Come si coltivano le graminacee? Abbelliscono la casa e il giardino

Facili da coltivare, sono ottime in vaso, come siepe o come ornamento per il giardino.
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Le graminacee ornamentali trasformano qualsiasi spazio verde in un angolo elegante e dal fascino naturale. Leggere e sinuose, queste piante sono tra le protagoniste assolute del garden design contemporaneo. Ma come si coltivano le graminacee nel modo giusto? Ecco tutto ciò che serve per piantare, curare e valorizzare le graminacee, dal periodo ideale di messa a dimora alle varietà più scenografiche, fino ai consigli pratici per chi ha solo un balcone a disposizione.

Quando si piantano le graminacee

Il momento migliore per piantare le graminacee dipende dalla specie scelta e dal clima della zona. Come regola generale, esistono due finestre ideali: la primavera (tra marzo e maggio) e l'autunno (settembre-ottobre). Le graminacee a crescita calda, come il Miscanthus, il Pennisetum e il Panicum, danno il meglio quando vengono messe a dimora in primavera inoltrata, dopo le ultime gelate. 

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Per le varietà a crescita fredda, come la Stipa e la Festuca, l'autunno rappresenta la stagione perfetta. Queste piante iniziano il loro ciclo vegetativo con temperature più fresche e apprezzano il terreno ancora tiepido di fine estate, che favorisce un rapido radicamento.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la preparazione del terreno. Prima della messa a dimora, va lavorato il suolo in profondità (almeno 20-30 cm), eliminate le erbacce e, se necessario, va aggiunta sabbia grossolana per migliorare il drenaggio. 

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Le graminacee sono perenni?

La stragrande maggioranza delle graminacee ornamentali è perenne. Significa che, una volta piantate, tornano anno dopo anno senza bisogno di essere sostituite. Esistono però differenze importanti nel comportamento stagionale. Le graminacee decidue, come il Miscanthus sinensis o il Pennisetum alopecuroides, perdono la parte aerea in inverno. Gli steli seccano e assumono tonalità dorate o ambrate, regalando un fascino particolare anche nella stagione fredda. In questo caso, il taglio drastico a fine inverno (febbraio-marzo), a circa 10-15 cm dal suolo, stimola una ricrescita vigorosa in primavera.

Le graminacee sempreverdi, invece, mantengono il fogliame per tutto l'anno. Varietà come la Carex, la Festuca glauca e alcune Stipa conservano il loro aspetto decorativo anche nei mesi più freddi. Per queste specie, la manutenzione si limita a rimuovere le foglie secche o danneggiate, senza effettuare tagli radicali.

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Quali sono le graminacee più belle?

Alcune varietà di graminacee sono apprezzate per l'altezza imponente, altre sul colore del fogliame o sulla leggerezza delle infiorescenze. Ecco le graminacee ornamentali più apprezzate per giardini e terrazzi:

  • Miscanthus sinensis: la regina delle graminacee alte. Raggiunge i 2-3 metri e produce pennacchi piumosi che virano dal rosa al bianco argenteo in autunno. Perfetta come punto focale o per creare schermi naturali.
  • Pennisetum alopecuroides: conosciuto come "erba delle fontane" per le sue spighe morbide e ricurve. Compatto (60-100 cm), è ideale per bordure e vasi generosi.
  • Stipa tenuissima (Nassella tenuissima): un'onda di fili sottilissimi che si muovono al vento. 
  • Festuca glauca: piccoli cuscinetti di fogliame blu-argento, perfetti per rockery, bordure basse e composizioni in vaso. Non supera i 30 cm.
  • Panicum virgatum; il "panic grass" nordamericano offre varietà con fogliame che vira al rosso-violaceo in autunno. 
  • Cortaderia selloana: l'iconica erba della pampas, con i suoi maestosi pennacchi bianchi o rosa. Può superare i 3 metri. 
  • Hakonechloa macra: graminacea da ombra per eccellenza. Fogliame arcuato e cascante, disponibile anche nella variante dorata "Aureola". 
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Le principali graminacee da siepe

Creare una siepe con le graminacee è una soluzione sempre più popolare, e non è difficile capire perché. Al posto della classica siepe rigida di alloro o cipresso, le graminacee offrono un confine naturale, morbido e pieno di movimento.

Il Miscanthus sinensis è il candidato ideale per questo scopo. Varietà come 'Gracillimus', 'Malepartus' o 'Silberfeder' raggiungono altezze comprese tra i 1,8 e i 3 metri, formando una barriera densa e fitta dalla tarda primavera all'inverno. 

Per ottenere una siepe compatta, bisogna piantare gli esemplari a una distanza di 80-100 cm l'uno dall'altro. Nel giro di due o tre stagioni, i cespi si allargheranno fino a toccarsi, creando un fronte continuo. La manutenzione annuale si riduce a un unico gesto: il taglio a fine inverno, prima della nuova crescita.

L’unico svantaggio riguarda il suo non essere sempreverde: durante l'inverno, la siepe perde il fogliame verde, trasformandosi in una cortina dorata che può piacere o meno. 

Graminacee ornamentali da vaso

Non serve un giardino per godersi la bellezza delle graminacee. Molte specie si adattano splendidamente alla coltivazione in vaso, portando movimento e leggerezza su balconi, terrazzi e cortili.

Le varietà più indicate per la vita in contenitore sono quelle a portamento compatto o medio. La Festuca glauca, con i suoi ciuffi argentei, sta benissimo in vasi da 20-30 cm di diametro. Il Pennisetum alopecuroides richiede un contenitore più generoso (almeno 40 cm), ma ripaga con spighe incredibilmente decorative da fine estate a tutto l'autunno.

Anche la Carex oshimensis è una scelta eccellente: sempreverde, tollerante all'ombra e con un portamento morbido che ricade elegantemente dai bordi del vaso.

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Coltivare le graminacee in vaso: consigli pratici

La coltivazione delle graminacee in vaso segue regole leggermente diverse rispetto alla piena terra. In particolare:

  • Il substrato giusto è il primo fattore critico. Si dovrebbe usare un terriccio universale di qualità mescolato a circa il 30% di materiale drenante: perlite, pomice o lapillo vulcanico. Le annaffiature richiedono più attenzione rispetto alla piena terra. Il terreno in vaso si asciuga molto più velocemente, soprattutto in piena estate. 
  • La concimazione deve essere leggera. Troppo fertilizzante produce fogliame eccessivamente morbido e cascante, rendendo la pianta meno attraente e più vulnerabile. Un concime granulare a lento rilascio in primavera, con formulazione bilanciata o leggermente più ricca di azoto, è tutto ciò che serve. 
  • Ogni 2-3 anni, le graminacee in vaso necessitano di rinvaso o divisione. Le radici riempiono rapidamente il contenitore, e quando il cespo inizia a perdere vigore dal centro è il segnale che lo spazio è finito. 
  • Un ultimo aspetto da non trascurare riguarda la protezione invernale. In piena terra, il suolo circostante isola le radici dal freddo intenso. In vaso, questo isolamento non c'è. Nelle zone con inverni rigidi (temperature sotto i -5 °C per periodi prolungati), va avvolto il contenitore con tessuto non tessuto o pluriball, oppure sposta il vaso in una posizione riparata dal vento. 

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