Può capitare che l'acqua potabile dei rubinetti di casa sappia di cloro: ecco perché questo accade e come arginare il fenomeno.
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acqua del rubinetto sa di cloro
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Aprire il rubinetto e sentire un odore pungente che ricorda quello di una piscina è qualcosa che succede in molte case. Insieme all'odore, si avverte anche un sapore un po' metallico o leggermente amaro in bocca e questo può far venire dei dubbi: quest'acqua è potabile? Si può bere tranquillamente? Se l'acqua del rubinetto sa di cloro, dipende dalla presenza di composti disinfettanti utilizzati per garantire che l'acqua sia sicura per tutto il percorso che fa. È importante capire perché succede e conoscere i metodi per attenuare il sapore, così da poter usare l'acqua di casa con più tranquillità e consapevolezza.

Cloro nell'acqua del rubinetto: a cosa serve?

Mettere il cloro nell'acqua potabile è stata una delle scoperte più importanti per la salute pubblica del secolo scorso: aggiungerlo ha contribuito a ridurre drasticamente malattie gravi come il tifo e il colera, e a rendere sicuri gli approvvigionamenti idrici urbani.

Le aziende che gestiscono gli acquedotti usano principalmente due tipi di composti: l'ipoclorito di sodio, lo stesso principio attivo che si trova nei comuni disinfettanti per la casa, ma in concentrazioni molto più basse, e il biossido di cloro, che genera meno sottoprodotti indesiderati. Entrambe le sostanze agiscono contro batteri pericolosi come gli enterococchi e l'Escherichia coli, oltre a virus e altri microrganismi come la legionella.

Il cloro che resta nell'acqua, chiamato "cloro libero", ha il compito di mantenere l'acqua sicura e potabile anche a chilometri di distanza dal punto in cui è stata trattata la prima volta, proteggendola durante tutto il tragitto nelle condutture fino al rubinetto di casa.

bicchiere di acqua dal rubinetto
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Perché l'acqua del rubinetto sa di cloro? Le cause

L'odore di cloro che si sente nell'acqua che esce dal rubinetto non è sempre uguale, a volte è più forte mentre altre volte quasi non si nota. Ciò dipende da diversi motivi e situazioni:

  • ristagno prolungato: quando l'acqua resta ferma per molte ore nelle tubature di casa (per esempio durante la notte quando nessuno la usa), il cloro che c'è si concentra leggermente di più ed è questo il motivo per cui al mattino l'odore può sembrare più forte;
  • posizione della casa nell'edificio: le abitazioni che si trovano ai piani più alti dei palazzi o che sono nelle zone finali della rete idrica hanno un flusso d'acqua meno continuo, quindi l'acqua scorre meno spesso e questo può far sentire di più il cloro;
  • interventi di manutenzione: quando fanno dei lavori sulla rete idrica della zona, gli operatori possono aumentare temporaneamente la quantità di cloro nell'acqua per precauzione;
  • variabilità della fonte d'acqua: alcune sorgenti da cui arriva l'acqua hanno bisogno di quantità minime di disinfettante, mentre altre richiedono dosaggi più alti di cloro per una questione di sicurezza.

Cosa succede se si beve acqua di rubinetto con cloro

Le principali autorità sanitarie internazionali concordano sul fatto che bere acqua che contiene cloro, quando le quantità rispettano i limiti stabiliti dalla legge, non comporta rischi per la salute. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato attraverso numerosi studi che le tecniche di clorazione previste nei sistemi idrici moderni risultano sicure e conformi ai requisiti di potabilità.

Il corpo umano riesce a eliminare questa sostanza in modo naturale attraverso l'urina, il sudore e anche con la respirazione; alcune persone particolarmente sensibili possono avvertire un leggero fastidio al palato quando bevono, oppure avere ogni tanto la bocca secca, ma questi fenomeni sono sempre temporanei e non hanno conseguenze.

Poi, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) non classifica il cloro stesso come cancerogeno alle concentrazioni che vengono usate per rendere potabile l'acqua di casa: la presenza del disinfettante diventa problematica solo quando i valori superano i parametri di legge, eventualità rara e immediatamente segnalata dagli enti gestori.

bicchiere di acqua
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Il cloro nell'acqua potabile fa male?

Il cloro dosato correttamente non rappresenta un pericolo per la salute: anzi, il fatto che sia presente nell'acqua costituisce una garanzia di protezione continua contro le contaminazioni microbiologiche (cioè batteri, virus e altri microorganismi) che potrebbero risultare ben più pericolose. Quindi, bere acqua dal rubinetto non fa male se si rispettano i limiti di legge.

Quanto cloro nell'acqua è consentito per legge

La Direttiva Europea 2020/2184, che è stata inserita in Italia con il Decreto Legislativo 31/2001, stabilisce che il cloro residuo libero nell'acqua potabile non debba superare il limite di 0,2-0,5 mg/l al punto di consegna, ovvero quando l'acqua arriva al rubinetto di casa: questo intervallo viene considerato sicuro e sufficiente a mantenere la qualità microbiologica dell'acqua.

Le aziende idriche monitorano questi valori più volte al giorno, rendendo pubblici i dati con rapporti annuali consultabili dai cittadini.

Come ridurre odore e sapore di cloro dall'acqua del rubinetto

Esistono diversi modi per ridurre l'odore e il sapore di cloro che si sente nell'acqua del rubinetto: alcuni sono semplici, altri più strutturati. Il metodo più immediato consiste nel lasciare riposare l'acqua in una caraffa aperta per alcuni minuti: il cloro è una sostanza volatile, il che significa che si disperde naturalmente nell'aria quando l'acqua resta ferma. Basta quindi riempire una caraffa in vetro, lasciarla sul tavolo senza coperchio per 15 minuti circa e l'odore di cloro dovrebbe diminuire.

Un altro "trucco" semplice è lasciar scorrere l'acqua dal rubinetto per qualche secondo prima di riempire il bicchiere o la bottiglia: in questo modo si elimina la porzione di acqua che è rimasta più a lungo ferma nelle tubature interne della casa, che di solito ha più odore di cloro.

Per chi desidera una soluzione più duratura nel tempo, molte famiglie scelgono sistemi di filtrazione domestica. Le caraffe filtranti sono tra le più comuni e usate tra i depuratori domestici: utilizzano filtri a carbone attivo, capace di assorbire parte del cloro e delle sostanze che influiscono sul sapore dell'acqua. Rappresentano così un'opzione pratica ed economica, oltre che facile da usare anche se richiedono una manutenzione costante.

Per chi vuole investire di più e avere risultati migliori, esistono sistemi più complessi che si installano direttamente sotto il lavandino o sul punto di ingresso dell'acqua in casa. Tra questi, i sistemi di microfiltrazione, l'ultrafiltrazione e l'osmosi inversa.

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