Il virus della bronzatura del pomodoro, che è anche conosciuto anche come TSWV, acronimo di Tomato Spotted Wilt Virus è una delle virosi più dannose per le coltivazioni orticole e floricole. Colpisce in particolare pomodoro e peperone, ma può infettare centinaia di specie diverse, causando cali produttivi importanti e frutti non commerciabili. Il problema principale? Non esiste una cura sempre efficace una volta che la pianta è infetta. Per questo riconoscere i sintomi del virus della bronzatura del pomodoro in tempo e prevenire la diffusione è fondamentale per proteggere l’intera coltura.
Quali sono i sintomi della virosi del pomodoro?
I modi in cui la virosi si manifesta possono essere molto variabili e, spesso, vengono confusi con attacchi fungini, batterici o con danni da fitotossicità. Proprio questa somiglianza rende la diagnosi più complessa. In generale, la virosi provoca:
- Nanismo e sviluppo stentato
- Mosaicature e decolorazioni fogliari
- Anulature concentriche (cerchi chiari o scuri su foglie e frutti)
- Necrosi
- Deformazioni di foglie, fiori e frutti
- Macchie sui frutti
Nella coltivazione del pomodoro, il segnale più caratteristico è la comparsa di anelli concentrici clorotici sulle foglie. In una fase iniziale appaiono come aree più chiare; successivamente diventano necrotiche, cioè si seccano. Le piante colpite precocemente restano più piccole, con vegetazione ridotta e talvolta defogliazione nella parte bassa del fusto.
I rimedi per la virosi del pomodoro
Attualmente, non esistono rimedi curativi contro il virus della bronzatura. Una volta che la pianta è infetta, il virus rimane nei tessuti vegetali e non può essere eliminato con trattamenti chimici o prodotti fitosanitari. I fungicidi e i battericidi, infatti, non hanno alcun effetto sui virus. Le uniche strategie realmente efficaci sono di tipo preventivo:
- Eliminare immediatamente le piante infette per ridurre la diffusione.
- Controllare i tripidi, insetti vettori del virus.
- Utilizzare piantine certificate sane.
- Applicare reti antinsetto nelle serre.
- Mantenere pulito l’ambiente colturale eliminando infestanti ospiti del virus.
Il TSWV, infatti, viene trasmesso principalmente dai tripidi, che acquisiscono il virus nutrendosi su piante infette e lo trasmettono ad altre piante sane.
Quali specie può colpire il virus della bronzatura?
Uno degli aspetti più problematici del virus della bronzatura è la sua elevata polifagia, cioè la capacità di infettare un numero molto ampio di piante. Tra le specie più colpite ci sono infatti:
- Pomodoro
- Peperone
- Ciclamino
- Impatiens (balsamina)
- Gloxinia
La storia della bronzatura del pomodoro
Il virus della bronzatura ha origine in aree a clima temperato-tropicale. È stato segnalato inizialmente in:
- Africa australe
- America del Sud
- Estremo Oriente
- Australia e Nuova Zelanda
A partire dalla fine degli anni ’80, la malattia si è diffusa rapidamente anche in Europa. Dal 1987 in poi sono state registrate epidemie in numerosi Paesi europei, con incidenze differenti a seconda delle condizioni climatiche e della presenza dei vettori.
In Italia, il virus è stato individuato per la prima volta sulla gloxinia (Sinningia speciosa) coltivata in serra in Romagna. Questa ampia diffusione geografica e botanica spiega perché il TSWV rappresenti ancora oggi una delle virosi più temute.








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