Nelle scorse ore è tornata la neve in Piemonte, spingendosi fino alle pianure e regalando un risveglio invernale che mancava da tempo, soprattutto a Torino. Non si è trattato di un evento eccezionale in termini assoluti, ma sicuramente significativo per dinamica e diffusione, con fiocchi osservati anche a quote prossime al livello del mare. Ed in questo periodo condizionato pesantemente dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento globale, non è affatto così scontato l’arrivo della neve, finanche in Piemonte che resta pur sempre una delle regioni più nevose d’Italia.
Neve in Piemonte, merito del cuscinetto freddo
Dal punto di vista meteorologico, l’episodio è stato favorito da una classica configurazione padana, con l’ingresso di una perturbazione atlantica sul Nord-Ovest accompagnata da aria più fredda nei bassi strati. In questo contesto ha giocato un ruolo chiave il cosiddetto cuscinetto freddo piemontese: una massa d’aria fredda preesistente, intrappolata nei bassi strati della Pianura Padana occidentale grazie alla conformazione orografica (Alpi a nord e ovest, Appennino a sud).
Questo “cuscinetto” ha impedito il rapido rimescolamento dell’aria, mantenendo temperature prossime o inferiori agli 0°C al suolo, anche mentre in quota affluivano correnti più miti di libeccio. Il risultato è stato il passaggio diretto della precipitazione in forma nevosa, o la trasformazione della pioggia in neve nel corso della notte, con quota neve scesa localmente fino in pianura, specie tra Torinese, Cuneese e basso Piemonte.
Sul resto d’Italia soffiava l’umido e più tiepido vento di scirocco, capace di innalzare le temperature addirittura fino a 20°C al Sud Italia. Sul Piemonte, invece, il cuscinetto freddo ha resistito con tenacia ed ha permesso l’arrivo della neve fino in pianura.
Neve a Torino, qualche disagio in provincia
A Torino la nevicata è stata generalmente debole ma continua, sufficiente a imbiancare tetti, prati e strade secondarie, con accumuli più evidenti nelle zone collinari e periferiche. Si sono registrati tra 1 e 3 cm di neve nelle zone periferiche, appena una spolverata in pieno centro a Torino.
Sulle colline torinesi e nelle aree pedemontane gli accumuli sono risultati più consistenti, mentre sulle pianure del Cuneese e dell’Alessandrino si sono osservati strati di qualche centimetro, a tratti più compatti grazie alle temperature basse.
Effetti sulla viabilità
La neve ha avuto ripercussioni anche sulla viabilità. In città la situazione è rimasta nel complesso sotto controllo, ma le strade secondarie e meno trafficate sono risultate localmente scivolose, soprattutto nelle prime ore del mattino.
Qualche rallentamento si è registrato sul traffico urbano e sulle tangenziali, mentre nei settori collinari l’uso di pneumatici invernali o catene si è rivelato indispensabile. Più delicate le condizioni nelle aree extraurbane e montane, dove si sono verificate:
- limitazioni temporanee alla circolazione;
- chiusure preventive di alcuni valichi alpini minori;
- difficoltà lungo le strade provinciali, in particolare nel Cuneese e nelle valli alpine.
In montagna, oltre ai disagi stradali, è aumentato anche il rischio valanghe, motivo per cui le autorità hanno raccomandato prudenza negli spostamenti.
Un episodio da manuale di “neve da cuscinetto freddo”
Nel complesso, l’episodio ha rappresentato un esempio da manuale di neve da cuscinetto freddo in Pianura Padana, una dinamica sempre più rara negli ultimi inverni ma ancora possibile quando le condizioni sinottiche e termiche si incastrano alla perfezione. Un evento che, pur senza grandi numeri, ha riportato per qualche ora un vero sapore invernale su tutto il Piemonte.
Arriverà altra neve nei prossimi giorni?
Arriverà altra neve in Piemonte e su Torino? Dopo un’attenta analisi dei principali centri di calcolo, non si intravedono particolari sussulti dell’inverno nei prossimi dieci giorni. Le perturbazioni atlantiche certamente non mancheranno, ragion per cui la pioggia è assicurata, non solo in Piemonte ma su tutta Italia. La neve cadrà prettamente in montagna:
- al di sopra degli 800-1000 metri di quota;
- con accumuli di oltre 50 cm entro il 15 febbraio.
Sarà molto difficile l’arrivo dei fiocchi bianchi in pianura, soprattutto nelle prossime due perturbazioni sulla tabella di marcia:
- venerdì 6 febbraio;
- weekend 7-8 febbraio.
Ma l’inverno non è assolutamente terminato. Nella seconda metà di febbraio le fredde correnti artiche potrebbero di nuovo risvegliarsi e puntare con più decisione l’Italia, favorendo nuovi crolli di temperatura. In questo contesto, la neve potrebbe ripresentarsi a quote basse in Piemonte ed anche su altre zone d’Italia.
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