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Perché le pensioni potrebbero essere più basse a partire dal 2021

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Autore: Redazione

Il calo del Pil e quello dell’indice dei prezzi al consumo, uniti all’aspettativa media di vita, potrebbero contribuire a far rivedere al ribasso gli assegni delle pensioni nel 2021. Vediamo quale scenario potrebbe aspettarci.

Nel dettaglio, a fare la differenza per chi accederà alla pensione nel 2021 sarà la quota dell’assegno calcolata con sistema contributivo, che sarà più bassa per via dell’abbassamento dei coefficienti di trasformazione (il valore percentuale che si applica alla somma dei contributi del lavoratore per trasformarli in assegno di pensione).

Si tratta di un valore che aumenta con l’età pensionabile, tuttavia è andato diminuendo via via con l’innalzamento della speranza di vita media. Gli ultimi rilevamenti dell’Istat hanno determinato un calo dei coefficienti sino allo 0,04%.

Una proiezione degli esperti del sito La legge per tutti, ha portato questo esempio: “su un montante contributivo pari a 300mila euro l’applicazione dei nuovi coefficienti comporta una perdita di 120 euro l’anno, che diventano 500 euro se confrontati coi coefficienti utilizzati sino al 2018 e ben mille euro al confronto dei valori utilizzati sino al 2015”.

Ma a rimetterci non saranno solo i contribuenti che accedono alla pensione nel 2021, ma anche chi è già uscito da tempo dal mondo del lavoro. Ogni anno, infatti, l’Inps adegua tutti gli assegni pensionistici al tasso d’inflazione attraverso il meccanismo della perequazione. E visto come sta andando il 2020 è facile immaginare che non arrivi nessun aumento, anzi che si registri una diminuzione degli importi.