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Immobili, è addio (definitivo) alla riforma del catasto?

Autore: Redazione

"Questa riforma non s'ha da fare". Sembra ormai diventato un capitolo dei Promessi Sposi l'eternamente rinviata riforma del catasto. Nella prima versione del Documento di economia e finanza, il Def, era comparsa una "riformina"che prevedeva un riavvio del piano di aggiornamento attraverso una messa a nuovo del patrimonio informativo. Ma nella versione finale del documento questo capitolo è stato cancellato, con il parere favorevole, tra gli altri, anche dell'associazione dei costruttori edili (Ance).

Nella versione orginale del Def era contenuto proprio un capitolo dedicato alla riforma del catasto. Infatti abbandonata l'idea di una riforma generale, si annunciava di voler proseguire con "l'aggiornamento del patrimonio informativo catastale al fine di consentire una valutazione più equa degli immobili". Con l'obiettivo di non aumentare la pressione fiscale e non intaccare l'equità del sistema. La cancellazione della norma è stata accolta con favore dall'associazione costruttori edili, secondo la quale, l'abbandono del piano di riavvio della riforma del catasto che, "così come concepito, ricalcava più o meno esattamente il progetto naufragato due anni fa per l'impossibilità di garantire l'invarianza del prelievo fiscale".

Il giudizio è stato espresso nel corso di un'audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, durante la quale, l'Ance ha espresso anche preoccupazione per il possibile aumento delle aliquote Iva. "Per il settore delle costruzioni, in particolare, l'innalzamento dell'aliquota ridotta del 10% colpisce ulteriormente il mercato immobiliare, ad esempio delle seconde case e delle case destinate all'affitto, comprimendo ancor di più le attività di un comparto ancora fortemente in crisi".