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Cosa dice la Cassazione sulla notifica di avviso di accertamento al portiere

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Autore: Redazione

Con la sentenza n. 8713, la Cassazione ha chiarito le circostanze in cui è valida la notifica di un avviso di accertamento. Vediamo, nello specifico, quanto stabilito.

Secondo quanto disposto dalla sentenza n. 8713 della Cassazione, come riportato da Fisco Oggi, "la procedura riguardante la notifica dell'avviso di accertamento al portiere dello stabile del domicilio del contribuente, poiché sono risultati infruttuosi i precedenti tentativi di consegna presso i congiunti, deve ritenersi sanata a seguito dell'avvenuta costituzione in giudizio del contribuente stesso". 

Nulla da eccepire, dunque, alla notifica dell'avviso di accertamento al portiere dello stabile del domicilio del contribuente, se precedenti tentativi di consegna ai congiunti non sono andati a buon fine, e il contribuente si è costituito in giudizio.

La Cassazione ha sottolineato che "la notifica di atti impositivi tributari non ne costituisce un elemento di giuridica esistenza o perfezionamento bensì rappresenta una cosiddetta condizione integrativa dell'efficacia (di operatività); di conseguenza, la nullità/inesistenza della notifica di quell'atto non opera ove lo stesso sia entrato nella sfera di conoscibilità del destinatario il quale abbia potuto compiutamene esercitare il suo diritto di difesa attraverso la formulazione di puntuali difese".

Nell'esaminare il caso, inoltre la Cassazione ha constatato che "il procedimento notificatorio" ha "scrupolosamente rispettato la sequenza temporale e soggettiva, così come prevista dall'articolo 139 cpc (plurimi tentativi infruttuosi a 'persone di famiglia' e relata poi sottoscritta dal portiere dello stabile); e che solo in un secondo momento" si è "proceduto al deposito dell'atto stesso presso la Casa comunale ex articolo 140 cpc".