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Tutto ciò che c'è da sapere sul bonus restauro per gli edifici storici

Quello che serve sapere su tempi e requisiti

Il Castello di Grinzane Cavour
Castello di Grinzane Cavour / Gtres
Autore: Redazione

Da febbraio 2022 è possibile presentare domanda per usufruire del bonus restauro dedicato agli edifici storici. Ma come fare? E in cosa consiste l'agevolazione? Facciamo chiarezza.

Il bonus restauro per gli edifici storici è un'agevolazione pari al 50% delle spese sostenute nel 2021 e 2022 per la manutenzione, la protezione o il restauro degli immobili di interesse storico e artistico, fino a un importo massimo complessivo di 100mila euro per ogni immobile e comunque nel limite di spesa di 1 milione di euro per ciascuno dei due anni e fino all'esaurimento delle risorse disponibili per ognuno di essi. Possono essere agevolati anche gli interventi mirati al miglioramento della sicurezza, alla conservazione dell'edificio e all'eliminazione delle barriere architettoniche. 

Il Castello di Miramare
Castello di Miramare / Gtres

Il bonus restauro per gli edifici storici è stato di fatto introdotto dal decreto Sostegni bis e si è in attesa ora della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, attuativo dell'agevolazione. Nello specifico, il decreto Sostegni bis ha istituito il Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico soggetti alla tutela prevista dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Bonus restauro edifici storici, i destinatari

Ma chi sono i destinatari del bonus restauro per gli edifici storici? Le persone fisiche che detengono a qualsiasi titolo gli immobili agevolabili, per gli interventi autorizzati, a condizione che il fabbricato non sia utilizzato nell'esercizio di impresa.

Bonus restauro edifici storici, le domande

Le domande per il riconoscimento del bonus restauro edifici storici possono essere presentate solo per via telematica dal 1° al 28 febbraio dell'anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa al Ministero della Cultura, direzione generale archeologia belle arti e paesaggio, la quale entro il prossimo dicembre predisporrà e renderà disponibile online il modello da utilizzare.

La domanda per il riconoscimento del bonus restauro edifici storici dovrà contenere gli estremi del provvedimento di tutela dell'edificio, l'autorizzazione a effettuare gli interventi per i quali si richiede il credito d'imposta, la data di inizio dei lavori, il costo complessivo degli interventi, l'elenco delle lavorazioni, ciascuna con il relativo costo, per le quali si chiede il contributo, l'attestazione di effettività delle spese sostenute.

A verificare l'ammissibilità delle istanze e a comunicare alla direzione generale l'esito delle istruttorie e l'ammontare complessivo delle spese ammesse al tax credit saranno le Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio territorialmente competenti. 

Bonus restauro edifici storici, il credito d'imposta in compensazione

Il bonus può essere utilizzato in compensazione tramite il modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, dal decimo giorno successivo alla comunicazione del riconoscimento dell'agevolazione. Deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui è stato riconosciuto e non è cumulabile con altri bonus e con la detrazione per il restauro e la manutenzione di beni vincolati.