Tra le piante più belle che la natura ci offre c’è sicuramente la pianta di salice che, con i suoi rami cadenti, sembra una misteriosa creatura botanica. La pianta di salice si può coltivare anche in “modalità” bonsai per abbellire un angolo di casa, purché si conoscano le sue caratteristiche e si sappia come farla crescere rigogliosa. Ecco allora tutto quello che bisogna sapere sulla pianta di salice, dalle varianti alla coltivazione e cura, fino alle possibili malattie che possono attaccarla.
- Le varietà delle piante di salice da conoscere
- Quali sono le caratteristiche della pianta salice?
- Come coltivare la pianta di salice piangente
- Quanto ci mette un salice piangente a crescere?
- Si può coltivare un bonsai di salice piangente in casa?
- Prendersi cura della pianta di salice e prevenire le malattie
Le varietà delle piante di salice da conoscere
Il salice piangente (Salix babylonica) è una pianta decorativa della famiglia delle Salicaceae, noto per i suoi caratteristici rami all’ingiù. Proviene dalla Cina settentrionale ma è in Europa che, intorno al ‘600, diventa un must di giardini e parchi. Esistono diverse varietà e ibridi del salice, ciascuno con tratti peculiari:
- salice dorato (Salix sepulcralis 'Chrysocoma'): chiamato così per il colore dei rami;
- salicone (Salix caprea): ha fiori ornamentali;
- salice nano variegato (Salix integra 'Hakuro Nishiki'): varietà nana, ideale per piccoli spazi o vasi, con foglie variegate;
- salice bianco (Salix alba): è alto fino a 15 m con chioma ampia e tronco diritto. Vive lungo fiumi in Europa centro-meridionale, consolidando terreni fluviali, e si coltiva per vimini e cellulosa;
- salice da ceste (Salix viminalis): l'arbusto è alto fino a 7 m. Ha foglie oblungo-lanceolate, verdi sopra e chiare sotto;
- salice di ripa (Salix eleagnos): è spesso usato per consolidare suoli alluvionali fino a 1500 m;
- salice fragile (Salix fragilis): fiorisce tra febbraio e aprile. Popola rive fluviali in Europa e Asia occidentale dov'è coltivato per vimini e pertiche;
- salice nero (Salix nigricans): è raro al Sud, vive in terreni sabbiosi alpini fino a 1800 m, usato per vimini grossolani;
- salice odoroso (Salix pentandra): ha un odore balsamico ed è presente in boschi montani e paludi delle Alpi fino a 2400 m. Anch'esso è usato per consolidare terreni fluviali.
Quali sono le caratteristiche della pianta salice?
Il salice è un albero a foglia caduca, ovvero perde le foglie durante le stagioni avverse. Cresce molto velocemente anche grazie alle sue radici robuste; ama gli ambienti umidi, come quando posto sulla riva di un fiume, ed è caratterizzato da rami elastici con foglie affusolate.
La chioma può essere espansa o pendente, alta fino a 25 metri. Le foglie, lunghe e strette, hanno margini dentellati e sono spesso argentate sul lato inferiore. La corteccia, che varia dal giallo al grigio scuro, tende a screpolarsi in solchi verticali. In primavera produce infiorescenze separate per genere, con fiori maschili dalle antere dorate, e capsule femminili che liberano semi avvolti in piumini bianchi.
Come coltivare la pianta di salice piangente
Coltivare un salice piangente richiede attenzione e cure tali da garantirne uno sviluppo robusto e sano. Ecco come procedere per piantarlo correttamente.
Scegliere il punto migliore in cui piantarlo
Per prima cosa si deve scegliere un punto del giardino ben esposto al Sole, con un suolo preferibilmente umido. Il salice piangente tollera anche la mezz'ombra, purché riceva almeno 4-6 ore di luce diretta al giorno. Si adatta bene a climi temperati e resiste sia al freddo invernale (fino a -20°C) che al caldo estivo, ma soffre in zone troppo aride o ventose.
Preparare bene il terreno
Si crea una fossa ampia almeno il doppio del diametro della massa radicale dell’albero (circa 60-80 centimetri di profondità e ampiezza). L’operazione si effettua in genere in autunno o a fine inverno. Una buona scelta è quella di spargere sul fondo compost maturo o letame. Importante: è bene lasciare almeno 10 metri di distanza da altre piante o edifici.
Le radici del salice piangente sono infatti estremamente aggressive e invasive e possono danneggiare tubature, fognature, fondamenta di edifici e pavimentazioni.
Messa a dimora
L’albero va sistemato nella fossa, verificando che la base del tronco sia allineata con il livello del terreno. Poi, si rinterra con la terra scavata in precedenza, miscelata a compost, pressandola delicatamente per evitare bolle d’aria.
Come irrigare il salice piangente
L’irrigazione iniziale deve essere molto generosa per favorire l’adattamento delle radici. Il salice va innaffiato abbondantemente 2-3 volte a settimana durante il primo anno, riducendo gradualmente una volta che le radici si sono stabilizzate.
Nei periodi di siccità estiva, anche gli esemplari adulti beneficiano di irrigazioni profonde ogni 7-10 giorni, poiché il salice necessita di terreno costantemente umido.
Quando fare la potatura
Il salice piangente va potato a fine inverno (febbraio-marzo) prima della ripresa vegetativa, eliminando rami secchi, danneggiati o che si incrociano. È consigliabile anche una potatura di contenimento ogni 2-3 anni per mantenere la forma armoniosa della chioma e favorire la crescita di nuovi rami flessibili.
Concimazione primaverile
In primavera è utile distribuire alla base della pianta del concime organico maturo (compost o letame) o un fertilizzante granulare a lenta cessione ricco di azoto. Una seconda concimazione leggera può essere effettuata a inizio estate per sostenere la crescita vigorosa dell'albero.
Quanto ci mette un salice piangente a crescere?
Come spiegato in precedenza, il salice piangente non ha difficoltà a crescere, anzi è molto veloce. In generale, se le condizioni del terreno e ambientali sono ottimali, un salice piangente raggiunge dimensioni considerevoli in soli 5-10 anni.
Si può coltivare un bonsai di salice piangente in casa?
Se il salice piangente è bellissimo nelle sue dimensioni tradizionali lo è ancora di più sotto forma di bonsai, tenendo però conto che le cure dovranno essere quasi maniacali. Due sono le operazioni principali:
- il rinvaso, da effettuarsi ogni 1-2 anni in primavera, con riduzione delle radici e aggiunta di materiale drenante;
- e naturalmente, la potatura di formazione e manutenzione che si si esegue avvolgendo con cura dei sottili fili di metallo attorno ai rami.
L’irrigazione deve essere frequente. In questo modo si potrà riprodurre la pianta in casa e rendere un angolo decisamente originale.
Prendersi cura della pianta di salice e prevenire le malattie
Il salice piangente può essere colpito da diverse malattie fungine. Tra queste, la ruggine delle piante che va eliminata prima che si diffonda, l’oidio e il cancro rameale. Per proteggerlo, serve una prevenzione accurata che passa anche dall’aerazione della chioma e dall’asportazione delle parti infette.
Anche i parassiti sono nemici del salice, a partire da afidi, cocciniglie e bruchi defogliatori. Per debellarli basta usare insetti predatori come le coccinelle, così non saranno necessari prodotti chimici. Un consiglio finale: è sempre importante controllare foglie e tronco per scongiurare infezioni.
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