Dalla pioggia alla neve, dalla tradizione all’efficienza energetica: ecco cosa si nasconde dietro una delle scelte architettoniche più diffuse al mondo.
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perché i tetti delle case sono spioventi
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Quando osservi un paese dall’alto o percorri una strada di periferia, ciò che caratterizza maggiormente il paesaggio sono proprio i profili dei tetti. Capire perché i tetti delle case sono spioventi permette di leggere meglio ciò che vedi ogni giorno. Un tetto a spiovente, infatti, lavora continuamente per proteggere l’edificio: fa scorrere pioggia e neve, limita le infiltrazioni, riduce i danni causati da gelo e vento, migliora l’isolamento e può persino offrire spazio abitabile in più sotto forma di sottotetto o mansarda.

Perché i tetti sono spioventi? Le ragioni principali

Capire il motivo reale per cui i tetti delle case, soprattutto quelle di montagna, sono spioventi significa partire dalla loro funzione più evidente: gestire l’acqua e la neve. La pendenza consente all’acqua piovana di scorrere rapidamente verso grondaie e pluviali, riducendo il tempo di permanenza sulla superficie di copertura e quindi il rischio di infiltrazioni.

Allo stesso modo, in presenza di neve, una falda inclinata favorisce lo scivolamento del manto nevoso, evitando accumuli eccessivi che appesantirebbero pericolosamente la struttura. Per queste ragioni, nell’edilizia residenziale il tetto spiovente è la soluzione quasi “naturale”, mentre i tetti piani si trovano più spesso su edifici industriali, commerciali o su residenze dal linguaggio architettonico moderno.

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Deflusso di acqua e neve: la funzione della pendenza

La gestione delle acque meteoriche è il primo motivo per cui, storicamente e ancora oggi, i tetti delle case sono spioventi. Senza una pendenza adeguata, l’acqua ristagna sulla copertura, penetra nelle microfessure del manto, degrada le membrane impermeabili e aumenta il rischio di infiltrazioni, muffa e condensa in casa.

La forma inclinata delle falde trasforma invece il tetto in una vera e propria “pista” che convoglia in modo ordinato l’acqua verso la gronda e i pluviali.

  • In zone montane o dove le nevicate sono abbondanti, la pendenza viene progettata maggiore proprio per garantire uno scarico efficace del manto nevoso.
  • In pianura o in aree con il clima mite è invece sufficiente una pendenza più contenuta, calibrata anche in base al tipo di copertura: ad esempio, le tegole in laterizio o cemento richiedono un’inclinazione superiore rispetto a lastre metalliche o membrane continue.
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Che cosa vuol dire tetto spiovente? Significato ed elementi che lo compongono

Oltre a capire perché i tetti delle case sono spioventi, è utile familiarizzare con i termini tecnici di base. Con “tetto spiovente”, o tetto a falde, si intende una copertura composta da una o più superfici inclinate (falda), che convergono verso punti alti (colmi) e bordi inferiori (gronde).

Questa terminologia è fondamentale se è necessario leggere un progetto, confrontarsi con un tecnico o valutare un preventivo per rifare il tetto.

  • Falda: è la superficie inclinata del tetto, su cui viene posato il manto di copertura.
  • Colmo: così è chiamata la linea più alta in cui si incontrano due falde opposte.
  • Gronda: si tratta del bordo inferiore della falda, dove l’acqua viene raccolta e convogliata nelle grondaie.
  • Pluviale: è il tubo verticale che porta l’acqua dalla gronda fino al suolo o alla rete di smaltimento.

A queste parti principali si aggiungono elementi come canali di gronda, converse, linee di compluvio e displuvio, tutti dettagli che migliorano il comportamento del tetto nelle zone di incontro tra superfici diverse.

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Le principali tipologie di tetto spiovente

Ogni configurazione comporta differenze in termini di comportamento al vento, possibilità di sfruttare il sottotetto, impatto estetico e costi di realizzazione. La scelta non è solo estetica: è sempre legata al contesto climatico, alle esigenze funzionali e alle regole urbanistiche locali.

  • Tetto spiovente a una falda (monopendenza): una sola superficie inclinata in un’unica direzione, molto usata in edifici moderni o ampliamenti.
  • Tetto spiovente a due falde (a capanna): la forma più classica nelle case unifamiliari, semplice ed efficiente nel drenaggio.
  • Tetto a quattro falde o a padiglione: tutte le falde convergono verso il perimetro dell’edificio, con un colmo relativamente corto e angoli smussati.
  • Tetto a mansarda: caratterizzato da un cambio di pendenza sulla stessa falda, consente di aumentare il volume utile del sottotetto.
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