Camminare su una strada italiana in piena estate può sembrare un'esperienza normale, eppure i piedi — e soprattutto le zampe dei cani — si trovano a pochi centimetri da una superficie che, nelle ore più calde, raggiunge temperature capaci di causare ustioni in pochi secondi. Non è un'esagerazione: la temperatura dell'asfalto d'estate supera spesso i 60 gradi centigradi. Eppure il termometro ufficiale — quello che si legge sullo schermo del telefono — indica valori ben più bassi. Il motivo è semplice: le stazioni meteorologiche misurano la temperatura dell'aria a circa due metri dal suolo, non quella della superficie stradale.
Che temperatura raggiunge l'asfalto d'estate?
In condizioni meteorologiche tipiche delle estati italiane, le strade asfaltate raggiungono abitualmente temperature comprese tra 55 e 65 °C nelle ore centrali della giornata. Quando l'irraggiamento solare è massimo, la superficie può spingersi fino a 80–85 °C, soprattutto su strade poco trafficate, esposte a sud e prive di ombra.
Questi valori non sono costanti nel corso della giornata: l'asfalto inizia a scaldarsi già dalla tarda mattinata, raggiunge il picco tra le 13 e le 16, poi cede calore lentamente fino a sera. A Milano, ad esempio, una termocamera ha rilevato il 23 giugno 2026 una temperatura superficiale di 65 °C alle quattro del pomeriggio, mentre la colonnina ufficiale segnava una temperatura dell'aria sensibilmente più bassa.
La differenza tra temperatura dell'aria e temperatura superficiale
La temperatura dell'aria viene misurata in condizioni standardizzate: stazione ombreggiata, ventilata, a circa 2 metri di altezza. La temperatura superficiale, invece, è quella che registra la termocamera puntata sull'asfalto: risente direttamente della radiazione solare, dell'assenza di ventilazione radente e della scarsa riflettività del materiale.
Quando si cammina scalzi o si fa correre un animale su asfalto a 65 °C, il contatto è diretto con quella superficie, non con l'aria circostante. Il rischio di ustioni al secondo grado può manifestarsi in meno di 60 secondi a temperature superiori ai 52 °C.
Perché l'asfalto si surriscalda così tanto?
Il bitume che compone il manto stradale ha caratteristiche fisiche che lo rendono un eccezionale accumulatore di calore solare. Il parametro chiave è l'albedo, che indica la quota di radiazione solare riflessa da una superficie. Un valore vicino a 0 significa che la superficie assorbe quasi tutto; vicino a 1 che riflette quasi tutto.
L'asfalto nuovo ha un albedo di circa 0,05: assorbe dunque fino al 95% della radiazione solare che lo colpisce. Man mano che invecchia e si schiarisce, l'albedo sale leggermente intorno a 0,10, ma rimane comunque bassissimo. Per confronto, un prato verde ha un albedo medio di circa 0,26 e sfrutta in più il processo di evapotraspirazione per raffrescarsi. Quindi, l'erba in piena estate si mantiene intorno ai 25–30 °C, mentre l'asfalto accanto può toccare i 70 °C.
Dove l'asfalto è più caldo in Italia: le città più bollenti
Non tutte le città italiane si surriscaldano allo stesso modo. La posizione geografica, la morfologia urbana, la presenza di verde e la densità edilizia incidono in modo significativo sulla temperatura superficiale dei manti stradali. Tra le città con le temperature superficiali medie estive più alte ci sono:
- Firenze: temperatura superficiale media estiva di 44,1 °C, con picchi sulle piazze e strade esposte anche ben oltre i 60 °C.
- Bologna: circa 44 °C di media, penalizzata dall'effetto canyon urbano, cioè dall'accumulo di calore tra edifici ravvicinati che impedisce la dispersione termica.
- Palermo: alcune piazze del centro storico raggiungono i 60 °C durante le ore più calde, complice l'elevato irraggiamento solare e la ridotta copertura arborea.
- Napoli: il centro storico, più ombreggiato dai palazzi storici, si comporta diversamente rispetto alle periferie caratterizzate da ampie superfici asfaltate, con differenze di temperatura anche di 10–15 °C tra zone adiacenti.
- Milano: nel 2023, il quartiere di Brera ha registrato la temperatura media giornaliera più alta dall'avvio delle rilevazioni meteorologiche ufficiali nel 1763.
Le città dove il divario città-campagna è maggiore
Se si considera invece la differenza di temperatura tra il centro urbano e le campagne circostanti — un indicatore diretto dell'intensità dell'isola di calore — ai primi posti si trovano L'Aquila, Genova e Trieste.
In questi contesti, la densità edilizia, la conformazione orografica e la ridotta ventilazione amplificano il fenomeno, rendendo il microclima urbano significativamente più caldo rispetto all'ambiente naturale circostante.
I rischi per la salute umana e per gli animali domestici
Il contatto prolungato con asfalto a temperature superiori a 50–52 °C può causare ustioni anche attraverso le suole di scarpe sottili o i sandali. Chi porta a spasso il cane deve ricordare che le zampe degli animali — prive di protezione — sono a diretto contatto con una superficie che può superare i 60–65 °C: in questi casi, possono insorgere bruciature alle cuscinetti plantari nel giro di pochi secondi.
Un test empirico utile: se non si riesce a tenere il dorso della mano sull'asfalto per 5 secondi, la temperatura è troppo alta anche per gli animali.








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