Lo SPID diventa a pagamento: come risparmiare con la carta d'identità elettronica

Ecco che cosa sta accadendo e come è possibile affrontare questo nuovo cambiamento se si è utenti di Poste Italiane o di altri provider
Identità digitale
Getty images

Talmente comodo e veloce da aver rimpiazzato nel giro di breve le altre modalità di accesso alla maggior parte dei servizi pubblici. Parliamo di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, con cui ormai siamo abituati gestire alcune incombenze burocratiche. Peccato però che  - per quasi tutti gli italiani - diventerà molto presto un’opzione a pagamento. Ecco che cosa sta accadendo e come è possibile affrontare questo nuovo cambiamento ( senza dover metter mano al portafoglio), con alternative gratuite, prima fra tutte la carta d'identità elettronica. 

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SPID & identità digitale

Il debutto ufficiale dello SPID è datato 2016. Promosso dall’Agenzia per l’Italia Digitale è stato pensato per andare a sostituire tutte le credenziali “fai da te” per accedere ai vari portali della Pubblica Amministrazione con un’identità unica. 

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Nell’arco di pochi mesi Inps, PagoPa, Agenzia delle Entrate e molti altri enti centrali hanno integrato lo SPID tra le proprie credenziali. Tra il 2020 e il 2022 la pandemia ha dato poi una spinta decisiva allo SPID: i vari lockdown hanno reso necessario questo sistema per poter accedere ai servizi online delle scuole o dei vari enti per ottenere certificati o bonus statali. Nel frattempo però molte carte di identità cartacee, giunte a scadenza, sono state sostituite da carte di identità elettroniche che consentivano al pari dello SPID di accedere ai servizi della PA.

Perché lo spid diventa a pagamento?

Gli addetti ai lavori e gli esperti di sicurezza informatica già da diversi anni avevano aperto la discussione circa l’efficacia e la sostenibilità economica dei diversi sistemi di identificazione digitale da parte delle casse dello Stato.  

Non dimentichiamo infatti che dietro SPID e CIE vi sono infrastrutture che hanno un costo e che non possono essere dismesse dall’oggi al domani. 

A imprimere una svolta a favore della CIE è stato il blocco dei fondi pubblici destinati alle piattaforme SPID. A quel punto molti provider hanno introdotto un canone per l’erogazione del servizio (i costi per l’utente mediamente si aggirano intorno ai 6 euro all’anno).

Così, di fatto, si è lasciato al mercato il compito di decretare quale dei due sistemi far sopravvivere in maniera “massiva” e quale invece relegare a opzione di nicchia. 

La scelta di Poste Italiane: 6 euro per lo SPID

Dal 1 gennaio di quest’anno Poste Italiane, che aveva finora consentito l’uso dello SPID in forma gratuita, ha deciso di renderlo a pagamento per sostenerne i costi di funzionamento. Il costo è di 6 euro all’anno, Ivs inclusa, e riguarda una platea molto ampia di cittadini, visto che Poste gestisce circa il 72% degli SPID attivi in Italia, pari a circa 30 milioni di utenti. La decisione del principale provider italiano non è isolata, ma è solo l’ultima di questo tipo in ordine di arrivo: anche Infocert, Aruba e TeamSystem, avevano già stabilito durante lo scorso anno l’applicazione di un canone annuale.

Da questa novità restano escluse solo alcune categorie di utenti: per i minorenni e per le persone con più di 75 anni o residenti all'estero lo SPID rimane ancora gratuito.

Cosa cambia per chi ha lo SPID con Poste Italiane

L’introduzione del canone non ha lo stesso impatto per tutti. Le conseguenze dipendono infatti da quanto tempo si possiede lo SPID Poste o se lo si deve ancora attivare. Ecco cosa succede nei diversi casi.

Chi ha già uno SPID Poste attivo: se lo SPID Poste è attivo da più di un anno, il canone di 6 euro dovrà essere pagato alla scadenza dell’annualità in corso. Il servizio resta valido fino a quella data e non viene interrotto immediatamente. Se invece lo SPID è attivo da meno di un anno, non si paga nulla per tutto il primo anno, ma il pagamento verrà richiesto al momento del primo rinnovo.

Chi invece deve attivare un nuovo SPID Poste ha diritto a un anno di attivazione gratuita, ma anche in questo caso, allo scadere dei 12 mesi, sarà necessario pagare il canone annuo per continuare a utilizzare l’identità digitale.

Come rinnovare Spid a pagamento

Alla scadenza del primo anno di attivazione Poste invierà un’email che avverte che il servizio diventa a pagamento e si avranno 30 giorni di tempo per decidere se pagare i 6 euro. Dalla data di scadenza si avranno quindi 30 giorni per pagare o esercitare il recesso senza sostenere costi aggiuntivi. In ogni caso, si può sempre in autonomia consultare il sito di Poste (su posteid.poste.it o all’App PosteID) e controllare nella propria area personale qual è la propria scadenza annuale. A partire da quella data ci saranno 30 giorni di tempo per mantenere il servizio a pagamento.

Il versamento dei 6 euro annuali potrà essere effettuato online con carta dal portale posteid.poste.it, oppure negli uffici postali. In questo caso, bisognerà comunicare il proprio codice fiscale o quello del titolare dell’identità per cui si richiede il rinnovo dell’accesso. 

In ogni caso, chi è indeciso sul da farsi ha tempo riflettere: lo SPID anche se non si paga, non viene disattivato immediatamente. L’identità digitale PosteId rimane comunque attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso. Durante questo periodo, tuttavia, non si potrà accedere ai servizi, poiché la funzionalità di accesso risulterà temporaneamente sospesa. Potrà essere riattivata in qualsiasi momento effettuando il pagamento del canone annuale.

Le alternative: Tessera sanitaria o CIE

Chi non vuol pagare il canone annuo per mantenere attivo il proprio SPID ( con Poste Italiane o con altri provider) può utilizzare delle valide alternative che permettono di accedere gratuitamente ai servizi on line della Pubblica amministrazione. 

Una di queste è la Tessera Sanitaria - Carta Nazionale dei Servizi. Per poterla utilizzare ( a differenza dello SPID) è necessario essere in possesso dei codici Pin e Puk che possono essere richiesti presso gli sportelli abilitati della Regione o presso l’Asl.

L’utilizzo, in questo caso, è leggermente più complicato rispetto allo SPID perché è necessario essere in possesso di un lettore smart card collegato al computer e si devono installare dei driver specifici (per questo modello di carta) scaricarli liberamente dal portale del Sistema Tessera Sanitaria.

L’alternativa più semplice allo SPID è la Carta d’Identità Elettronica. Questo strumento non è gratuito, ma il suo costo pari a 16,79 euro si paga solo all’emissione. Il vantaggio dell’utilizzo della Cie è che offre un livello di sicurezza più elevato rispetto allo SPID  perché è in grado di sfruttare un chip crittografico e l’autenticazione a tre fattori.

Come usare la Cie al posto dello spid

Per utilizzare la Carta d’Identità Elettronica per collegarsi ai servizi online della Pubblica Amministrazione, il metodo più semplice è utilizzare lo smartphone, che deve avere il sensore NFC (quello per i pagamenti contactless). Occorre quindi scaricare l’app CieID dallo store di riferimento. Si apre poi l’app e si registra la carta inserendo il Pin di 8 cifre (le prime 4 ricevute alla richiesta del documento, le altre 4 insieme alla carta). 

Quando si accede ad un portale, si deve selezionare “Entra con Cie”, si apre l’App e si appoggia la carta sul retro dello smartphone finché non viene letta. Se, invece, si naviga da computer ma non si ha a disposizione un lettore dedicato si deve selezionare per “Entra con Cie” sul sito della Pa. A questo punto è possibile scansionare il QR Code che appare sullo schermo del computer usando la funzione dedicata nell’app CieID sul telefono. L’ultimo passaggio è inserire il codice Otp generato dall’app o usare l’impronta digitale/FaceID per confermare l’identità.

 

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