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Reddito di cittadinanza, i requisiti Isee per ottenere il sussidio

Autore: Redazione

In continua definizione. Ci sono novità dell’ultima ora, infatti, per stabilire a chi spetta il reddito di cittadinanza. Per ricevere il sussidio di 780 euro farà fede la dichiarazione Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e non la dichiarazione dei redditi. Ma non è l’unica notizia emersa negli ultimi giorni.

Reddito di cittadinanza, i requisiti Isee

In attesa che il provvedimento venga approvato in via definitiva, fonti interne al M5S hanno lasciato trapelare importanti indiscrezioni per quanto riguarda l’erogazione del reddito di cittadinanza.

Se, ad esempio, la moglie dichiara un reddito di 1000 euro all'anno ma il marito ne dichiara 100mila, anche se rientrerebbe per redditi individuali nella soglia di povertà, non riceverà integrazione perché l'Isee (che è familiare) supera il tetto di 9360.

I parametri Isee, sinora, non erano mai stati menzionati ma saranno determinanti per stabilire chi ha diritto e a chi spetta il reddito di cittadinanza. Non basta essere disoccupati o avere un reddito individuale sotto la soglia di povertà, a fare fede sarà l’Isee che dovrà essere al di sotto di 9.360 euro (secondo l’Inps sono poco più di 3,6 milioni gli italiani che hanno un Isee inferiore a 10mila euro).

Reddito di cittadinanza con casa di proprietà

Ulteriori paletti, poi, riguardano anche la condizione abitativa. Nel caso si possieda una casa di proprietà, infatti, una parte del reddito di cittadinanza non dovrebbe venire erogata. Secondo le prime indiscrezioni, con buona approssimazione, in questo caso dovrebbero essere percepiti 280 euro sui 780 totali.

Tra l’altro, circa il 20% dei potenziali aventi diritto al reddito di cittadinanza possiede una casa di proprietà, e questo “taglierebbe” ulteriormente le erogazioni. I tanto famigerati 780 euro, quindi, dovrebbero essere erogati a un single senza casa di proprietà disoccupato e che viva sotto la soglia di povertà.

Reddito di cittadinanza, le ultimissime

I 780 euro del reddito di cittadinanza, secondo un calcolo del Salary Outlook 2018 dell'Osservatorio JobPricing, equivalgono alla retribuzione di un di lavoro part-time al 60% circa (tenendo conto tabelle dei minimi salariali dei principali contratti nazionali di lavoro).

Ma non è tutto. Sembra che, anche dopo l’erogazione per gli aventi diritto, per continuare a percepire il reddito di cittadinanza bisognerà superare un “controllo” dopo i primi 18 mesi. La verifica stabilirà se il cittadino ha ancora i requisiti richiesti (come detto in precedenza: Isee non superiore 9.360 euro, non possedere una casa di proprietà, seguire programmi di formazione e riattivazione dei centri per l’impiego).

Se tutte queste condizioni dovessero persistere, allora il reddito di cittadinanza verrà prorogato per altri 18 mesi, nel corso dei quali il cittadino dovrà comunque continuare con i percorsi di politica attiva (tra cui le ore da dedicare ai lavori socialmente utili e l’impossibilità di rifiutare offerte di lavoro “eque”).

E non dovrebbero mancare nemmeno incentivi alle aziende che assumono, tramite centri per l’impiego, cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza (dovrebbero essere riconosciuto il valore di tre mensilità per un massimo di 2.340 euro).