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Bonus facciate, un approfondimento sugli interventi agevolabili

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Autore: Redazione

L'Agenzia delle Entrate interviene ancora sul bonus facciate. La detrazione del 90% per la messa a nuovo delle facciate esterne degli edifici introdotta dalla legge di Bilancio 2020. Vediamo quanto spiegato con la risposta n. 434.

L'Agenzia delle Entrate ha innanzitutto ricordato che l'articolo 1, commi da 219 a 223 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di Bilancio 2020), "disciplina una detrazione dall'imposta lorda pari al 90 per cento delle spese documentate sostenute nell'anno 2020 per interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del ministro dei Lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (cd. bonus facciate)". 

Per quanto riguarda le tipologie di interventi che danno diritto al bonus facciate e la misura della detrazione, ci si può riferire ai commi da 219 a 221 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2020. Il comma 222, invece, stabilisce le modalità di fruizione della detrazione, mentre il comma 223, per le modalità applicative, "rinvia al regolamento recante norme di attuazione e procedure di controllo di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in materia di detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all'articolo 16-bis del decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)". La circolare 14 febbraio 2020, n. 2/E ha poi fornito chiarimenti in ordine alla applicazione di tale agevolazione. L'Agenzia delle Entrate ha inoltre sottolineato che, sotto il profilo oggettivo, la detrazione spetta a condizione che "gli edifici oggetto degli interventi siano ubicati in zona A o B ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444".

Per poter usufruire del bonus facciate, gli interventi devono essere finalizzati al "recupero o restauro della facciata esterna" e devono essere realizzati esclusivamente sulle "strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi". 

Inoltre, secondo quanto previsto dalla norma, nel caso in cui i lavori di rifacimento della facciata, "ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al decreto del ministro dello Sviluppo economico 26 giugno 2015, (...), e, con riguardo ai valori di trasmittanza termica, i requisiti di cui alla tabella 2 dell'allegato B al decreto del ministro dello Sviluppo economico 11 marzo 2008".

Sempre sul fronte degli interventi per poter beneficiare del bonus facciate, la circolare n. 2/E del 2020 ha chiarito che "l'esplicito richiamo agli interventi realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, sui balconi, ornamenti e fregi, comporta che sono ammessi al bonus facciate, gli interventi sull'involucro 'esterno visibile dell'edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno)' e, in particolare, gli interventi sugli elementi della facciata costituenti esclusivamente la struttura opaca verticale". 

Via libera quindi agli interventi di consolidamento, ripristino, miglioramento e rinnovo degli elementi che costituiscono la struttura opaca verticale della facciata stessa e della mera pulitura e tinteggiatura della superficie, del rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, degli ornamenti e dei fregi, ma anche i lavori riconducibili al decoro urbano, come quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Sono esclusi invece gli interventi effettuati sulle facciate interne dell'edificio, ad eccezione di quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. Escluse di conseguenza le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. Tra le spese escluse anche quelle sostenute per gli interventi sulle strutture opache orizzontali o inclinate dell'involucro edilizio, ad esempio coperture (lastrici solari, tetti) e pavimenti verso locali non riscaldati o verso l'esterno nonché per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli (non rientranti nella nozione di strutture "opache"). 

Riferendosi in particolare a quanto domandato, con la sua risposta l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che è possibile beneficiare del bonus facciate per le spese di pulitura e riverniciatura dello sporto del tetto e del muro della facciata esterna dell'edificio anche se solo parzialmente visibile dalla strada. Non è possibile invece usufruire del bonus facciate per le spese relative ai lavori di riverniciatura degli scuri e persiane, atteso che gli stessi costituiscono strutture accessorie e di completamento degli infissi, e di pulitura e tinteggiatura del muro di cinta, non trattandosi di intervento effettuato sulla facciata dell'edificio.