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Decreto Rilancio Italia, l'audizione di Confedilizia

Riflettori su credito d'imposta per l'affitto, ecobonus al 110 per cento e Imu 2020

Confedilizia sul decreto Rilancio
Il parere di Confedilizia sul decreto Rilancio / Gtres

Nell'ambito dell'esame in Commissione Bilancio del disegno di legge C. 2500 Governo, di conversione del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 (decreto Rilancio), si è svolta anche l'audizione di Confedilizia. Il presidente Giorgio Spaziani Testa ha fornito il parere della proprietà immobiliare sul decreto Rilancio relativo alle "misure di maggiore interesse per l'immobiliare in generale e per la proprietà in particolare". Sotto i riflettori il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, l'ecobonus al 110 per cento e l'Imu 2020.

Decreto Rilancio affitti commerciali

L'articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 prevede il "Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda" e l'articolo 122 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 prevede la "Cessione dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da Covid-19".

Parlando in particolare di quanto disposto dall'articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha affermato che si tratta di "una misura sicuramente più ampia e più rilevante rispetto a quella del decreto Cura Italia", ma è ritenuta "insufficiente rispetto all'obiettivo che si propone, ossia contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all'emergenza". Spaziani Testa ha quindi spiegato: "L'ideale sarebbe stato avere il ristoro integrale di tre mensilità di canoni. E' sicuramente positivo che il credito d'imposta del 60% sia stato ampliato rispetto al Cura Italia - quindi non solo negozi e botteghe di categoria C1, ma tutta una serie di attività -, è positivo anche che ci sia stato l'incremento a tre mensilità rispetto alla sola mensilità di marzo, c'è però da intervenire, c'è da potenziarlo".

Il presidente di Confedilizia ha quindi sottolineato: "Per noi il potenziamento dovrebbe essere al minimo quello di un raddoppio del suo ambito temporale di applicazione, quindi di un ulteriore trimestre. E' vero che le tre mensilità interessate - marzo, aprile e giugno - sono quelle maggiormente critiche per tutti gli esercenti e di conseguenza per i proprietari, ma è vero anche che le prime settimane di apertura ci stanno già dimostrando che il riavvio è piuttosto lento e faticoso nella quasi generalità dei casi. Bisogna dunque sostenere queste attività e proteggere i rapporti di locazione".

Spaziani Testa ha poi aggiunto che servirebbe anche un "miglioramento dal punto di vista del funzionamento tecnico, in particolare per quanto riguarda la cedibilità del credito d'imposta". Ha quindi spiegato: "Consideriamo molto positivo il fatto che sia stata prevista un'estesa possibilità di cessione attraverso l'articolo 122 che riguarda tutti i crediti d'imposta relativi al Covid-19, ma riteniamo che si debba introdurre una disposizione specifica per il caso della cedibilità o cessione del credito al proprietario. Poiché il presupposto della cessione del credito è la cessione della parte di canone - tutto o in parte - versato, è evidente che questo tipo di meccanismo non consente di fare quello che molti proprietari chiedono, ma anche molte associazioni dei commercianti, cioè la possibilità di cedere il credito al proprietario. Per cedere il credito al prorietario è necessario che si introduca, a nostro avviso, una norma in base alla quale sia consentita la cessione dal conduttore esercente al proprietario del credito d'imposta del 60% in luogo del corrispondente pagamento del canone".

Spaziani Testa ha poi detto che "ci sono altri punti che potrebbero essere rivisti". In merito, ha spiegato: "Il limite di 5 milioni relativo alle entrate dell'anno precedente per usufruire del credito d'imposta può essere considerato elevato, ma non è così nei casi in cui l'attività venga svolta nell'ambito di strutture e aziende dagli alti fatturati al di là delle entrate che ha la singola attività, il singolo locale commerciale, su strada. Andrebbe poi chiarito il fatto di consentire l'utilizzo del credito d'imposta anche per quelle attività che nell'anno precedente, nel 2019, non abbiano un parametro di confronto per l'utilizzo del credito. Si potrebbe inoltre, secondo noi, specificare che il credito d'imposta di cui all'articolo 122 è cedibile più volte. Ultimo elemento: si potrebbe eliminare il limite di utilizzo del credito d'imposta dell'anno di riferimento".

Sempre in tema di locazioni, il presidente di Confedilizia ha poi affermato: "Non ci troviamo d'accordo con la posizione del governo in merito a quanto previsto dall'articolo 216, comma 3, che per la categoria di locazione che riguarda gli impianti sportivi prevede un''intromissione' dello Stato in un rapporto di locazione tra privati imponendo un dimezzamento dei canoni di cinque mensilità addirittura nei riguardi di locazioni aventi quali protagonisti soggetti privati". L'organizzazione dei proprietari di casa ha dunque espresso "netta contrarietà all'articolo 216, comma 3, che chiediamo venga rimosso dal provvedimento".

Spaziani Testa ha parlato anche della necessità di avere "misure di prospettiva". A tal proposito, ha spiegato: "E' vero che bisogna tamponare questi mesi di maggiore crisi, è vero che bisogna dare un sostegno anche per i mesi estivi, ma bisogna provare ad accompagnare la ripresa attraverso una riduzione della tassazione sui redditi da locazione che è evidentemente elevata, ma che se ridotta potrebbe favorire gli accordi tra proprietari e inquilini. Secondo noi, una cedolare secca dovrebbe essere prevista per tutti i contratti in essere, ma se non si ha questo coraggio - che invece si dovrebbe avere -, si potrebbe in via subordinata prevedere un regime speciale temporaneo del 10%, ipotizziamo noi, come per i contratti agevolati abitativi, con un abbattimento del 25% dell'Imu in cambio in caso di una riduzione del canone di una certa entità, che noi individuiamo intorno al 20%. In Italia circa il 60% dei proprietari che locano, cioè di coloro che danno in affitto i propri immobili, ha un reddito inferiore ai 26.000 euro lordi. Si tratta di famiglie che hanno spesso volte nel reddito da locazione l'unica forma di entrata".

Decreto Rilancio affitti abitativi

Il presidente di Confedilizia ha poi posto l'attenzione sull'articolo 29, "Incremento fondo per il sostegno alle locazioni". Spaziani Testa ha affermato: "E' un primo passo incrementare il Fondo, noi crediamo si debba ulteriormente aumentare. Eventualmente snellendo le procedure che vedono il coinvolgimento di Regioni e Comuni e magari anche prevedendo dei sistemi innovativi di erogazione dei contributi o attraverso l'erogazione diretta ai proprietari o attraverso l'assegnazione di buoni affitto rigorosamente vincolati al pagamento dei canoni di locazione nei confronti degli inquilini".

Decreto Rilancio Italia ecobonus

Per quanto riguarda il superbonus dell'edilizia, il 110% relativo agli interventi per l'efficientamento energetico e il miglioramento sismico, il presidente di Confedilizia ha detto: "Va esteso di almeno un anno, quindi fino al 31 dicembre 2022, perché si tratta di lavori rilevanti, che quasi sempre si svolgono all'interno della compagine condominiale. Il condominio fatica a decidere quando soprattutto si tratta di interventi importanti, sta riprendendo le attività e ha naturalmete degli arretrati, ci sono delle difficoltà anche di approccio con gli uffici comunali per le autorizzazioni, ci sono dei provvedimenti attuativi da attendere, c'è la consueta circolare esplicativa delle Entrate da attendere. Tutto questo ci porta a considerare che l'estensione almeno a fine del 2022 sia assolutamente necessaria".

E ha aggiunto: "Poi si potrebbe cercare di evitare che qualche paletto inserito diventi ostacolo al funzionamento di questo che è stato definito un 'bazooka', ma per essere un 'bazooka' devono combinarsi alcuni elementi". Si è dunque parlato del visto di conformità previsto alla normativa con riferimento a questi interventi e di attestatazione di congruità, "per il primo noi proponiamo che ci possa essere un limite minimo di spesa per farlo scattare (5.000/10.000 euro per ciascun contribuente); per il secondo - che rischia di creare ostacoli per le responsabilità dei professionisti - proponiamo che ci possa essere qualche forma di esimente per piccoli errori, per piccoli scostamenti o colpa lieve". Spaziani Testa ha infine affermato: "Poi c'è il tema delle cosiddette seconde case, cosiddette perché si tratta spesso di case affittate o ereditate in qualche piccolo centro. E' bene che l'ecobonus e non solo il sismabonus sia esteso a tutti, anche agli edifici unifamiliari, anche in caso non si tratti di abitazione principale".

Decreto Rilancio Imu 2020

Il presidente di Confedilizia ha poi parlato dell'articolo 177 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34, "Esenzioni dall'imposta municipale propria-Imu per il settore turistico". A tal proposito, Spaziani Testa ha affermato: "Noi riteniamo che sia insufficiente, che sia intanto da calibrare la richiesta coincidenza tra proprietario e gestore. Ci sono tanti casi in cui nella stessa impresa alberghiera il proprietario e il gestore sono due soggetti diversi e ci sono tanti casi di locatori soggetti esterni per i quali la riduzione dell'Imu comporterebbe evidentemente un vantaggio anche per l'esercente".

Il presidente di Confedilizia ha poi parlato delle abitazioni locate a fini turistici. In merito, ha detto: "Se una misura viene introdotta per il settore turistico non si vede perché non debba includere anche le abitazioni locate a fini turistici. Chi ha fatto questo investimento e fa di questo investimento la sola fonte di reddito, non ha un reddito da tre mesi e non lo avrà per molti mesi. Noi riteniamo che almeno per questi soggetti ci possa essere l'estensione di questa misura".

Decreto Rilancio Imu giugno

Spaziani Testa, in conclusione, ha affermato che "c'è un tema generale di Imu". E ha spiegato: "Noi siamo molto delusi dal fatto che il governo si sia limitato a lasciare liberi i Comuni di fare la propria scelta, anche solo sul rinvio della scadenza del 16 giugno. Il 16 giugno si pagheranno tra i 10 e gli 11 miliardi di euro di Imu. Per pagare l'Imu, che è una patrimoniale, bisogna avere dei redditi. I redditi per pagare una patrimoniale o derivano dal bene colpito dalla patrimoniale, ma spesse volte il bene non produce redditi o non li produce in questo periodo perché magari non arrivano gli affitti quando ci sono, oppure il reddito da lavoro viene a mancare o viene fortemente ridotto. Io credo che ci sarà un grosso problema il 16 giugno se il governo non farà un atto un pò più forte rispetto a quello di delegare i Comuni, che crea anche problemi di vario tipo dal punto di vista della conoscenza dei contribuenti". La richiesta è quindi almeno quella di un rinvio, "ma sarebbe necessario naturalmente molto di più. Sarebbe anche un modo per facilitare l'utilizzo dei crediti d'imposta anche con riferimento alla possibilità di compensare il debito Imu, soprattutto se verrà spostato".