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Milano perde l’Ema e non solo. Si parla di un indotto da 1,7 miliardi l’anno

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Autore: Redazione

L’Ema, l’Agenzia del Farmaco, si sposterà da Londra ad Amsterdam. A decidere alla fine è stata la fortuna, che in questo caso non ha baciato Milano. A Bruxelles, dopo i giudizi tecnici e dopo due votazioni dei ministri degli Affari generali, la decisione finale è stata presa con un sorteggio.

Un fatto che ha scatenato molte reazioni. A cominciare da quella del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che su Twitter ha scritto: “Una candidatura solida sconfitta da un sorteggio. Che beffa!”.

Per Milano e per l’Italia la perdita dell’Ema, che a marzo del 2019 traslocherà da Londra dopo la Brexit, è stata davvero una grande sconfitta. L’Ema, infatti, è la più ambita tra le agenzie europee che lasceranno Londra. Quando si sposterà, porterà con sé quasi 900 dipendenti, 36mila visitatori, un budget da 325 milioni di euro tra stipendi e spese e un indotto che la Bocconi ha stimato in circa 1,7 miliardi di produzione aggiuntiva e 860 occupati in più all’anno. Questo significa economia e posti di lavoro.

Ma andando ad analizzare bene tutti gli aspetti, la perdita è ancora più grande. Come sottolineato dal quotidiano La Repubblica, con l’assegnazione dell’Ema ad Amsterdam, il capoluogo lombardo – secondo quanto spiegato da Francesco Longo, docente di management pubblico e sanitario alla Bocconi – ha perso tutto quello che sarebbe derivato dall’arrivo in città di 890 famiglie di delegati con 600 figli in età scolastica.

Secondo poi uno studio curato da un altro docente della Bocconi, Alberto Dell’Acqua, soltanto i consumi prodotti dai dipendenti sarebbero potuti valere 39 milioni all’anno. Per non parlare di tutti quegli esperti che, in qualsiasi Paese ci sia la sede, devono raggiungere ogni giorno l’Ema per partecipare a riunioni e convegni. L’analisi di Dell’Acqua ha calcolato effetti economici indotti per 25,8 milioni in più all’anno.

Un altro aspetto evidenziato da Longo riguarda il fatto che le imprese farmaceutiche progressivamente avrebbero avvicinato i loro quartier generali all’Ema. C’è infine un altro aspetto importante, con la perdita dell’Agenzia del farmaco, Milano ha perso anche la possibilità di diventare capitale della scienza.