Le differenze di temperatura tra interno ed esterno o tra le varie stanze di una casa sono un problema spesso sottovalutato, con conseguenze sia sulla salute che sui consumi energetici. Infatti, lo sbalzo termico in casa non riguarda solo i mesi invernali: può verificarsi in qualsiasi stagione e dipende da molteplici fattori, dall'isolamento inadeguato all'uso scorretto degli impianti di climatizzazione. Imparare a gestire questo fenomeno aiuta a migliorare il comfort abitativo, ridurre le spese energetiche e tutelare il benessere di tutta la famiglia.
Sbalzo termico in casa: cosa significa?
Lo sbalzo termico è una significativa variazione della temperatura tra un ambiente e l'altro della stessa abitazione, oppure tra interno ed esterno. Questo fenomeno si verifica quando la differenza supera i 3-4°C tra le stanze o quando, nell'arco della giornata, si alternano momenti di caldo eccessivo a fasi di freddo intenso.
Le zone più critiche sono solitamente quelle vicine a finestre, porte e pareti esposte a nord, dove la dispersione termica risulta più marcata; anche l'eccessivo riscaldamento o raffreddamento di alcuni locali rispetto ad altri crea degli squilibri termici difficili da gestire.
Le principali cause di uno sbalzo termico in casa
Sono diversi gli elementi strutturali e impiantistici che contribuiscono alla formazione degli sbalzi termici. Innanzitutto, l'isolamento insufficiente delle pareti rappresenta una delle cause più comuni, soprattutto negli edifici datati costruiti senza i moderni criteri di efficienza energetica: le superfici murarie poco coibentate si raffreddano rapidamente, diventando punti di dispersione del calore.
Poi, gli infissi obsoleti o di bassa qualità favoriscono l'ingresso dell'aria fredda dall'esterno: le finestre con vetro singolo, guarnizioni deteriorate o telai privi di taglio termico compromettono la tenuta termica dell'abitazione, e la formazione frequente di condensa sui vetri segnala chiaramente questo problema.
I ponti termici strutturali, situati negli angoli, nei contorni delle finestre e nei punti di raccordo tra muri e solai, costituiscono zone dove il calore si disperde più facilmente: queste aree rimangono costantemente più fredde rispetto al resto della parete, creando le condizioni ideali per la formazione di muffa localizzata.
Anche l'impianto di riscaldamento può generare squilibri termici quando risulta mal dimensionato o regolato in modo scorretto: ad esempio, dei radiatori posizionati male o un sistema non bilanciato adeguatamente provocano differenze marcate tra una stanza e l'altra.
L'uso improprio del condizionatore durante l'estate aggrava il problema: impostare temperature troppo basse rispetto all'esterno crea variazioni termiche dannose per l'organismo e fa lievitare i consumi energetici. Per evitare queste conseguenze, la differenza tra interno ed esterno non dovrebbe mai superare i 6-7°C.
Evitare sbalzi termici in casa: come comportarsi
La gestione corretta degli impianti costituisce il primo passo per limitare gli squilibri termici. In questo senso, mantenere una temperatura interna costante risulta fondamentale: quella ideale in inverno oscilla tra 19°C e 21°C, in estate tra 25°C e 27°C. Temperature troppo elevate in inverno non solo creano sbalzi dannosi quando si esce, ma aumentano anche i consumi.
Si può poi ragionare sul miglioramento dell'isolamento termico dell'abitazione, che solitamente passa attraverso alcuni interventi mirati come:
- l’installazione di un cappotto termico esterno o interno;
- l’insufflaggio delle intercapedini per riempire gli spazi vuoti nelle pareti;
- la coibentazione del tetto e dei solai;
- la sostituzione degli infissi con modelli a doppio o triplo vetro;
- il controllo periodico delle guarnizioni per eliminare gli spifferi;
- l’installazione di sistemi per la tenuta termica dei cassonetti delle tapparelle.
Inoltre, una regolazione ottimale dell'impianto di riscaldamento garantisce una distribuzione uniforme del calore: sfiatare i termosifoni periodicamente, evitare di coprirli con tende o mobili ed effettuare la manutenzione annuale della caldaia sono operazioni essenziali per evitare sbalzi termici.
Meglio ricordare, poi, una regola essenziale: ventilare quotidianamente gli ambienti anche solo per pochi minuti, favorisce il ricambio dell'aria e riduce l'umidità interna. In inverno conviene aprire le finestre nelle ore più calde della giornata, mentre in estate al mattino presto o la sera; mantenere un tasso di umidità intorno al 40-50% contribuisce poi al comfort abitativo.
Poi, un piccolo trucco: l'abbigliamento a strati, il cosiddetto "sistema a cipolla", aiuta ad adattarsi meglio alle variazioni di temperatura durante la giornata, riducendo lo stress termico per l'organismo.
Perché gli sbalzi termici possono essere pericolosi?
Le conseguenze degli sbalzi termici coinvolgono sia la salute delle persone sia l'integrità dell'edificio. L'organismo umano fatica ad adattarsi a variazioni brusche e ripetute della temperatura: quando gli sbalzi sono improvvisi, il corpo non riesce a reagire efficacemente e a risentirne di più sono bambini, anziani e persone con patologie croniche.
Le manifestazioni più comuni comprendono raffreddori, influenza, mal di testa, torcicollo, cali di pressione e disturbi respiratori; tra l'altro, l'esposizione prolungata a questi squilibri termici può causare l’affaticamento e l’indebolimento del sistema immunitario.
La formazione di condensa e muffa in casa rappresenta un'altra conseguenza diretta: quando l'aria calda e umida incontra superfici fredde, si crea vapore acqueo che si deposita su pareti e soffitti. Se il fenomeno diventa frequente, si sviluppano colonie di funghi e batteri che deteriorano gli intonaci e i materiali da costruzione. Le spore disperse nell'aria vengono inalate facilmente, provocando allergie, irritazioni alle vie respiratorie e, nei casi gravi, infezioni polmonari.
Inoltre gli sbalzi termici in un'abitazione comportano anche un aspetto economico, ovvero l'incremento dei consumi energetici: le temperature disomogenee costringono i sistemi di climatizzazione a lavorare oltre il necessario per compensare le differenze tra gli ambienti, con bollette più elevate (e usura accelerata degli impianti).
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