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Referendum, bicameralismo perfetto: cosa cambia nell'iter di approvazione delle leggi

Autore: Redazione

Il dibattito sul referendum scalda il clima in Italia, dove è già cominciato il conto alla rovescia per la votazione del 4 dicembre. Mentre il comitato del No scende in strada e i sostenitori del Si mettono in guardia dalle possibili conseguenze per l'instabilità italiana, secondo gli ultimi sondaggi il 20% della popolazione è ancora indecisa. Per questo, nella seconda parte del nostro speciale vi spieghiamo cosa cambia nell'iter di approvazione delle leggi con la riforma costituzionale

Bicameralismo perfetto cos'è 

Il meccanismo noto come bicameralismo perfetto o paritario è il sistema per cui tutte le leggi, sia ordinarie che costituzionali, devono essere approvate da entrambe le camere. Nel nostro ordinamento infatti Camera e Senato devono dare la luce verde a ogni testo secondo un meccanismo conosciuto come "navetta": ogni più piccola modfica da parte di una Camera deve essere approvata dall’altra fino a raggiungere il consenso totale su un unico testo finale. Anche la fiducia deve essere concessa sia dai deputati sia dai senatori.

Leggi referendum 2016

Con la riforma i rami del Parlamento restano due, ma le funzioni saranno diverse. In particolare la Camera resta l'unica organo eletto a suffraggio universale dai cittadini e l'unica assemblea che dovrà concedere o meno la fiducia al governo e approvare la stragrande maggioranza delle leggi ordinarie. Il bicameralismo paritario resta per quanto riguarda le leggi costituzionali, le leggi di approvazioni delle normative comunitarie e quelle che riguardano i rapporti con gli enti locali.

Secondo i sostenitori del Si l'abolizione del bicameralismo perfetto porterebbe a una maggiore velocità dell'iter di approvazione delle leggi, ad un governo piu stabile (perché non costretto a chiedere la fiducia ad entrambe le Camere) e una diminuzione dei costi di gestione delle ispezioni.

Il comitato per il no crede che concedendo alla sola Camera il potere di fare da contrappeso al governo, questo vedrebbe accrescere notevolmente il suo potere. Inoltre, consideranto che le leggi proposte dal governo avrebbero una corsia preferenziale, c'è il rischio che aumenti eccessivamente il potere del presidente del consiglio.