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Esenzione Imu agricola 2015, i chiarimenti dei comuni

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Autore: Redazione

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L’Ifel, l’Istituto per la finanza e l’economia locale istituito dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), ha pubblicato una nota sull’esenzione Imu 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani fornendo utili chiarimenti. Andiamo a scoprirli nel dettaglio.

Esenzioni previste a decorrere dal 2015

L’Ifel ha ricordato che il Dl n. 4 del 2015 detta la disciplina delle esenzioni e delle agevolazioni per i terreni montani e parzialmente montani da applicare a decorrere 2015. Ha altresì sottolineato che tale decreto ha anche modificato i criteri di esenzione inizialmente stabiliti con il decreto interministeriale del 28 novembre 2014.

Per quanto riguarda la disciplina a regime, a decorrere dal 2015 l’esenzione Imu spetta: ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei comuni italiani predisposti dall’Istat; ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei comuni delle isole minori; ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali ubicati nei comuni classificati parzialmente montani di cui allo stesso elenco Istat.

Nei Comuni montani e nei Comuni delle isole minori l’esenzione opera per tutti i terreni, coltivati o non coltivati, da chiunque posseduti; nei Comuni parzialmente montani l’esenzione è condizionata al possesso dei terreni da parte di un coltivatore diretto o imprenditore agricolo iscritto alla previdenza agricola.

Nuova detrazione di 200 euro

L’Ifel ha poi sottolineato che in sede di conversione in legge del Dl n. 4 del 2015 è stato introdotto il co. 1-bis dell’articolo 1, il quale prevede “a decorrere dall’anno 2015” una nuova detrazione di 200 euro da applicare all’“imposta dovuta per i terreni ubicati nei comuni di cui all’allegato OA, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo n. 99 del 2004, iscritti alla previdenza agricola, determinata ai sensi dell’art. 13, comma 8-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201”, fino a concorrenza dell’ammontare dell’imposta stessa.

Il co. 1-bis, inoltre, dice: “Nell’ipotesi in cui l’allegato OA, in corrispondenza dell’indicazione del comune, sia riportata l’annotazione parzialmente delimitato (PD), la detrazione spetta unicamente per le zone del territorio comunale individuate ai sensi della circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata nel supplemento ordinario n. 53 della Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno  1993”.

Secondo quanto evidenziato dall’Istituto, il comma 3 dispone che “i criteri di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche all’anno di imposta 2014”, da qui è sorto il dubbio, a causa del rimando al comma 2, se la nuova detrazione sia applicabile anche per il 2014, con conseguente diritto al rimborso di tutti quelli che hanno pagato, visto che si tratta di detrazione introdotta dalla legge di conversione successivamente alla scadenza di pagamento del 10 febbraio 2015.

Il dubbio deriva da un mancato coordinamento tra il testo originario del decreto legge e quello risultante con le modifiche apportate con la legge di conversione. Tra la prescrizione contenuta nel comma 3 e quanto specificato nel comma 1-bis, ove si fa decorrere la nuova detrazione espressamente dal 2015, va certamente data prevalenza a quest’ultima disposizione, anche alla luce di quanto poi disposto nel successivo comma 9-bis, il quale prevede per la copertura del minor gettito conseguente alla disposizione di cui al comma 1-bis un contributo pari a 15,35 milioni di euro “a decorrere dall’anno 2015”.

L’Ifel ha inoltre fatto presente che per quanto riguarda i criteri di attribuzione della detrazione di 200 euro la normativa è a rischio di irragionevolezza, poiché le uniche soluzioni applicative fanno emergere incongruenze difficilmente superabili per via interpretativa. In particolare, la norma prescrive che l’importo di 200 euro deve essere detratto “dall’imposta dovuta”, che a sua volta sia “determinata ai sensi” dell’art. 13, co. 8-bis del Dl n. 201 del 2011. Ciò comporta che l’importo della detrazione non è da riferire né ai singoli terreni né alle quote di possesso degli stessi. Si tratta, quindi, di una detrazione fissa che spetta al singolo coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale, indipendentemente dal numero di terreni condotti e dalla percentuale di possesso degli stessi.

Stabilito che la detrazione non deve essere rapportata al numero dei terreni condotti e alla percentuale di possesso degli stessi, va considerato il problema del proporzionamento in base ai mesi di possesso. Nel silenzio della norma, si ritiene tuttavia essenziale, in quanto coerente con la sistematica generale delle norme che regolano l’Imu, proporzionare la detrazione in base ai mesi di possesso nell’anno, ovvero per i quali permane la conduzione di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.