Cedolino della pensione di giugno 2026, come consultare le informazioni dell’Inps

Scopri tutto quello che c'è da sapere sul prossimo rateo in pagamento e sulle tempistiche dell'erogazione dell'assegno pensionistico
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Come di consueto, l’Inps mette a disposizione dei pensionati uno strumento per chiarire ogni tipo di dubbio sul rateo in pagamento ogni mese. Si tratta del cedolino della pensione, disponibile anche per la mensilità di giugno 2026. Scopriamo, nello specifico, da quando è visibile online e come è possibile consultarlo (con Spid, ma non solo). 

Come consultare e scaricare il cedolino Inps online

Il cedolino Inps della pensione di giugno 2026 è online sul sito dell’Istituto e consultabile dai pensionati, in modo da poter comprendere le ragioni per cui l’importo può variare di mese in mese.

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Si può consultare il cedolino della pensione di giugno 2026 con Spid. Come? Dal menu della pagina iniziale del portale Inps, basta cliccare su "Tutti i servizi" per accedere, con codice fiscale e PIN o credenziali SPID, al servizio Cedolino pensione e servizi collegati, che consente di consultare i cedolini mensili della pensione e verificare l’importo lordo percepito oltre alle voci che lo compongono.

Quando arriva il pagamento della pensione a giugno 2026

Il pagamento delle pensioni, di solito, è previsto sempre il primo giorno bancabile del mese, eccetto quando cade nel weekend o in un giorno festivo. Nel dettaglio, quindi, le pensioni di giugno 2026 verranno erogate da lunedì 1° giugno per i titolari di conti correnti postali (o per chi ritira allo sportello delle Poste) e per chi ha scelto l'accredito su conti bancari. 

L’Inps ha ricordato anche che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a mille euro netti. Pertanto, se l’importo che spetta al beneficiario supera questo limite, l’interessato è tenuto a comunicare all’Inps il rapporto finanziario sul quale ottenere il pagamento.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito di Poste Italiane o contattare il numero verde 800 00 33 22. Per evitare assembramenti e tempi di attesa superiori alla media, Poste Italiane consiglia a tutti i pensionati, ove possibile, di recarsi a ritirare la pensione in tarda mattinata o durante le ore pomeridiane privilegiando i giorni successivi ai primi.

A partire dalla data di pagamento delle pensioni di aprile, chi ha a disposizione un Libretto di Risparmio, un Conto BancoPosta o una Postepay Evolution potrà utilizzare gli sportelli Postamat per il prelievo in contanti dell’accredito Inps.

Le verifiche sul cedolino di giugno 2026

Il rateo della pensione di aprile è legato alle verifiche fiscali annuali effettuate dall’Inps effettua in qualità di sostituto d’imposta. Nello specifico, viene verificato il computo delle ritenute Irpef applicate nel corso dell’anno precedente: può quindi scaturire un rimborso se sono state trattenute somme in eccesso, mentre in caso contrario le differenze vengono recuperate sui ratei successivi.

Prima dell’emissione della Certificazione Unica viene inoltre effettuato un controllo complessivo su tutte le prestazioni fiscalmente imponibili percepite dal pensionato. Da questa verifica può emergere un conguaglio a credito o a debito, che di norma viene regolato proprio nel cedolino di aprile.

Le trattenute sulla pensione

Nel cedolino della pensione può capitare che l’importo lordo (“Pensione lorda”) sia diverso dall’importo netto, cioè quello effettivamente pagato (“Importo netto del pagamento”). La differenza dipende, di norma, da trattenute applicate dall’INPS.

In questa breve guida cerchiamo di capire:

  • perché può esserci differenza tra importo lordo della pensione e importo netto in pagamento;
  • quali trattenute può applicare l’INPS e in base a quali regole;
  • come riconoscerle nel cedolino (dicitura della voce) e quando vengono trattenute.

Le trattenute si distinguono in due categorie:

  • obbligatorie: l’INPS deve applicarle perché previste dalla legge o disposte da un giudice;
  • volontarie: sono richieste dal pensionato e si basano su norme di legge o su convenzioni stipulate dall’INPS (ad esempio, per concessione di prestiti ai pensionati o per la riscossione delle quote associative/sindacali).

Trattenute fiscali 

Le trattenute fiscali sono tra le più comuni: riguardano le imposte dovute sul reddito da pensione. L’INPS, come sostituto d’imposta, calcola e trattiene queste imposte direttamente dal rateo e le versa allo Stato e agli enti locali.

In generale, non subiscono trattenute fiscali alcune prestazioni, ad esempio:

  • pensioni e assegni sociali;
  • prestazioni di invalidità civile;
  • pensioni per vittime del terrorismo;
  • pensioni di residenti all’estero, applicazione di convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione fiscale.

Nel cedolino, le principali voci fiscali sono:

  • IRPEF: è calcolata sull’importo della pensione e tiene conto anche delle detrazioni spettanti. Nel cedolino si può trovare sia la sezione “Voci IRPEF” (IRPEF lorda e detrazioni) sia la trattenuta effettiva. Se le detrazioni sono pari o superiori all’IRPEF dovuta, la trattenuta IRPEF non viene applicata e non è, quindi, presente nel cedolino.
  • Addizionale IRPEF regionale: è un’imposta locale stabilita dalla regione. Di regola viene trattenuta in 11 rate (da gennaio a novembre) nell’anno successivo a quello di riferimento. Esempio: l’addizionale 2025 viene trattenuta da gennaio a novembre 2026. Nel cedolino compare come “Addizionale IRPEF regionale a debito anno…”.
  • Addizionale IRPEF comunale è un’imposta locale stabilita dal comune. Anche questa, di regola, viene trattenuta a saldo in 11 rate (da gennaio a novembre) nell’anno successivo a quello di riferimento. Nel cedolino compare come “Addizionale IRPEF comunale a debito anno…”.
  • Acconto addizionale IRPEF comunale (anno…): è l’anticipo dell’addizionale comunale dell’anno in corso. Viene trattenuto in 9 rate (da marzo a novembre). Nel cedolino compare come “Acconto addizionale IRPEF comunale anno…”.
  • Conguaglio IRPEF (a debito): a fine anno (o dopo ricalcoli della pensione), l’INPS verifica l’importo di IRPEF dovuto rispetto a quanto già trattenuto. Se risulta un debito, la differenza viene recuperata sulla pensione. Nel cedolino compare come “Conguaglio IRPEF a debito”.

In sintesi, le trattenute fiscali possono variare nel corso dell’anno (per effetto di detrazioni, conguagli e addizionali). Se si notano differenze significative tra mesi, si possono controllare nel cedolino le voci come sopra indicate e l’anno di riferimento riportato nella dicitura.

Conguaglio da modello 730

Se il pensionato presenta il modello 730 e indica l’INPS come sostituto d’imposta, l’Istituto applica i conguagli risultanti dalla dichiarazione, di norma a partire da agosto settembre (in base ai tempi di trasmissione dei dati).

Se il conguaglio è a credito, l’INPS rimborsa l’importo sulla pensione. Se è a debito, trattiene la somma a rate sulla pensione, di regola fino al rateo di novembre.

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