

In merito alla riduzione del carico fiscale, Parisi ha detto: “Anzitutto, per ridurre il carico fiscale bisogna tagliare la spesa e far ripartire l’economia. Il carico fiscale non può ridursi a deficit, ma deve ridursi con capienze di bilancio che ci sono. Ma le capienze di bilancio esistono e crescono se c’è un’economia che cresce. Penso che nel nostro caso, ed è il programma di Energie per l’Italia, la riduzione fiscale deve immediatamente aggredire il patrimonio immobiliare e le imprese. La prima cosa da fare è ridurre le tasse sulla casa e sulle imprese, proprio perché questo è il modo per ricominciare ad avere un livello di crescita economica”.

E ha aggiunto: “Penso che la prima operazione da fare sia ridurre la tassa sulla casa. In particolar modo, c’è un aspetto specifico rispetto a chi l’immobile lo utilizza per attività economiche. Non si possono pagare le tasse sull’immobilizzazione che genera la produzione, sull’investimento. Questo vuol dire impoverire l’economia. Poi c’è un grande tema su cui bisogna fare una riflessione: quello inerente la tassazione delle locazioni e delle transazioni”.

Il candidato presidente della regione Lazio per la coalizione di centrodestra ha poi affrontato il tema dell’edilizia popolare e ha detto: “Nel Lazio abbiamo una situazione di edilizia popolare che è vergognosa. Non solo ci sono 10mila famiglie aventi diritto in attesa di avere una casa popolare, ma soprattutto un terzo di queste case popolari sono occupate e la cosa ancora più grave – che non viene misurata dalle statistiche – è il livello di degrado. E’ di tutta evidenza che un palazzo profondamente degradato ha un problema di redditività, perché chi ci abita non paga l’affitto, e di gestione della manutenzione. Io credo che bisogna avviare un grande piano di costruzione di nuove case popolari per avviare un processo di rinnovo, un piano che affronti il problema della legalità e della sicurezza. Oggi c’è una nuova urbanistica e una nuova organizzazione architetturale di questo tipo di immobili: il social housing, che è volto proprio a prevenire i problemi di sicurezza e criminalità. Bisogna attivare un grande progetto, sapendo che questo Paese deve avere le risorse per poterlo fare e qui ovviamente è molto importante la collaborazione tra pubblico e privato”.

In merito alle occupazioni abusive, Parisi ha affermato: “Bisogna eliminare l’ambiguità per la quale chi occupa abusivamente una casa è più garantito delle famiglie che hanno diritto ad avere un’abitazione. Questo è un principio di legalità. Si tratta di un problema che esiste anche nel settore privato. Il tema della morosità e il tema del diritto di proprietà è un problema civile del nostro Paese a tutti i livelli. Su questo bisogna avere il polso durissimo, perché è l’unico modo per garantire la libertà delle persone e la garanzia dei diritti”.

Parlando poi nello specifico della situazione del Lazio, Parisi ha sottolineato: “Nel Lazio c’è tantissimo da fare. La prima cosa che faremo sarà dotare gli operatori di questa Regione di un livello minimo di certezza del diritto, in modo tale che si possa operare in maniera più sicura. Senza dubbio bisogna avviare un grande progetto di rigenerazione urbana. Il tema della rigenerazione urbana è molto importante perché si colloca nella possibilità di dotarsi di una serie di strumenti fiscali, finanziari e volumetrici che consentono di attivare questo processo”.

In merito poi al problema dei locali commerciali sfitti Parisi ha detto. “Nella semplificazione fiscale non c’è caduta di gettito perché c’è un’emersione oggettiva che viene dalla cedolare secca. Questa strada è quella che dobbiamo seguire. Il nostro ruolo dalla Regione Lazio sarà quello di stimolare il governo a livello nazionale perché queste cose accadano veramente”.

Parisi ha poi spiegato che nell’eventualità diventasse presidente della Regione Lazio darebbe piena collaborazione all’attuale sindaco di Roma, Virginia Raggi: “La collaborazione istituzionale deve essere garantita. Offriamo tutti gli strumenti necessari e vediamo se lavora davvero. Non si fa politica sulle spalle dei cittadini usando le istituzioni”.