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Tari, su cosa si paga la tassa sui rifiuti

Cosa dice la sentenza 23058
Cosa dice la sentenza 23058 della Cassazione / Gtres
Autore: Redazione

Su cosa si paga la tassa sui rifiuti? Vediamo quanto specificato a tal proposito dalla Cassazione con la sentenza 23058 del 17 settembre 2019.

La Corte di cassazione ha chiarito che box auto, autorimesse, cantine, depositi, garage e parcheggi sono soggetti al pagamento della tassa sui rifiuti, anche se questi immobili non sono allacciati alla rete elettrica. La mancata fornitura di energia elettrica non esclude la produzione di rifiuti durante le ore diurne. Il pagamento della tassa sui rifiuti per questi immobili non viòla il principio comunitario “chi inquina paga”, poiché i locali e le aree frequentati da persone sono sempre produttivi di rifiuti.

Secondo la Cassazione non è vero, come sostenuto da alcuni giudici di merito, che i suddetti immobili per destinazione e struttura non siano suscettibili di produrre rifiuti e, come sottolineato, “non si vede sotto quale profilo la destinazione di locali a cantine o a garage potrebbe farli considerare esclusi dalla possibilità di produrre rifiuti, in quanto le aree adibite a parcheggio di autovetture o quelle utilizzate come deposito, quali le cantine, sono aree frequentate da persone e, quindi, produttive di rifiuti in via presuntiva”. Lo stesso trattamento la legge riserva a “un box auto adibito ad autorimessa”.

In base a quanto spiegato, è del tutto irrilevante, quindi, “la deduzione del contribuente sulla circostanza che il box auto non sia allacciato alla fornitura di luce elettrica, il che può al più sostenere una presunzione di utilizzo del bene solo durante le ore diurne”. Questo non prova l’inidoneità dell’immobile alla produzione dei rifiuti.

Con l’ordinanza 22124/2017, la Cassazione ha già chiarito che anche i parcheggi sotterranei sono soggetti al pagamento della tassa sui rifiuti. L’area del sottosuolo adibita a posto auto non è esente dal pagamento del tributo. Questo perché la possibilità di produrre rifiuti non può essere esclusa dall’inesistenza di muri perimetrali che delimitino la singola area adibita a parcheggio. La giurisprudenza di merito, invece, in alcuni casi ha escluso che i garage possano essere assoggettati al pagamento della tassa.

Con la sentenza 23058, la Cassazione ha poi sostenuto che la disciplina della tassa sui rifiuti non contrasta con il principio comunitario “chi inquina paga”, anche perché “è consentita la quantificazione del costo di smaltimento sulla base della superficie dell’immobile posseduto”. Un limite posto dalla Corte di giustizia della Comunità europea (sentenza 551/2013) alle autorità nazionali è che le leggi dei singoli stati non prevedano presunzioni assolute sulla produzione di rifiuti e che consentano sempre ai contribuenti di poter fornire la prova contraria.

Si ricorda, infine, che con l’ordinanza 18022/2013 la Cassazione ha stabilito che non è decisiva ai fini della tassazione la scelta del titolare di usare o meno l’immobile. Ciò che conta è che l’immobile sia oggettivamente utilizzabile o suscettibile di produrre rifiuti. Bisogna considerare le condizioni del locale o dell’area e non l’uso che intende farne l’occupante o il detentore.