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Decreto rilancio, introdotto il reddito di emergenza. Come funziona?

Come funziona e chi può richiedere la misura a sostegno delle famiglie

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Autore: Redazione

Il premier Conte ha elencato le principali misure contenute nel tanto atteso decreto rilancio di maggio. Tra gli interventi a sostegno delle famiglie c’è il reddito di emergenza. Vediamo a chi spetta e come si può richiedere.

Il reddito di emergenza può variare tra i 400 e gli 800 euro, è destinato ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica a causa della crisi scatenata dall’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Per individuarli, l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha stabilito specifici requisiti tanto di compatibilità quanto di incompatibilità. Per certi versi, ricalca lo schema del reddito di cittadinanza anche se, è bene chiarirlo da subito, non cumulabile con esso.

Di fatto, il reddito di emergenza va a coprire la platea di chi non beneficia del sussidio di cittadinanza. Ma a chi spetta quindi? Innanzitutto non è assegno riconosciuto a una persona ma all’intero nucleo famigliare. Infatti, non c’è una somma fissa, ma la cifra varia e viene calibrata a seconda delle famiglie. In ogni caso per richiedere il reddito di emergenza bisogna soddisfare i seguenti requisiti per averlo:

  • residenza verificata in Italia;
  • patrimonio mobiliare 2019 inferiore a 10.000 euro (soglia aumentata di ulteriori 5.000 euro per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino ad un massimo comunque di 20.000 euro);
  • reddito familiare inferiore all’importo del reddito di emergenza stesso;
  • Isee non superiore a 15.000€.

Ma oltre ai requisiti necessari per averlo, bisogna anche fare attenzione ai motivi ostativi per richiedere il reddito di emergenza. Oltre a non essere cumulabile con il reddito di cittadinanza (nessuna integrazione per i percettori del sussidio che ricevono una cifra inferiore a quella che spetterebbe loro con il Rem), come detto in precedenza, esistono altre incompatibilità.

Non possono richiedere il reddito di emergenza, infatti, le famiglie in cui anche un solo componente ha ricevuto una delle indennità previste dal decreto cura Italia dello scorso marzo. Stesso discorso anche per i nuclei famigliari in cui vi siano titolari di pensione (tranne l’assegno di invalidità) o lavoratori dipendenti la cui retribuzione lorda è superiore alla quota del reddito di emergenza che gli spetterebbe.

Per richiedere il reddito di emergenza presentare una domanda specifica. Quando? Entro la fine di giugno, anche se per i dettagli si attendono ancora le disposizioni che dovrà fornire l’Inps. Ma già è certo che in caso di richiesta senza avere i requisiti, bisogna restituire l’importo ricevuto ingiustamente. È stato anche specificato che il Rem è una misura temporanea e avrà durata di soli due mesi.

Come detto, non è previsto un importo fisso, l’assegno per il reddito di emergenza può variare a seconda delle caratteristiche della famiglia richiedente. La base è di 400 euro ma si può arrivare fino ad un massimo di 800 euro. Per calcolare l’importo del Rem si utilizza lo stesso modello applicato per il reddito di cittadinanza. I coefficienti per il calcolo dell’assegno sono i seguenti:

  • 1 per il richiedente del reddito di emergenza;
  • +0,4 per ogni componente maggiorenne;
  • +0,2 per ogni componente minorenne.