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La nuova tassa sulla casa è una e trina: cos'è la trise e come funziona

Autore: Redazione

Ancor prima che nasca, la service tax va in pensione. O almeno ci va il suo nome. Secondo alcune anticipazioni della legge di stabilità, la nuova imposta si chiamerà trise e sarà un tributo sui servizi che sostituirà per le prime abitazioni sia l'imu che la tares. L'imposta nasce una e trina, perché formata da due componenti, la tari, per la gestione dei servizi urbani e la tasi (relativa ai servizi indivisibili)

Nella bozza della legge di stabilità si legge: "è istituito in tutti i comuni un tributo sui servizi comunali, denominato trise che si articola in due componenti: la prima, a copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani ( tari); la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (tasi)"

La tasi

Secondo le anticipazioni diffuse l'aliquota di base della tasi, relativa ai servizi indivisibili, sarà fissata all'1 per mille, o a scelta del comune di un euro per metro quadrato. La nuova imposta che sostituirà l'imu sulle prime abitazioni dovrebbe essere gestita completamente dai comuni che avranno la facoltà di modificarla o di azzerarla per la prima casa, e di introdurre delle detrazioni relative al numero dei figli e al reddito

La tari

La tari sarà dovuta da chi occupa a qualsiasi titolo l’immobile e verrà calcolata sulla base della superficie calpestabile. In pratica è la vecchia tassa sui rifiuti, che adesso in Italia si chiama in molti modi diversi (tares, tarsu, tau...)

Proprietari e inquilini

Nel caso di abitazioni locate la trise si ripartirà tra proprietario e inquilino, in una quota che oscillerà per quest'ultimo tra il 10 e il 30%. In particolare saranno i comuni a determinare la proporzione

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