Pagamento delle spese condominiali in contanti: quando è possibile?

Il pagamento delle spese condominiali in contanti è possibile, purché si rimanga sotto alla soglia di legge dei 5.000 euro
Pagamento in contanti delle spese condominiali
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Per il corretto mantenimento dello stabile condominiale, tutti i proprietari sono chiamati a sostenerne gli oneri, proporzionalmente ai millesimi posseduti. Ma è possibile procedere al pagamento delle spese condominiali in contanti? In linea generale, questa modalità è ammessa, purché si rimanga nei limiti di legge, fissati anche per il 2026 a 5.000 euro massimi. Tuttavia, per garantire una più agevole rendicontazione delle spese e affrontare con più serenità eventuali contestazioni, è preferibile ricorrere a metodi di pagamento tracciabili, che possano confermare l’effettivo versamento delle proprie quote.

Cosa si intende per spese condominiali

Prima di entrare nel merito delle modalità di pagamento, è utile ricordare cosa si intende per spese condominiali. Si tratta dell’insieme di tutti i costi necessari per la gestione, la manutenzione e il funzionamento delle parti comuni dello stabile. 

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Gli oneri sono sostenuti da tutti i proprietari proporzionalmente ai millesimi detenuti, ai sensi dell’articolo 1123 del Codice Civile, salvo diverse disposizioni di legge, accordi assembleari o norme di regolamento. Inoltre, tali costi possono essere distinti in:

  • spese ordinarie, come ad esempio la pulizia delle scale e delle aree comuni, l’illuminazione delle parti condivise, la manutenzione ciclica di impianti o ascensori, il riscaldamento centralizzato, le utenze comuni e via dicendo;
  • spese straordinarie, ovvero interventi di maggiore entità come il rifacimento della facciata o del tetto, la modifica degli impianti o i lavori di adeguamento normativo.

Come già specificato, tutti i condomini concorrono al pagamento degli oneri relativi alle parti comuni. È inoltre necessario sapere che, quando associate ad agevolazioni fiscali o bonus, come ad esempio per le ristrutturazioni straordinarie, parte delle spese condominiali sono detraibili.

Cos’è il conto corrente condominiale

Relativamente alle spese dello stabile, è utile sapere dell’esistenza del conto corrente condominiale. Quest’ultimo è uno strumento finanziario dedicato esclusivamente alla gestione delle risorse economiche dell’edificio:

  • può essere un conto bancario o postale, intestato all’ente collettivo;
  • vi transitano tutte le entrate provenienti dai condomini e le uscite per le spese.
Conto corrente condominiale
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Il conto corrente condominiale è gestito dall’amministratore come delegato operativo ed è formalmente separato dai conti personali, sia dello stesso amministratore che dei condomini. Ogni movimento che avviene sul conto deve essere inoltre riportato nel registro della contabilità condominiale, affinché sia pienamente consultabile da ogni proprietario.

Quando è obbligatorio il conto corrente condominiale

L’obbligo di ricorrere al conto corrente condominiale è inderogabile per ogni stabile dotato di amministratore, indipendentemente dalle dimensioni e dal numero dei proprietari. È quanto stabilisce l’articolo 1129 del Codice Civile, a seguito della riforma introdotta dalla Legge 220/2012, che impone allo stesso professionista di far transitare ogni somma incassata o erogata attraverso questo strumento. In particolare:

  • l’obbligo decorre dalla nomina dell’amministratore e vale per ogni operazione economica legata al condominio;
  • non è possibile derogare all’obbligo tramite delibera assembleare;
  • la violazione può portare alla revoca giudiziale dello stesso amministratore.

Inoltre, ogni versamento ricevuto deve essere subito contabilizzato e depositato sul conto, affinché vi sia piena corrispondenza tra incassi, pagamenti e rendiconto annuale.

In che modo si pagano le spese condominiali oggi

I condomini hanno a disposizione diverse modalità per versare la propria quota delle spese condominiali. L’amministratore comunica infatti importi, scadenze ed eventuali modalità di pagamento facilitate, ma il singolo proprietario può decidere il metodo più congeniale, fra quelli leciti disponibili. Tra le opzioni di pagamento più diffuse, è utile ricordare:

  • il bonifico bancario o postale, sia ordinario che istantaneo;
  • l’assegno ordinario o circolare;
  • bollettini postali o i MAV, secondo gli avvisi di pagamento predisposti dall’amministratore;
  • l’addebito diretto sul conto corrente;
  • le carte di credito e di debito;
  • contanti, nei limiti di utilizzo previsti dalla legge.

È utile specificare che la causale del bonifico per le spese condominiali deve essere chiara e specifica, con riferimento alla data, al periodo di versamento e all’unità immobiliare. Ancora, qualora si decida di avvalersi del bollettino o del MAV, è consigliabile pagare il condominio dal tabaccaio o tramite altri punti convenzionati, affinché si possa approfittare di una ricevuta tracciabile.

Sono inoltre ammesse app e pagamenti digitali, che permettono di effettuare il versamento direttamente dal proprio smartphone, mentre non si può procedere al pagamento delle spese condominiali con l’assegno di inclusione, a meno che non rappresentino una quota del canone d’affitto.

È possibile pagare le spese condominiali in contanti?

Purché si rimanga nei vincoli definiti dalla normativa vigente sulla tracciabilità dei versamenti, il pagamento in contanti del condominio rimane un’opzione possibile. In altre parole, il singolo proprietario può consegnare direttamente il denaro all’amministratore, il quale ne dovrà testimoniare l’effettiva ricezione. È però utile sapere che questa modalità di pagamento:

  • deve rappresentare una scelta facoltativa del condomino, non un’imposizione dell’amministratore o dello stabile;
  • richiede all’amministratore di registrare immediatamente l’incasso e depositare la somma sul conto corrente, emettendo regolare ricevuta.

Quali sono i limiti per il pagamento in contanti

È inoltre utile ricordare che, in virtù dell’attuale normativa antiriciclaggio - ovvero il D.Lgs. 231/2007, modificato dalla Legge di Bilancio 2023 - è indispensabile che i versamenti in contanti non superino specifiche soglie.

Pagamento in euro
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Per il pagamento del condominio in contanti nel 2026, il limite è di 5.000 euro, oltre il quale bisogna passare a modalità tracciabili. A questo scopo, è indispensabile sapere che:

  • eventuali sanzioni per il superamento del limite colpiscono non solo chi effettua il pagamento, ma anche chi lo riceve;
  • nel contesto del condominio, l’amministratore non può avvalersi direttamente del contante, ma deve sempre procedere al suo versamento sul conto corrente condominiale.

Perché scegliere metodi tracciabili per le spese condominiali

Per quanto il contante sia generalmente ammesso per gli oneri condominiali, purché nelle soglie di legge e con versamento immediato sul conto corrente, è tuttavia preferibile scegliere altre modalità. 

La tracciabilità dei pagamenti in condominio non è solo un adempimento burocratico - non a caso, l’amministratore rilascia ricevuta anche per i versamenti in contanti - ma anche uno strumento di tutela per il condomino e lo stabile nel suo complesso. Scegliere metodi immediatamente tracciabili - come appunto il bonifico o il bollettino postale - offre infatti diversi vantaggi:

  • la possibilità di dimostrare agilmente la propria posizione in caso di contestazioni o errori contabili;
  • una maggiore trasparenza nei rapporti tra condomini e amministratore, perché ogni movimento può essere verificato in tempo reale;
  • la prevenzione di frodi o gestioni opache, grazie a una documentazione automatica sui pagamenti;
  • la semplificazione della rendicontazione annuale e una facile accessibilità ai dati da parte dell’assemblea, di revisori o del Fisco;
  • la piena compliance con le più aggiornate normative in materia antiriciclaggio.

Il contante presenta ancora diversi passaggi intermedi - come, appunto, il già citato deposito immediato sul conto corrente condominiale e la ricevuta di versamento - che aumentano la possibilità di errori, ai danni sia del condomino che dello stabile nel suo complesso.

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