Tutti i segreti per coltivare un albicocco sano: dalla scelta del posto alle varietà migliori, fino ai tempi di fruttificazione.
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coltivare albicocco
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Tra gli alberi più amati nei giardini italiani c’è sicuramente l’albicocco: fiorisce presto, colora di bianco-rosato il paesaggio a fine inverno e in estate regala albicocche dolci, succose e profumate. Sia in un grande terreno che in un piccolo giardino urbano, è ovviamente possibile e semplice coltivare un albero di albicocco: ecco come fare e tutti i trucchi per avere successo.

Dove piantare un albero di albicocche?

La scelta del luogo in cui mettere a dimora l’albicocco è decisiva per la sua salute e produttività. Questa pianta ama i climi temperati, con inverni non troppo rigidi ed estati calde e asciutte: non a caso si tratta del clima comune a molte regioni italiane. L’esposizione migliore è in pieno sole, dove la pianta possa ricevere almeno 6–8 ore di luce diretta al giorno.

Inoltre, andrebbe preferita una posizione riparata dai venti freddi e dalle correnti d’aria, che possono compromettere i fiori in primavera e spezzare i rami carichi di frutti d’estate. Parlando di posizionamento, un altro aspetto da considerare è lo spazio. Se coltivato su portainnesto vigoroso, l’albicocco può raggiungere anche 4–5 metri di altezza. Evita quindi di piantarlo troppo vicino a muri, alberi o fabbricati, lasciando un raggio libero di almeno 3 metri attorno al tronco.

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Le varietà migliori di albicocche fra cui scegliere

Se l’obiettivo è avere ottimi frutti, bisognerà partire da una buona varietà di albicocco, così da essere sicuri della resa. Ogni cultivar ha esigenze e caratteristiche specifiche: dai tempi di maturazione, alla resistenza alle malattie, passando ovviamente per sapore, consistenza della polpa e dimensione dei frutti. Tra le varietà fra cui scegliere bisogna ricordare:

  • Precoce di Imola: varietà molto diffusa, a maturazione precoce e con frutti di media grandezza.
  • San Castrese: un albero vigoroso, con frutti dalla polpa soda e saporita; indicata anche per confetture e succhi.
  • Portici: varietà moderna, produttiva e abbastanza resistente alle principali malattie.
  • Bergeron: tra le più coltivate in Europa, particolarmente adatta ai climi più freschi.
  • Tardiva di Valleggia: come dice il nome, matura più tardi rispetto ad altre varietà, permettendo di prolungare la stagione di raccolta fino a luglio.

Quanto ci mette un albicocco a fare i frutti?

Dopo aver piantato un albicocco, quanto bisognerà attendere per i primi frutti? In genere, un albicocco innestato in vivaio comincia a entrare in produzione abbastanza presto.

Se pianti un albero di albicocco giovane (di 1–2 anni) già innestato, in condizioni ideali vedrai i primi frutti dopo 2–3 anni dalla messa a dimora. La produzione vera e propria, più abbondante e regolare, di solito si stabilizza dal quarto–quinto anno in poi.

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Quanti anni dura un albero di albicocco

L’albicocco non si caratterizza per la sua longevità, a differenza di piante simili come il biricoccolo, ma se ben curato può accompagnarti per diversi decenni. In condizioni normali, un albero di albicocco in giardino ha una vita media di circa 20–25 anni, con casi in cui può arrivare anche a 30 anni e oltre se il clima è favorevole.

In, genere, la fase di produttività di un albero di albicocco di solito si colloca tra il quinto e il quindicesimo di età: in questo periodo la pianta è vigorosa, la fioritura è abbondante e la resa in frutti è alta e abbastanza costante. 

Il significato di un albero di albicocche in giardino

Questa pianta regala ottimi frutti e bellissimi fiori, ma porta anche con sé anche un forte valore simbolico e paesaggistico. Il ciclo di questa pianta, con la fioritura precoce seguita dai frutti estivi, richiama l’idea di rinascita dopo l’inverno, di abbondanza e di dolcezza.

In molte culture, gli alberi da frutto rappresentano prosperità e continuità familiare: un albero di albicocco piantato in giardino diventa spesso un punto di riferimento. Inoltre, piantarlo è anche un gesto di cura verso l’ambiente: i fiori dell’albicocco attirano api e insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità.

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