Quando fare domanda per l’assegno unico 2026, come aggiornare l’ISEE e quali importi aspettarsi.
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Anche nel 2026 l’assegno unico sarà uno dei principali strumenti di supporto per le famiglie con figli a carico, ma per accedervi sarà fondamentale conoscere con precisione i requisiti richiesti e le modifiche che il Governo sta mettendo a punto, con novità attese per assegno unico 2026 e ISEE

Con l’arrivo del nuovo anno, cresce anche l’attenzione su possibili ritocchi agli importi e su quanto potrebbe aumentare l’assegno in base all’inflazione. Dal 1° gennaio 2026 per ciascun figlio maggiorenne, l’importo mensile dell’assegno unico sarà di 99,07 euro per i nuclei familiari con un ISEE fino a 17.468,51 euro. 

I requisiti per l’assegno unico 2026

A distanza di 5 anni dalla sua introduzione, avvenuta nel 2021, l’assegno unico e universale resta una misura chiave di aiuto alle famiglie con figli. Ogni anno il beneficio viene aggiornato sulla base dell’inflazione, delle manovre economiche e dell’andamento dei prezzi, ed è quindi naturale chiedersi cosa succederà il prossimo anno, con un occhio alle novità previste nella prossima finanziaria, tra cui la prima casa fuori dall’ISEE.

Anche l’assegno unico 2026 sarà gestito dall’INPS e i requisiti per averlo sono sostanzialmente invariati rispetto agli anni passati. Tutte le categorie di lavoratori possono richiedere il beneficio: dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. L’assegno unico spetta ai genitori per: 

  • ogni figlio minorenne a carico;
  • ogni figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, a patto che frequenti un corso di studio, svolga un tirocinio o un lavoro con reddito inferiore a 8.000 euro, sia iscritto al centro per l’impiego, svolga il servizio civile universale;
  • ogni figlio disabile a carico, senza limiti di età.

Per avere l’assegno unico è necessario che il richiedente sia in possesso congiuntamente dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, segnalando che con riferimento a quest’ultimo si deve essere residenti in Italia da almeno due anni, anche non consecutivi, o titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mesi. 

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Assegno unico 2026: quando fare domanda

Per sapere quando presentare la domanda per l’assegno unico 2026, è necessario fare una distinzione tra chi lo richiede per la prima volta e chi invece lo percepisce già. Nel primo caso, cioè quando si presenta una nuova domanda per il beneficio, è possibile a partire dall’1 gennaio e in qualsiasi momento del 2026. 

Da sapere in ogni caso che la richiesta dell’assegno unico 2026 entro il 30 giugno, previo accoglimento della stessa, darà diritto a riceverlo da marzo 2026, con pagamento degli arretrati a partire da questa data. In caso di presentazione dopo il 30 giugno, l’erogazione partirà dal mese successivo, senza alcun arretrato. 

Chi percepisce già l’assegno unico non dovrà presentare una nuova domanda nel 2026, visto che l’INPS rinnova automaticamente l’assegno, a condizione che la situazione familiare e reddituale sia aggiornata e a tal fine è necessario fornire la nuova DSU entro una data ben precisa. Ci sono dei casi in cui serve presentare una nuova domanda, ad esempio:

  • nascita di un nuovo figlio,
  • entrata o uscita di un figlio dal nucleo familiare,
  • cambio di affidamento,
  • casi di subentro di un altro genitore,
  • perdita o variazione dei requisiti.

Bisogna rifare l’ISEE per l’assegno unico 2026?

Come è noto, ogni anno l’ISEE scade il 31 dicembre, e chi vuole usufruire delle prestazioni legate al reddito deve presentare una nuova DSU. Non si tratta di una nuova domanda per l’assegno unico 2026, ma solo dell’aggiornamento dell’indicatore economico del nucleo familiare, da parte di chi lo percepisce già. 

Chi non provvede ad aggiornare l’ISEE dovrà fare i conti con due conseguenze: la prima è che riceverà l’importo minimo dall’INPS, a prescindere dalla fascia di reddito, e la seconda è che non beneficerà di un alcun calcolo degli arretrati, riconosciuti invece in caso di presentazione dell’ISEE oltre una certa data. 

Quando aggiornare l’ISEE per l’assegno unico nel 2026?

L’ISEE è un elemento fondamentale per determinare l’importo dell’assegno unico e l’attuale normativa prevede che vada aggiornato ogni anno a partire dal 1° gennaio. Quando presentare l’ISEE per l’assegno unico 2026? Proprio per evitare di percepire il valore minimo del beneficio, è consigliabile aggiornare l’ISEE tra gennaio e febbraio 2026, in modo da consegnare all’INPS la nuova DSU.

Se ciò avverrà entro il 28 febbraio prossimo, allora si potranno ricevere gli importi adeguati dell’assegno unico, mentre la presentazione della DSU entro il 30 giugno permetterà di ricevere gli arretrati da marzo. Dall’1 luglio 2026, invece, non sarà più possibile inviare l’ISEE aggiornato, subendo così il taglio dell’assegno unico al minimo.

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Quanto aumenterà l’assegno unico nel 2026?

Ogni anno gli importi dell’assegno unico sono rivisti in seguito a una rivalutazione automatica in base all’inflazione. Quanto all’aumento dell’assegno unico 2026, l’altra novità è che l’ammontare mensile salirà anche per via del nuovo calcolo dell’ISEE. Nella bozza della legge di bilancio 2026, si prevede un intervento sulla franchigia applicata alla prima casa nel calcolo dell’ISEE, ma anche sulle scale di equivalenza, con l’effetto di un indice più basso per molte famiglie. 

Confermando le ultime stime circolate nei giorni scorsi, l’assegno unico a partire dall'1 gennaio 2026, per via della rivalutazione legata all’inflazione, aumenterà nell’ordine dell’1,4%. Con riferimento al nuovo calcolo dell’ISEE, invece, alcune stime elaborate dall’INPS e dall’Upb, evidenziano che in diversi nuclei familiari potrebbero arrivare anche quasi 10 euro in più al mese. 

Maggiorazioni e integrazioni: come cambieranno nel 2026

Parlando ancora dell’aumento dell’assegno unico 2026, è da segnalare che l’adeguamento all’inflazione, riguarderà anche le maggiorazioni che spettano a determinate famiglie con figli di età inferiore a 21 anni, ma anche quelle che variano in base all’ISEE per i nuclei con più di 3 figli e per le madri che hanno meno di 21 anni di età. Ipotizzando una rivalutazione ISTAT all’1,4%, gli importi saranno i seguenti:

  • figli non autosufficienti: da 120,6 a 122,3 euro;
  • figli con disabilità grave: da 109,1 a 110,6 euro;
  • figli con disabilità media: da 97,7 a 99,1 euro;
  • madri con meno di 21 anni: da 23 a 23,3 euro;
  • figli successivi al secondo: da 97,7 a 99,1 per la fascia di ISEE più bassa e da 17,2 a 17,4 euro per quella più alta. 

Tabella assegno unico 2026: i nuovi importi

Lo scorso 28 novembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale sulla “perequazione delle pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2026”, determinata in misura pari all’1,4%, la stessa che sarà applicata all’assegno unico. Nella tabella seguente gli importi che saranno riconosciuti nel 2026 in base all’ISEE, indicando a tipo esemplificativo il valore più basso, quello mediano e il più alto:

ISEE Figli minorenni Figli maggiorenni 18-20 anni Figli con disabilità (minorenni e non) Maggiorazione figli disabilità media Maggiorazione figli disabilità grave Maggiorazione figli successivi al secondo
17.468,51 euro 203,8 99,1 euro 203,8 euro 99,1 euro 110,6 euro 99,1 euro
32.025,62 euro 130,4 euro 63,8 euro 130,4 euro 99,1 euro 110,6 euro 57,9 euro
46.582,71 euro e oltre 58,3 euro 29,1 euro 58,3 euro 99,1 euro 110,6 euro 17,4 euro

 

Quali sono le fasce dell’ISEE per l’assegno unico 2026?

Per l’assegno unico 2026, l’importo sarà determinato sulla base di tre livelli, corrispondenti a 3 fasce dell’ISEE. La fascia A relativa a un ISEE fino a 17.468,51 euro, la fascia B da 17.468,52 a 46.582,71 euro e la fascia C oltre i 46.528,71 euro. 

Chi rientra nella prima fascia riceverà l’assegno unico con un importo fisso e corrispondente al massimo, pari a 203,8 euro rispetto ai 201 euro del 2025. Nella seconda fascia l’importo calerà all’aumentare dell’ISEE, mentre nella terza fascia si avrà la somma minima che nel 2026 crescerà da 57,5 a 58,5 euro. 

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