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Perché il reddito di cittadinanza di novembre 2020 non verrà erogato per tutti

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Autore: Redazione

A partire da novembre 2020 molti percettori del reddito di cittadinanza non riceveranno il sussidio. Tuttavia, si tratta di una condizione prevista dal decreto legge del gennaio 2019. Vediamo perché e chi vedrà interrompersi l’assegno mensile.

Il comma 6 del decreto in questione, infatti, specifica che il reddito di cittadinanza può essere per tutto il periodo nel quale il beneficiario sia in possesso dei requisiti che ne danno diritto. Tuttavia, viene previsto che non è possibile erogare il sussidio per un periodo continuativo superiore ai 18 mesi.

Inoltre, “il reddito di cittadinanza – si legge nel decreto – può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza”.

Sostanzialmente, il reddito di cittadinanza può essere percepito da una stessa persone che abbia maturato tutti i requisiti in corso di validità per un periodo totale di 3 anni, divisi pero in due periodi di 18 mesi ciascuno (non consecutivi tra loro, visto che tra un periodo e l’altro dovrà passare almeno un mese).

Il primo stop al reddito di cittadinanza si è registrato già a ottobre per tutti quei beneficiari che per primi avevano fatto domanda ad aprile 2019 e che quindi avevano già raggiunto i primi 18 mesi di sussidio. A novembre, quindi, arriverà la sospensione per tutti i percettori che hanno fatto domanda a maggio 2019, i quali dovranno ripresentare la domanda e, se persistono i requisiti, torneranno a ricevere l’assegno a partire dalla prossima mensilità (per ulteriori 18 mesi totali).