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Nuovo governo, ecco le misure a rischio

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Misure a rischio in Italia / Gtres
Autore: Redazione

Con il cambio di governo alcune disposizioni fiscali e relative alla casa rischiano di rimanere al palo. Ecco quali sono.

Crisi di governo, cambia la politica fiscale?

L’arrivo del nuovo governo imporrà inevitabilmente un cambio di direzione anche nella politica fiscale; il che significa che alcune delle disposizioni cavallo di battaglia della Lega, ma non solo quelle, potrebbero saltare o comunque rimanere in sospeso. In particolare le cinque proposte del Carroccio, previste per il 2020 e del costo di oltre 15 miliardi di euro, quindi ad alto rischio di non essere confermate o ridimensionate per mancanza di copertura, potrebbero essere sospese anche nell’ottica di evitare l’aumento dell’Iva.

Norme fiscali 2019 a rischio

  • La prima è l’imposta sostitutiva per imprenditori ed esercenti di arti e professioni, prevista al 20% e applicata ai redditi compresi tra i 65.001 e i 100.000 euro (costo quasi 700 milioni l'anno con un picco di oltre 1,1 miliardi nel 2021 e un costo totale per il triennio di oltre 2 miliardi di euro).
  • La seconda è la norma sul regime forfettario, potenziata dall’ultima legislatura: L’imposta sostitutiva potrebbe essere totalmente abrogata, o le soglie di accesso potrebbero tornare quelle precedenti.
  • A rischio anche la mini Ires per le grandi imprese, introdotta dalla legge di bilancio 2019 con una aliquota agevolata pari al 22,5% per il 2019, al 21,5% per il 2020, al 21% per il 2021 e al 20,5% dal 2022 solo sugli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili. Il costo della mini Ires nel corso del prossimo triennio sarebbe di 6 miliardi.
  • Sotto il profilo dell’immobiliare, potrebbero essere a rischio le detrazioni Imu per gli immobili strumentali. Si prevedeva un aumento della percentuale Imu deducibile partendo dal 50% per il 2019 fino al 70% dal 2022, per il costo di circa mezzo miliardo di euro nel triennio e a regime circa 250 milioni l'anno.
  • Altra misura immobiliare a rischio, la cedolare secca per gli immobili commerciali, applicabile fino al 31 dicembre 2019 (ma probabilmente non confermata anche per il 2020), che costerebbe poco più di 150 milioni l'anno.

Unificazione Imu e Tasi

Sul fronte immobiliare sono diversi anche i provvedimenti che attendono il voto alla Camera. In particolare, la proposta di fusione tra Imu e Tasi, presentata dalla Lega già nella precedente sessione di bilancio, che ha visto però altre proposte da parte del Pd e M5S, il che fa supporre che l’idea non sarà eliminata ma abbia qualche possibilità di essere portata avanti. Le audizioni finora svolte andavano nella direzione di escludere dal pagamento delle imposte le abitazioni principali qualora non di pregio.

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Forfettario, mini Ires: le misure della Lega a rischio (Italia oggi)