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Indici Isa 2019, le modifiche approvate dal Mef

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Autore: Redazione

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato una serie di modifiche agli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) approvati con i decreti ministeriali 23 marzo e 28 dicembre 2018, applicabili al periodo d’imposta 2018.

Con il Dm 27 febbraio 2019 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 marzo scorso (supplemento ordinario n. 10), sono state approvate una serie di rilevanti modifiche agli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa).

Gli interventi contenuti nel decreto Mef, approvati all’unanimità dalla Commissione degli esperti nella riunione dello scorso 14 febbraio, riguardano:

  • l’integrazione agli Isa per la gestione delle imprese che transitano dal sistema contabile improntato al criterio di competenza a quello di cassa o viceversa;
  • la modifica della “Territorialità dei factory outlet center” dell’Isa AM05U;
  • la modifica delle “Aggregazioni comunali” dell’Isa AG44U;
  • la modifica della “Territorialità del livello delle tariffe applicate per l’erogazione del servizio taxi” dell’Isa AG72U;
  • l’aggiornamento delle analisi territoriali a livello comunale;
  • l’individuazione degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta per area territoriale;
  • l’individuazione delle misure di ciclo settoriale;
  • alcune modifiche agli Isa approvati con i decreti ministeriali 23 marzo e 28 dicembre 2018;
  • le modalità di individuazione e di elaborazione dei dati che l’Agenzia delle Entrate deve fornire ai contribuenti per l’applicazione degli indici.

La modifica indicata al punto 1) è correlata all’esigenza di tenere conto delle regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap per le imprese minori in contabilità semplificata, introdotte dall’articolo 1, commi da 17 a 23, della legge 232/2016 (legge di bilancio 2017). Con tale intervento normativo, volto a introdurre “un regime di contabilità semplificata improntato al criterio di cassa”, è stato modificato l’articolo 66 del Tuir che prevede che il regime di determinazione del reddito sia un regime “misto” cassa – competenza.

Al fine di consentire la corretta applicazione degli indici di affidabilità ai contribuenti che transitano dal sistema contabile improntato al criterio di competenza a quello di cassa o viceversa ed evitare distorsioni negli indicatori di redditività, è stata introdotta una metodologia che prevede degli interventi “correttivi”, nonché la richiesta di informazioni relative al valore delle rimanenze finali di magazzino all’interno del quadro contabile dei modelli Isa.

L’aggiornamento delle territorialità e le modifiche previste ai punti da 2) a 5) si sono rese necessarie per tener conto dell’istituzione o della soppressione di alcuni Comuni, avvenute nel corso del 2018.

L’individuazione degli indici di concentrazione della domanda e dell’offerta per area territoriale e delle misure di ciclo settoriale, di cui ai punti 6) e 7), sono state effettuate per tener conto:

  • nel primo caso, di situazioni di differenti vantaggi, ovvero svantaggi competitivi, in relazione alla collocazione territoriale;
  • nel secondo caso, degli effetti dell’andamento congiunturale.

Le modifiche di cui al punto 8) riguardano gli indici individuati nell’allegato 9 del decreto in esame e si sono rese necessarie per correggere alcuni refusi, chiarire alcuni passaggi metodologici o apportare delle modifiche alle note tecniche e metodologiche approvate con i decreti ministeriali 23 marzo e 28 dicembre 2018, mentre quelle al punto 9), contenute nell’allegato 10, per definire le modalità di individuazione e di elaborazione dei dati che l’Agenzia delle Entrate deve fornire ai contribuenti per l’applicazione degli Isa relativi al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Con il decreto è stata anche approvata la modifica agli indici AG68U, AG72U e AG90U, al fine di adeguare la soglia minima e la soglia massima degli indicatori, rispettivamente, “Costo per litro di gasolio consumato durante il periodo di imposta”, “Costo del carburante per chilometro” e “Costo del carburante al litro”, all’andamento dei prezzi dei carburanti.