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Il Coronavirus colpisce anche il settore immobiliare: chi vince e chi perde con la diffusione del contagio

Un centro commerciale a Milano / Gtres
Un centro commerciale a Milano / Gtres
Autore: Redazione

Continua la diffusione del nuovo Coronavirus. Più di 30 Paesi hanno registrato casi confermati e il numero di persone colpite in tutto il mondo supera gli 80.000. La stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha detto che dobbiamo prepararci a una potenziale pandemia.

Sebbene il tasso di mortalità del virus Covid-19 sia attualmente ridotto, sempre più società di analisi avvertono circa l’impatto che può avere sul mondo economico e anche sul settore immobiliare (soprattuto per quanto riguarda gli affitti brevi). Una di queste è Janus Henderson, che ha sintetizzato quali, a suo avviso, sono i settori che stanno perdendo di più e quali stanno guadagnando con l’avanzamento globale del Coronavirus. Tra i più colpiti ci sono il comparto degli hotel e il retail (ovvero, i settori legati al turismo e alla distribuzione).

Da Janus Henderson ricordano che “gli hotel in cui soggiornano molte persone provenienti dalla Cina in viaggio d’affari hanno subito una significativa riduzione delle prenotazioni. Inoltre, nei Paesi in cui è arrivato il virus, molte persone stanno a casa per evitare gli affollamenti, il che ha avuto un impatto sui centri commerciali. Anche la spesa nel segmento del lusso ha subito un calo”.

Secondo STR, una delle principali società di analisi dei dati, solo tra il 14 e il 26 gennaio l’occupazione alberghiera in Cina è crollata del 75% a causa del Coronavirus. La società inoltre fa sapere che ci sono Paesi più colpiti. Nel caso degli Stati Uniti, ritiene che potrebbe esserci un calo del 30% della domanda asiatica (principalmente cinese), “in termini economici ciò dovrebbe avere un impatto di circa 6 miliardi di dollari (circa 5.537 milioni di euro).

Grandi gruppi alberghieri internazionali, tra cui Marriott International, InterContinental, Hyatt, Hilton e Mandarin Oriental, sono costretti ad attuare piani di emergenza in alcuni Paesi come la Cina.

Sul fronte del retail, il problema è soprattutto dei supermercati e dei centri commerciali, il cui afflusso di visitatori è precipitato nei giorni scorsi in alcune delle aree più colpite della Cina e anche dell’Italia.

Anche il settore immobiliare residenziale sta subendo le conseguenze del Coronavirus. Solo nella prima settimana di febbraio, le vendite di case sono crollate del 90% su base annua nelle 36 principali città cinesi e la maggior parte delle agenzie immobiliari è chiusa al pubblico. Inoltre, il prezzo delle abitazioni nel Paese ha registrato la crescita più moderata dell’ultimo anno e mezzo.

Ma nel comparto residenziale esiste anche un’attività vincente: la vendita di immobili online. Come spiegato da South China Morning Post, ci sono state oltre 47.000 operazioni per 8.300 milioni di dollari (circa 7.660 milioni di euro) e oltre 10 milioni di persone utilizzano l’applicazione.

Oltre all’edilizia abitativa, da Janus Henderson sostengono che trarranno vantaggio dall’espansione del Coronavirus anche la logistica e alcune attività alternative come i data center, grazie allo shopping online e al telelavoro.

“In tutta l’Asia, l’epidemia di Coronavirus ha portato molte aziende a implementare diverse forme di piani di lavoro da remoto, evidenziando la fattibilità di soluzioni flessibili per lo spazio di lavoro e in futuro potrebbe cambiare il modo in cui le aziende pensano ai loro spazi per gli uffici. L’aumento degli acquisti online e della connettività dei dati a mano a mano che un numero maggiore di persone vive e lavora da casa supporta anche la continua domanda di queste infrastrutture”, afferma la società. E aggiunge: “L’epidemia di Covid-19 sta causando alcune conseguenze indirette nel settore immobiliare accentuando il cambiamento guidato dai progressi tecnologici e dai nuovi stili di vita, che stanno alterando la domanda e l’uso degli immobili”.