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Il debito pubblico italiano è sostenibile?

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Flickr/Creative commons
Autore: floriana liuni

Il debito pubblico italiano è sostenibile? Alla luce della recente incertezza sulla situazione finanziaria italiana, che si riflette sui mercati, Alessandro Tentori (Chief Investment Officer di Axa IM Italia) ha tentato di analizzarne le prospettive.

Il Pil italiano cresce meno che nell'Eurozona

Innanzitutto, spiega Tentori, nonostante l’Italia non sia più esposta di altri Paesi alle variazioni del ciclo economico globale, potrebbe risentire di più di eventuali influenze negative perché presenta un potenziale di crescita più basso. In particolare, il grado di correlazione tra Pil italiano e Pil del resto dell’Eurozona è il medesimo di quello di altri Paesi come Francia e Germania (0,9 su un massimo di 1). Idem per la correlazione tra Pil italiano e crescita statunitense, per cui l’Italia è altrettanto influenzata che la Germania o la Spagna (grado di correlazione 0,4 su un massimo di 1).

Tuttavia, puntualizza Tentori, negli ultimi 20 anni il Pil italiano è cresciuto in media dello 0,5%, mentre la media dell’Eurozona è dell’1,5% (per non parlare del 2,2% degli Stati Uniti). Una carenza che secondo l’analista di Axa Im è da ricondurre a una architettura industriale non appropriata a competere con il fenomeno della globalizzazione, e che limita il margine di operatività di ogni governo Italiano, di qualunque colore politico.

Snowball: la misura della sostenibilità del debito

La misura chiave per comprendere la sostenibilità del debito pubblico italiano, secondo Tentori, è il cosiddetto “snowball”, ovvero il differenziale tra quanto costa il debito pubblico e ammontare delle possibili entrate fiscali. Perché il rapporto debito/Pil si possa contrarre, e quindi il debito italiano possa definirsi sostenibile nel tempo, questo differenziale dovrebbe essere superiore all’1%. In altre parole, le entrate fiscali dovrebbero eccedere almeno dell’1% il costo del debito.

Dove va il debito pubblico italiano?

A che punto si trova l’Italia? Secondo le stime della Commissione Europea, lo “snowball” italiano si attesta in effetti su questo livello, quindi al momento, al netto delle conseguenze delle politiche economiche del Governo, il Paese si trova in una situazione di debito pubblico sostenibile. Ma il margine di errore è talmente stretto che l’Italia potrebbe in realtà cadere nell’insostenibilità molto facilmente. Anche il costo del rifinanziamento (lo spread, insomma) potrebbe influire, incidendo negativamente sul margine di operatività del governo.

Va detto che, secondo i calcoli di Mazziero Research, il debito pubblico a luglio 2018 ha segnato il picco annuale, a 2343 miliardi di euro. Tuttavia al picco seguirà la discesa: il dato per agosto è infatti previsto a 2328 miliardi mentre per la fine dell’anno si dovrebbe giungere poco sopra i 2300 miliardi di euro. Se il debito pubblico dovesse seguire un trend al ribasso, la sostenibilità potrebbe essere assicurata, almeno per qualche tempo.