La scelta di una caldaia di casa richiede di considerare vari fattori prima dell'acquisto. In anni caratterizzati dalla rapida evoluzione dei sistemi di riscaldamento, ma anche dai cambiamenti della normativa europea che tende a mettere al bando impianti alimentati da fossili, biomasse e anche gas, riuscire a muoversi nel labirinto di soluzioni consente di valutare i pro e i contro di ciascun impianto.
Di pari passo, tuttavia, negli ultimi anni sono cresciute le esigenze dei consumatori, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza degli impianti di riscaldamento, l’efficienza energetica e, di conseguenza, il risparmio in bolletta. Ecco perché, tra le varie soluzioni, è importante saperne di più sulla caldaia a camera stagna e su come funziona.
Come funziona una caldaia a camera stagna
La peculiarità di una caldaia a camera stagna deriva dalla sua costruzione. Infatti, il compartimento della combustione è ermeticamente sigillato rispetto all’ambiente domestico. Di conseguenza, l’aria necessaria alla caldaia per la combustione non viene prelevata dall’ambiente, ma da un condotto coassiale o sdoppiato che ha anche la funzione di espellere i fumi di scarico.
Il principale vantaggio della caldaia a camera stagna è quello di poter essere installata anche in locali e ambienti chiusi. Tuttavia, una costruzione di questo tipo potrebbe comportare dei costi maggiori rispetto ad altri impianti, come quelli a camera aperta.
Individuare la migliore caldaia a camera aperta per le proprie esigenze, potrebbe rappresentare una soluzione alternativa a patto che se ne accetti la minore efficienza energetica. Infatti, una caldaia a camera aperta ha un rendimento stagionale che non supera l'85%, proprio perché parte del calore si disperde; una caldaia tradizionale a camera stagna, invece, garantisce prestazioni migliori, arrivando al 90-92% di rendimento.
Cosa significa caldaia a camera stagna?
Tuttavia, alla domanda se le caldaie a camera stagna si possono ancora installare la risposta è negativa e, di certo, non per i costi più alti. Infatti, la normativa Ecodesign ha vietato la produzione di questo tipo di impianto a partire dal 26 settembre 2015 in quanto meno efficiente di altri tipi, come quelli a condensazione.
L’unica eccezione riguarda la vecchia caldaia a camera stagna non a condensazione, che può essere installate esclusivamente per sostituire un impianto dello stesso tipo. Per ricorrere a questa soluzione è necessario che si certifichi l’impossibilità di installare una caldaia a condensazione, anche prevedendo il collegamento della canna fumaria a quella collettiva.
Qual è la differenza tra una caldaia a camera stagna e una a condensazione
Le caldaie a condensazione sono divenute, soprattutto nel corso degli ultimi dieci anni, gli standard delle nuove installazioni di impianti di riscaldamento. Rispetto alla camera stagna, della quale può rappresentare un’evoluzione, il sistema recupera il calore latente dai fumi di scarico, trasformando il vapore acqueo in acqua e usando nuovamente questo tipo di energia. Lo stesso recupero non è possibile in una caldaia a camera stagna tradizionale.
Per questo motivo, le caldaie a condensazione sono considerate più efficienti, ecologiche e anche meno dispendiose, in termini di costi, nel lungo periodo. Nell’immediato, e dunque nelle fasi iniziali, le spese per una caldaia a condensazione potrebbero essere più elevati a causa di un’installazione di maggiore complessità, nella quale occorre predisporre lo scarico della condensa e, spesso, l’intubamento della canna fumaria.
Dal punto di vista dell’efficienza, le caldaie a condensazione assicurano un rendimento più elevato, grazie al recupero energetico, e una riduzione del consumo di gas stimabile tra il 20 e il 30%. Il minore consumo consente di ridurre anche le emissioni inquinanti.
Cosa sono le caldaie a condensazione a camera stagna
Nei modelli più evoluti, le caldaie a condensazione adottano tecnologie innovative che consentono di recuperare il calore dei gas di scarico utilizzati per riscaldare l’acqua e, di conseguenza, di risparmiare sui costi del GPL o del metano.
All’efficienza energetica di questi sistemi si aggiunge la sicurezza della combustione che avviene in un vano a camera stagna o a tiraggio forzato, in modo da mantenere i più alti standard di protezione. Acquistando questo tipo di impianto si ottiene anche il kit di scarico dei fumi comprendente il tubo coassiale.
Tra le innovazioni più rilevanti degli ultimi tempi si può fare riferimento al riscaldamento ibrido che combina due tecnologie in una, la caldaia e la pompa di calore, ma con costi ancor più elevati.
Dove si può installare una caldaia a camera stagna
Il livello di sicurezza di una caldaia a camera stagna è massimo, in quanto il rischio di intossicazione da monossido di carbonio dovuto a problemi di espulsione è eliminato alla radice. Infatti, i gas di scarico vengono espulsi direttamente all’esterno. La sicurezza offerta da questo impianto si traduce nella possibilità di installazione in qualsiasi ambiente della casa.
A condizione che si raggiunga agevolmente una parete esterna per l’installazione del condotto coassiale, la caldaia a camera stagna può essere collocata anche in bagno, nel ripostiglio o nei mobili della cucina.
La flessibilità di utilizzo di questo tipo di impianto potrebbe portare a considerare l'ipotesi di acquistare una caldaia a camera stagna da esterno per riscaldare, per esempio, il balcone, a condizione che siano dotati di protezioni dai fattori atmosferici. Infine, l’installazione può avvenire anche in locali non abitabili come la cantina (non interrata), il solaio e la soffitta, nel caso in cui sia di pertinenza dell’unità immobiliare.
Quanto dura una caldaia a camera stagna
I modelli più recenti ed evoluti di caldaia a camera stagna con sistema a condensazione durano, mediamente, dai 10 ai 20 anni. Per assicurare la più alta longevità occorre procedere con la manutenzione regolare e con i controlli annuali. Con la stessa cadenza deve essere effettuata anche la pulizia dell’impianto e del tubo di scarico, da parte di un tecnico specializzato.
Altri fattori possono determinare una durata più lunga della caldaia. È sempre necessaria la verifica della qualità dell’acqua. Infatti, l’acqua dura e il calcare abbassano l’efficienza dell’impianto e la durata dello scambiatore. È pertanto consigliabile l’utilizzo di un addolcitore.
Anche la frequenza di utilizzo della caldaia determina la durata dell’impianto. Un uso intensivo, soprattutto durante le stagioni fredde, può essere motivo di stress per l’impianto. È abbastanza intuitivo che la qualità degli elementi e dei componenti della caldaia possa determinare la longevità e l’efficienza.
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