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Ecobonus e cessione del credito, l’Agenzia delle Entrate fa chiarezza

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Autore: Redazione

Rispondendo a un interpello l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alla cessione del credito corrispondente alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63. In esame, in particolare, le regole sui soggetti ammessi e sulla possibilità di cedere la detrazione tra genitori e figli.

L’interpello n. 56 riguarda il caso di un contribuente in procinto di acquistare il credito corrispondente alla detrazione Irpef dal padre. Nel dettaglio, la cessione del credito dell’ecobonus tra il figlio istante e il padre riguarda gli interventi di riqualificazione energetica di un intero edifico, non in condominio bensì in comproprietà tra il padre e lo zio, e i lavori sono stati svolti sia sulle parti comuni che sulle singole unità immobiliari che compongono l’edificio.

I chiarimenti sulla cessione del credito richiesti dall’istante riguardano la possibilità di cessione del credito dell’ecobonus tra parenti in linea retta, la possibilità di cedere il credito anche di spese relative ad interventi non effettuati su parti comuni e le modalità di cessione del credito e di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Cessione credito ecobonus, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che con la Legge di Bilancio 2018 la cessione del credito riferita alla detrazione riconosciuta per i lavori ammessi all’ecobonus è stata estesa anche ai lavori effettuati su singole unità immobiliari.

Cessione credito ecobonus, come funziona

Il credito può essere ceduto ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ad altri soggetti privati, con la facoltà per gli stessi di successiva cessione del credito, con esclusione delle banche e degli intermediari finanziari; anche alle banche e agli intermediari finanziari da parte dei soli contribuenti che ricadono nella no tax area.

L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che non c’è una specifica modalità da adottare per la cessione del credito. In merito alla possibilità o meno di cessione dell’ecobonus tra genitori e figli, l’Agenzia delle Entrate ha richiamato quanto previsto dalla circolare n. 11/E del 2018, nella quale è stato chiarito che per soggetti privati cessionari devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Quindi, a titolo esemplificativo, il credito potrà essere ceduto, nel caso di interventi condominiali, nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali ovvero, più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti ad un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari. Tali regole non si applicano nel caso in cui i contribuenti avessero adottato comportamenti difformi prima della pubblicazione della circolare in merito alla cessione del credito anche nei confronti di altri soggetti privati non collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

L’Agenzia delle Entrate ha poi chiarito che la cessione del credito corrispondente all’ecobonus dovrà essere subordinata al requisito di “collegamento” tra cedente e cessionario in merito al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Non basta il mero rapporto di parentela tra il padre che ha sostenuto la spesa e il figlio che intende acquisire il credito d’imposta spettante. La stessa regola vale in caso di donazione tra padre e figlio della nuda proprietà degli immobili oggetto di riqualificazione. Secondo l’Agenzia delle Entrate, dal contratto in questione non può discendere un collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione idoneo a consentirne la cessione sotto forma di credito.

In merito, l’interpello ricorda che ai sensi dell’articolo 9-bis, comma 2, del decreto interministeriale 19 febbraio 2007, in caso di trasferimento per atto tra vivi dell’unità immobiliare residenziale sulla quale sono stati realizzati gli interventi di riqualificazione energetica, le relative detrazioni non utilizzate in tutto o in parte dal cedente spettano, per i rimanenti periodi d’imposta, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. In caso di donazione, dunque, il beneficiario potrà comunque fruire della detrazione delle spese relative agli interventi di riqualificazione energetica effettuati sull’immobile, per la quota non utilizzata dal donante.