Il freddo è tornato puntuale in Italia, questa volta attraverso il ciclone Deborah, così come denominato dall’aeronautica militare. Un fiume d'aria gelida proveniente dall'artico si è schiantato sulle Alpi di confine favorendo lo sviluppo di una depressione orografica in Val padana da cui poi è scaturito un forte peggioramento di stampo prettamente invernale. Ed ecco che tutto ad un tratto è ritornata anche la neve in pianura su alcuni territori.
Neve in pianura al nordest
Nel corso dell'ultima notte si è sviluppato un intenso fronte di rovesci e temporali, in seno al ciclone Deborah, su tutto il nord-est dal Friuli Venezia Giulia all'Emilia Romagna. Le fortissime precipitazioni hanno permesso il rovesciamento dell'aria gelida presente in alta quota e grazie a questo particolare meccanismo la quota neve è scesa in maniera repentina su diversi territori portandosi addirittura in pianura. Tra le zone più colpite ci sono il ferrarese e il ravennate, dove la neve è arrivata fino in pianura imbiancando diverse località, a tratti anche con un paio di centimetri di manto nevoso.
Ciò che ha permesso l'arrivo della neve in pianura è stato un mix di fattori che include sia la presenza di aria molto gelida alle alte quote - un classico delle ondate di freddo di stampo artico - sia le forti turbolenze in atto sulle regioni del nord.
Proprio queste turbolenze sono tipiche del periodo considerando che ormai ci troviamo ad inizio primavera e i bassi strati dell'atmosfera cominciano pian piano a caricarsi di energia. Da non tralasciare le temperature piuttosto alte che sono state registrate tra il 24 e il 25 marzo su tutta la Val padana.
Nell'arco di circa 24 ore si è passati da un contesto pienamente primaverile - con temperature prossime ai 21° su diverse località padane - ad un contesto pienamente invernale con temperatura prossima allo zero e fiocchi di neve fino in pianura. Cosa ha permesso l'arrivo della neve in pianura su alcuni territori:
- aria molto gelida in quota tipica delle irruzioni artiche (fino a -30°C a 5000 metri)
- precipitazioni intense e forti turbolenze
- vento di bora non molto forte
Pioggia su altri territori, neve in collina
Laddove le precipitazioni non sono state così intense l'aria fredda presente alle alte quote non è riuscita a rovesciarsi del tutto in basso. Ecco spiegate le temperature di circa 4 o 5° su molte località tra Veneto, Emilia e Friuli Venezia Giulia, che ovviamente hanno impedito l'arrivo della neve al piano. Ma dalle colline in su l'ondata di freddo fuori stagione ha fatto certamente il suo compito accumulando diversi centimetri di neve fresca. Un bel bottino nevoso per l'appennino settentrionale dove sono caduti oltre 30 o 40 cm di neve in poche ore.
Il ciclone Deborah verso sud
Nel corso delle prossime ore il maltempo si sposterà pienamente sulle regioni del centro e del sud poiché il ciclone Deborah attraverserà tutto il mare Adriatico posizionandosi entro questo venerdì sulle coste tra Molise e Puglia. Le condizioni attese al sud sono quindi:
- clima freddo e ventoso con raffiche di tramontana
- rovesci, temporali e fenomeni intensi
Sarà un venerdì da pieno inverno per tutto il sud e il medio-basso Adriatico: temperature da brividi sia nell'entroterra che sui tratti costieri dove il forte vento di tramontana acutizzerà ancor di più la sensazione del freddo.
I fiocchi di neve scenderanno a partire dai 600 m di altitudine tra Abruzzo e Molise e oltre i 700 m su Puglia, Basilicata e Calabria. Nevicate in arrivo anche in Sicilia al di sopra dei 900 m di altitudine. Alle quote inferiori, oltre al freddo e al vento intenso da nord, ci saranno acquazzoni, temporali e anche grandinate o episodi di gragnola, la tipica via di mezzo tra grandine e neve in grado addirittura di imbiancare prati, tetti, auto e strade per breve tempo.
Caldo primaverile? Attenzione a freddo e maltempo
Nel frattempo avanzerà una ripresa delle temperature e un miglioramento del tempo su tutto il nord e il medio-alto Tirreno in vista di una Domenica delle Palme un po' più tranquilla e soleggiata. Si tratterà tuttavia dell'ennesimo fuoco di paglia visto che sul finire di marzo e ad inizio aprile un'altra ondata di freddo minaccia l'Italia.
Per il caldo primaverile sicuramente sarà un periodo difficile. I primi tepori faranno molta fatica ad imporsi in Italia considerando che mancherà un vero campo di alta pressione duraturo e compatto. Con buona probabilità tutta la prima decade di aprile sarà condizionata da queste incursioni fredde provenienti dal Polo nord che ancora continuano a scorrazzare in lungo e largo l'emisfero boreale inclusa anche l'Europa.
La settimana di Pasqua in effetti potrebbe essere caratterizzata da altre perturbazioni che lambiranno l'Italia portando sbalzi di temperatura e rischio maltempo su diverse regioni. Per il consolidamento della primavera e per l'arrivo delle belle giornate in pianta stabile nel Mediterraneo è probabile che bisognerà attendere almeno metà aprile.
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