È giusto o no sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie?

Prelavare i piatti in lavastoviglie è inutile: gli enzimi hanno bisogno dello sporco. Ecco le regole per un lavaggio perfetto.
Piatti sporchi in lavastoviglie
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

In tante cucine, il rituale pre-lavastoviglie è sempre lo stesso: prima si sciacquano i piatti sotto l'acqua corrente, poi si caricano nell'elettrodomestico. Un gesto automatico, che sembra logico ma in realtà è controproducente; il dibattito sul corretto utilizzo di questo apparecchio tocca l'igiene, il consumo idrico e l'efficienza dei detersivi, aspetti tutt'altro che banali. L'abitudine di sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie non è solo inutile, ma può effettivamente peggiorare il risultato finale: ecco perché, e cosa fare al suo posto.

Sciacquare i piatti prima di metterli in lavastoviglie: è necessario?

Le aziende produttrici di elettrodomestici e le associazioni dei consumatori sono unanimi nel considerare il risciacquo dei piatti prima della lavastoviglie non necessario: la lavastoviglie moderna è nata per trattare le stoviglie esattamente come si trovano dopo un pasto, con resti di cibo, unto e tracce di sugo.

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Il prelavaggio manuale non è affatto un aiuto per la macchina, ma piuttosto un ostacolo al suo corretto funzionamento.

Persona che lava i piatti a mano
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Perché non sciacquare i piatti prima di usare la lavastoviglie

Il motivo per cui risciacquare i piatti prima del ciclo in lavastoviglie non è raccomandato risiede nella composizione dei detersivi moderni. Pastiglie e gel contengono enzimi formulati per agire contro grassi, amidi e proteine: la loro efficacia si basa sul contatto diretto con le molecole organiche dello sporco.

Se i piatti arrivano in lavastoviglie già sciacquati, questi enzimi non trovano nulla su cui agire e una parte consistente del loro potere pulente va perduta. In altre parole, i piatti in lavastoviglie si mettono sporchi perché è proprio lo sporco a innescare il meccanismo chimico del lavaggio.

Va poi considerato che le lavastoviglie di nuova generazione sono dotate di sensori in grado di rilevare il livello di torbidità dell'acqua, regolando in automatico temperatura, quantità d'acqua e durata del ciclo in base allo sporco effettivo; se le stoviglie sono già state sciacquate, il sensore sottostima la situazione e calibra il ciclo al ribasso, col rischio di produrre un risultato meno soddisfacente.

Estrazione dei piatti dalla lavastoviglie
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Risparmio idrico: costa di più lavare i piatti a mano o in lavastoviglie

Per anni si è ritenuto che il lavaggio a mano dei piatti fosse più sostenibile, ma una ricerca dell'Università di Bonn racconta una storia diversa: il consumo di una lavastoviglie va in media tra i 12 e i 17,7 litri d'acqua, e con il programma ECO può scendere sotto i 9 litri. Lavare a mano la stessa quantità di stoviglie può arrivare a consumare dai 34 fino a oltre 160 litri, a seconda che il rubinetto resti sempre aperto o si riempia solo il lavandino.

In un secondo test su 150 partecipanti, il consumo medio del lavaggio a mano è risultato di circa 103 litri per un carico completo, contro i 15 della lavastoviglie. Il vantaggio si concretizza però solo con la macchina a pieno carico: un ciclo avviato con poche stoviglie vanifica gran parte del risparmio Anche sul fronte igienico non c'è confronto: i cicli a 60-65°C garantiscono una sanificazione che anche la migliore spugna per piatti non può replicare.

La lavastoviglie lava meglio con i piatti sporchi?

L’efficacia di un ciclo di lavaggio in lavastoviglie è superiore se i piatti sono sporchi, e ciò è direttamente collegato al funzionamento dei sensori di torbidità: se le stoviglie portano poco sporco reale, i sensori sottostimano il lavoro necessario e il ciclo risulta meno efficace.

Con stoviglie davvero sporche, il programma ECO lavora in modo ottimale: temperature più basse, ciclo più lungo, consumi ridotti. Per le situazioni di sporco molto ostinato - come incrostazioni secche, bruciature, residui tenaci - restano invece più indicati i cicli intensivi ad alta temperatura.

Una persona carica la lavastoviglie
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Cosa fare prima di usare la lavastoviglie: le regole d'oro

Il fatto che le stoviglie non vadano sciacquate non significa che sia sempre il caso di metterle subito in lavastoviglie. Esistono alcune operazioni preliminari, semplici ma determinanti, che migliorano i risultati del lavaggio e prolungano la vita dell'elettrodomestico:

  • eliminare i residui solidi più grossi - come pezzi di pasta, foglie di insalata, briciole - con un tovagliolo di carta o una posata, senza usare acqua corrente;
  • posizionare piatti e pentole nel cestello inferiore, leggermente inclinati per favorire il deflusso dell'acqua e senza bloccare la rotazione dei bracci di lavaggio;
  • collocare bicchieri e tazze nel cestello superiore, rovesciati al contrario per evitare ristagni d'acqua;
  • scegliere il detersivo in base al carico: le pastiglie sono ideali per carichi completi, mentre per quantità minori è preferibile il formato liquido o in polvere, dosabile;
  • pulire il filtro ogni settimana per prevenire cattivi odori e cali di prestazione, oltre a evitare di ritrovarsi con lo scarico della lavastoviglie intasato.

L'eccezione al divieto di risciacquo: quando farlo è utile

Esiste una circostanza in cui un risciacquo preventivo ha senso, ossia quando le stoviglie sporche devono attendere 2-3 giorni prima che il carico sia completo e la lavastoviglie possa partire: in questi casi, gli odori del cibo diventano fastidiosi se non si interviene.

La soluzione, però, non è il rubinetto: quasi tutte le lavastoviglie includono un breve ciclo di risciacquo a freddo, che consuma pochissima acqua. Questo ciclo ammorbidisce i residui e neutralizza gli odori senza compromettere l'azione del detersivo nel lavaggio successivo.

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