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Le proposte per la legge di Bilancio 2020 di Confedilizia: dall’Imu-Tasi alla cedolare secca

Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ed economista Andrea Giuricin
Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa e l'economista Andrea Giuricin

Dalla cedolare secca all’unificazione Imu-Tasi. Confedilizia ha evidenziato alcune delle misure contenute nel disegno di legge di Bilancio e ha illustrato le proposte di modifica. Andiamo a scoprirle nel dettaglio.

Prosegue l’esame della legge di Bilancio 2020. Alcune delle misure in essa contenute riguardano l’immobiliare e proprio con riferimento a tale comparto Confedilizia, l’organizzazione dei proprietari di casa, ha organizzato una conferenza stampa per fare il punto sul settore e per illustrare alcune proposte di modifica.

Si è parlato di cedolare secca, di unificazione Imu-Tasi, di bonus facciate. Ma quali sono le proposte avanzate da Confedilizia che potrebbero vedere luce? idealista/news lo ha chiesto al presidente Giorgio Spaziani Testa, che ha così risposto: “Siamo un po’ più fiduciosi sulla cedolare secca per gli affitti commerciali. Sappiamo che se ne è parlato nei vertici, poi alla fine la misura non è stata prevista nel disegno di Bilancio iniziale, ma per esempio il Movimento 5 Stelle ha presentato degli emendamenti da questo punto di vista per almeno il rinnovo”.

Aggiungendo: “Ci sono state dichiarazioni pubbliche da parte di esponenti importanti, come il presidente Pesco, e anche Pd e Italia Viva hanno sempre difeso la misura, dopodiché sappiamo che è un fatto di onere, di spostamento di risorse da una parte all’altra. Non si tratta di risorse eccessive, sarebbe assurdo che una misura venga prevista solo per un anno. Insisteremo molto su questo punto”.

Spaziani Testa ha poi affermeto: “Su Imu e Tasi ci stiamo lavorando. L’impostazione finora è stata quella del semplice accorpamento, invece dobbiamo provare a convincere a fare almeno gli interventi che abbiamo definito di buona volontà”.

Legge di Bilancio 2020, cedolare secca

Giudizio positivo per la stabilizzazione della cedolare secca del 10% per le locazioni abitative a canone calmierato. Ma qualcosa di più si può fare. In merito, Confedilizia propone che venga formalizzata l’estensione della sua applicazione a tutti i Comuni italiani, “perché – come spiegato da Spaziani Testa – per effetto della modalità di intervento legislativo su questa disposizione, cioè su quella originaria, viene a perdersi la sua estensione rispetto ai Comuni ad alta tensione abitativa, che sono quelli interessati dalla norma iniziale”.

Legge di Bilancio 2020, cedolare secca per i negozi

Sempre sul fronte della cedolare secca, attenzione deve essere rivolta ai locali commerciali. Si ricorda che la legge di Bilancio 2019 ha introdotto, per i soli contratti stipulati nell’anno in corso, la cedolare secca per i negozi. La misura non è al momento presente nel disegno di legge di Bilancio, ma qualche giorno fa il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco, ha detto che ci si stava lavorando e, come evidenziato dal presidente di Confedilizia, lunedì 18 novembre il Movimento 5 Stelle ha chiesto che la misura venga confermata almeno per un altro anno. L’onere è di 160 milioni, rispetto al totale della manovra è dello 0,5%.

Legge di Bilancio 2020, Imu e Tasi

Quello dell’unificazione Imu-Tasi è un tema importante, sul quale l’organizzazione dei proprietari di casa si è più volte espressa.

Nell’illustrare questa misura, Spaziani Testa ha innanzitutto voluto ricordare quanto affermato dal servizio studi del Senato: “Viene prevista una sola forma di prelievo patrimoniale immobiliare che ricalca, in gran parte, la disciplina Imu e, dunque, riprende l’assetto anteriore alla legge di Stabilità 2014”. Sottolineando che, di fatto, non si fa nulla di particolare.

Sul punto il presidente di Confedilizia ha affermato che “se si interviene in materia di Imu-Tasi non si può perdere l’occasione per fare almeno un inizio di opera di riduzione di questa patrimoniale”. Secondo Confedilizia, servirebbe un’operazione uguale e contraria rispetto a quella che è stata attuata nel 2011. Non cogliendo l’occasione per fare un’operazione di questo tipo, sempre secondo Confedilizia, si dovrebbe almeno intervenire sulle situazioni più penalizzanti.

Su questa misura Confedilizia non ha dubbi nell’esprimere un giudizio negativo e le ragioni di tale giudizio negativo sono essenzialmente cinque:

  1. vengono aumentate le aliquote di base per l’abitazione principale (da 4 a 5 per mille) e per gli altri immobili (da 7,6 a 8,6 per mille);
  2. a circa 300 Comuni (fra i quali Roma e Milano) viene concessa un’aliquota massima più alta rispetto a tutti gli altri: 11,4 per mille anziché 10,6;
  3. viene soppresso l’obbligo per i Comuni di individuare, con regolamento, i servizi indivisibili e di indicare analiticamente, per ciascuno di essi, i relativi costi alla cui copertura il tributo è diretto;
  4. viene attribuito ai proprietari l’intero importo della nuova imposta, ora invece in parte a carico degli occupanti degli immobili, se non utilizzati come abitazione principale;
  5. vengono mantenute imposizioni vessatorie come quelle sugli immobili inagibili e su quelli non utilizzati e privi di mercato per assenza di inquilini o acquirenti.

Per quanto riguarda il mantenimento della tassazione sugli immobili inagibili/inabitabili, Confedilizia propone l’esenzione totale, con un onere di 57 milioni, rispetto al totale della manovra pari allo 0,18%; per quanto riguarda invece il mantenimento della tassazione sugli immobili in situazione di particolare sofferenza, Confedilizia propone di esentare gli immobili situati nei Comuni fino a 1.000 abitanti (onere pari a 250 milioni, rispetto al totale della manovra 0,78%) oppure di esentare gli immobili situati nei Comuni fino a 3.000 abitanti (onere pari a 850 milioni, rispetto al totale della manovra 2,66%), o ancora di esentare gli immobili privi di mobilio e non allacciati ai servizi pubblici.

Legge di Bilancio 2020, bonus facciate

Giudizio positivo, infine, per la detrazione Irpef del 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi edilizi finalizzati al recupero o al restauro della facciata degli edifici.

Parlando degli incentivi nel loro complesso, Spaziani Testa ha detto: “Noi siamo fermamente favorevoli al rafforzamento degli incentivi in generale per gli interventi sugli immobili, quindi ristrutturazioni edilizie, ecobonus e sismabonus. Per quanto riguarda ristrutturazioni edilizie ed ecobonus è stata prevista la conferma delle loro versioni rafforzate per un altro anno. E’ una cosa positiva che andrebbe trasformata, come lo stesso governo aveva intenzione di fare e non escludo che possa essere fatto nel corso dell’esame della legge di Bilancio, in una stabilizzazione. Se non un passaggio alla definitività, potrebbe essere un qualcosa in termini triennali, come è stato fatto ad esempio per il sismabonus. E’ importante che questi incentivi abbiano una stabilità di tempo soprattutto per gli interventi più rilevanti e in sede condominiale, dove le decisioni sono più difficili da assumere”.

Tornando al bonus facciate, secondo Confedilizia è importante che da un lato migliori l’aspetto delle nostre città e dall’altro si muova tutta l’economia collegata agli interventi edilizi di questo tipo. Per migliorare la norma l’organizzazione dei proprietari di casa propone innanzitutto di creare le condizioni per far sì che vengano attratti gli altri incentivi (ecobonus e sismabonus) proprio per agevolare gli interventi di maggiore importanza dal punto di vista del risparmio energetico e della sicurezza; chiarire poi che anche in questo caso possono essere applicati la cessione del credito e lo sconto in fattura, che consentono di facilitare gli interventi anche in caso di difficoltà di reddito o incapienza; infine, applicare questo sconto anche ai soggetti Ires.

Legge di Bilancio 2020, accertamento fiscale tributi locali

Per quanto riguarda le nuove norme sull’accertamento fiscale dei tributi locali, la legge di Bilancio 2020 prevede un rafforzamento degli strumenti in capo ai Comuni e quindi all’ente impositore. In merito, Confedilizia chiede che si prevedano anche per i tributi locali alcuni istituti di garanzia che non sono attualmente previsti, come ad esempio un ravvedimento operoso ben calibrato e più garantista per i contribuenti. “Se si vuole rafforzare la capacità di riscossione da parte dei Comuni – ha affermato Spaziani Testa –, si devono rafforzare anche le garanzie per i contribuenti”.

Art. 4 decreto fiscale 2020

In esame anche l’articolo 4 del decreto fiscale. A tal proposito, il presidente di Confedilizia ha detto: “Noi siamo fortemente critici sull’articolo 4 del decreto fiscale, ossia quello che prevede degli obblighi a molti soggetti, tra cui il condominio e le piccole società immobiliari. Tanti soggetti di piccole dimensioni che sarebbero gravati dai nuovi obblighi in materia di ritenute per appalti e subappalti. In condominio sarebbe addirittura devastante l’applicazione di questa norma. Sappiamo che ci sono molti emendamenti che prevedono l’esclusione di alcuni soggetti, tra cui il condominio, confidiamo ci possano essere modifiche”.

Settore immobiliare Italia, luci e ombre

Ma qual è la situazione del settore immobiliare? Il quadro è stato dipinto da Andrea Giuricin, economista dell’Università Milano Bicocca, al quale il presidente di Confedilizia ha lasciato la parola prima di analizzare i contenuti del disegno di legge di Bilancio.

Giuricin ha innanzitutto evidenziato il valore aggiunto rappresentato dal real estate. In particolare, ha sottolineato che nel secondo trimestre del 2019 il real estate ha registrato un valore di oltre 400 miliardi di euro. L’economista ha poi esaminato la situazione dei prezzi, ponendo l’accento sul calo che caratterizza in modo particolare il nostro Paese. Secondo quanto sottolineato da Giuricin, tra i tanti fattori che incidono sul calo dei prezzi delle case in Italia c’è proprio la componente fiscale.

Riferendosi poi al valore degli immobili residenziali delle famiglie, l’economista ha sottolineato che tra il 2011 e il 2018 è stato registrato un calo pari a circa 1.300 miliardi di euro. Considerando lo stock complessivo, nel quale rientrano anche le costruzioni di nuovi immobili residenziali, lo stock del patrimonio immobiliare delle famiglie italiane si è ridotto di 480 miliardi di euro.

Giuricin ha infine affermato che “oltre all’Imu, che nel periodo 2012-2019 è costata al contribuente italiano 183 miliardi di euro, c’è un gettito occulto che non è stato calcolato”. In merito, l’economista ha detto: “La caduta dei prezzi reali degli immobili non ha fatto variare il valore catastale degli immobili, se teniamo in considerazione questa caduta dei prezzi, si è creato un gettito occulto dovuto alla mancata rivalutazione (al ribasso) del valore degli immobili pari a quasi 41 miliardi di euro nel periodo 2012-2019”.