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Come si calcolano Imu e Tasi

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Autore: Redazione

Scopri qui le ultime notizie su scadenze e pagamento di Imu e Tasi 2015.

 La modalità di calcolo è la stessa per le due imposte: si parte infatti dalla base imponibile, ovvero la rendita catastale, rivalutata con l'opportuno coefficiente, a cui si applicano però le differenti aliquote decise dai Comuni.

Base imponibile Imu e Tasi 2015

Ma a cosa occorre applicare tali aliquote? La base imponibile per i due adempimenti fiscali è la medesima. La partenza, dunque, è la rendita catastale. Ripescata sul contratto di acquisto, occorre  rivalutarla poi del 5 per cento. Il risultato va moltiplicato per un coefficiente che varia in base al tipo di immobile.

Coefficienti rivalutazione immobili

Per i fabbricati di gruppo A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati), e i fabbricati di categoria C/2 (magazzini e locali di deposito) , C/6 (stalle, scuderie, rimesse ed autorimesse senza fini di lucro) e C/7 (tettoie), il coefficiente è pari a 160.

Per i fabbricati di categoria B (tra i quali case di cura senza fini di lucro e uffici pubblici) e i fabbricati di categoria C/3 (laboratori per arti e mestieri), C/4 (fabbricati e locali per esercizi sportivi senza fini di lucro) e C/5 stabilimenti balneari e di acque curative senza fini di lucro, il coefficiente è pari a 140.

Per i fabbricati di categoria D/5 (istituti di credito, cambio e assicurazione) e A/10, il coefficiente è 80.

Per i fabbricati di categoria D (D5 esclusi), che vanno dagli opifici alle sale cinematografiche, il coefficiente è 65. Pari a 65 è, invece, per i fabbricati di categoria C/1.

Aliquote e detrazioni

Sui valori così ottenuti vanno applicate le aliquote dovute in base al comune nel quale si trova l’immobile. Diversi per ogni comune sono anche i sistemi di detrazione, che possono tener conto del reddito, della presenza di figli a carico ed essere scaglionate a seconda della rendita catastale. Oppure combinare due o tutti e tre gli elementi. 

O a meno che non si sia entrati in possesso dell’immobile ad anno in corso. In questo caso bisognerà frazionare gli importi in dodicesimi e farsi carico di quelli nel periodo in cui si è goduto dell’immobile. In parte, per quanto riguarda la Tasi,  anche se si è affittuari. Questi ultimi, infatti, sono tenuti a partecipare con una quota che va dal 10 al 30 per cento, a seconda del comune.