Perturbazioni atlantiche senza tregua, ma poca neve a bassa quota. Inverno verso il tramonto? Assolutamente no.
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Neve
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“Febbraio corto e amaro” recita un antico proverbio popolare. Solitamente i proverbi relativi alle previsioni meteo lasciano spesso il tempo che trovano e, in molti casi, risultano totalmente privi di logica e significato, ma quello su febbraio non ha assolutamente tutti i torti. In effetti siamo appena entrati nel terzo e ultimo mese dell’inverno meteorologico, da non confondere con la fine dell’inverno astronomico che è segnata sul calendario il 20 marzo, giorno dell’equinozio di primavera. 

Ci stiamo così avviando nella parte conclusiva della stagione, ma febbraio ci ha spesso abituati a ondate di freddo tardive, addirittura superiori a quelle che potrebbero arrivare tra dicembre e gennaio. Insomma, freddo e neve restano dietro l’angolo, pronti a colpire l’Italia.

Freddo e neve dietro l'angolo

Ma quando arriverà la neve? Per il momento nevica solo in montagna, considerando che a dominare la scena sul Mediterraneo sono le perturbazioni atlantiche, colme di umidità ma anche di aria poco fredda, visto che parliamo di masse d’aria provenienti dall’oceano.

Inoltre, in presenza di queste perturbazioni da ovest, si innescano improvvise rimonte di aria tiepida nordafricana sotto forma di venti di libeccio e scirocco, che fanno impennare a più riprese le temperature soprattutto al Sud e sulle isole maggiori. Nelle prossime ore arriverà un altro assaggio di aria mite sul Meridione, con picchi di 20°C tra Calabria e Sicilia: insomma, tutto sembra tranne che pieno inverno al Sud.

L'eccezione del Nordovest, dove nevica a quote basse

L’unica parvenza di vero inverno la troviamo sulle regioni settentrionali, in particolar modo tra Valle d’Aosta e Piemonte, dove è arrivata la neve fino a quote piuttosto basse o addirittura in pianura nelle ultime ore. Questa è l’unica zona d’Italia dove i venti di scirocco e libeccio non portano particolari effetti, grazie alla particolare conformazione geografica e orografica del territorio.

L’aria fredda ristagna con più facilità nei bassi strati, dando vita a un cuscinetto di aria fredda che resiste alle sciroccate e permette l’arrivo della neve quando irrompono nel Mediterraneo le perturbazioni atlantiche. Così la neve può raggiungere le basse quote del Piemonte e della Valle d’Aosta, mentre sul resto d’Italia nevica solo in montagna.

Maltempo
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Previsioni meteo: tutto bloccato fino al 10 febbraio

Questa circolazione dell’aria resterà immutata almeno fino al 10 febbraio. Tutta questa prima decade del mese sarà dominata in lungo e in largo dalle perturbazioni atlantiche, le quali una dopo l’altra si infileranno con fin troppa facilità nel Mediterraneo, impedendo:

  • L’arrivo del freddo artico o continentale
  • La formazione di lunghi periodi di alta pressione

In poche parole, non ci sarà spazio per lunghi periodi di bel tempo e allo stesso tempo non ci sarà spazio per ondate di freddo intense con neve in pianura anche su altre regioni d’Italia. Al contrario, avremo frequenti nubi, piogge, temporali e giornate molto ventilate, con temperature spesso superiori alle medie tipiche del periodo.

Seconda decade di Febbraio, cambia tutto

Un cambio di scena, però, potrebbe arrivare nella seconda decade di febbraio, dunque tra il 10 e il 20 del mese. Le gelide correnti continentali provenienti da Russia e Scandinavia potrebbero lentamente avvicinarsi verso ovest, raggiungendo l’Europa centrale e la penisola balcanica, nonostante sul Mediterraneo continuino a imperversare le perturbazioni atlantiche.

L’arrivo del gelo da est, praticamente a due passi dall’Italia, potrebbe rallentare le correnti occidentali dirette sull’Europa, causando come logica conseguenza una spiccata ondulazione della corrente a getto.

Cos’è la corrente a getto e perché è decisiva

La corrente a getto non è altro che un fiume d’aria che si muove a grandissima velocità alle alte quote, in corrispondenza del Nord Atlantico tra Canada e Islanda. Quando la corrente a getto comincia a ondularsi, permette:

  • La risalita dell’alta pressione sull’Atlantico orientale
  • Il rallentamento delle perturbazioni atlantiche
  • La riattivazione delle correnti fredde orientali
Neve
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Freddo e neve arrivano verso l'Italia?

Proprio in questo frangente l’Italia si ritroverebbe improvvisamente in balia delle correnti fredde da nord-est, provenienti dai Balcani. Sarebbe questa la ghiotta occasione per rivedere la neve a quote basse o addirittura in pianura, non solo sul Nord-Ovest ma anche sul resto d’Italia, soprattutto sulle regioni adriatiche più esposte alle correnti fredde orientali.

Il periodo indiziato per il risveglio del freddo e della neve di stampo continentale resta dunque quello della seconda decade di febbraio.

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