Le spese sportive per i figli rappresentano una voce importante nel bilancio familiare, ma anche un’opportunità di risparmio grazie alle agevolazioni fiscali riconosciute in sede di dichiarazione dei redditi. Molti genitori si chiedono quale sia la detrazione nel 730 per le spese sportive e quali siano i limiti stabiliti dalla normativa.
Il costo sostenuto per l’attività sportiva dei ragazzi con un’età tra 5 e 18 anni, entro un massimo di 210 euro per ciascun figlio, deve essere riportato nella dichiarazione dei redditi utilizzando il codice “16”. Va inserito nei righi E8-E10 del modello 730, oppure nei righi RP8-RP13 del modello Redditi.
Quanto si può detrarre per le spese sportive?
Quando si parla di dichiarazione dei redditi, uno dei temi più ricorrenti tra le famiglie riguarda le spese sostenute per i figli. Tra queste, le attività sportive sono una voce importante, anche dal punto di vista economico, visto che è possibile ricevere dei benefici fiscali, da conoscere unitamente alle novità del modello 730/2026.
La normativa fiscale italiana prevede per il 2026 una detrazione dell’attività sportiva dei figli a carico di età compresa tra 5 e 18 anni, nella misura del 19% dell’IRPEF, con riferimento alle spese affrontate per l’iscrizione e l’abbonamento ad associazioni sportive dilettantistiche, palestre, piscine ed altre strutture sportive,
Da evidenziare che anche per il 2026 è valido il limite per le spese sportive nel 730, con un massimo di spesa detraibile pari a 210 euro per ciascun figlio e ciò significa che il risparmio massimo ottenibile è di 39,9 euro per ognuno, vale a dire il 19% di 210 euro.
È importante sottolineare che quanto si recupera delle spese sportive è un limite individuale, per cui chi ha due o più figli iscritti ad attività sportive, potrà detrarre fino a un tetto di spesa di 210 euro per ciascuno ragazzo, ricordando che la detrazione spetta fino a un reddito complessivo di 120.000 euro, superato il quale diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi al superamento dei 240.000 euro.
Per le spese sportive nel 730 serve la tracciabilità: a partire dall’1 gennaio 2020, infatti, il beneficio fiscale viene riconosciuto solo a condizione che la spesa in questione sia sostenuta con mezzi tracciabili, ossia con versamento bancario/postale o con altri sistemi di pagamento, purché lascino una traccia digitale indelebile della transazione.
Dove mettere le spese sportive nel 730?
Per evitare errori, è necessario compilare con la dovuta attenzione la dichiarazione dei redditi, per cui è importante sapere in quale rigo del 730 inserire le spese sportive. In particolare, la spesa sostenuta deve essere indicata nel Quadro E – Oneri e Spese, nei righi E8-E10 del modello 730, scrivendo il numero “16” nella casella “codice spesa”, mentre nel modello Redditi si dovrà inserire nei righi RP8-RP13, utilizzando lo stesso codice spesa 16.
In presenza di più figli si dovrà compilare un rigo per ognuno, indicando nel 730 del 2026 le spese sportive sostenute nel 2025, sempre nel rispetto del limite massimo di 210 euro per ciascun figlio, avendo cura di conservare la documentazione necessaria per avere diritto alla detrazione, ricordando che c’è un elenco di documenti per il 730 per la dichiarazione 2026.
Le spese sportive nel 730 precompilato sono di solito inserite già automaticamente, se la palestra o l’associazione hanno trasmesso i relativi dati. Nel caso in cui tali spese non fossero presenti, si potrà aggiungerle manualmente, così come è possibile modificare qualora dovessero risultare incomplete o errate.
Quale genitore detrae le spese sportive?
Una delle domande più frequenti è quella per cui ci si chiede quale dei due genitori porta in detrazione le spese sportive sostenute per i figli. La risposta dipende da chi ha sostenuto effettivamente la spesa e da come sono fiscalmente a carico i figli. Ecco i due possibili scenari:
- genitori sposati o conviventi: la detrazione spetta al genitore che ha effettivamente pagato. Se la spesa è stata sostenuta da entrambi, può essere ripartita al 50%, ma è possibile anche attribuire il 100% a uno solo, se più conveniente, ad esempio in base al reddito.
- genitori separati o divorziati: la detrazione spetta al genitore che sostiene la spesa e se il figlio è a carico di entrambi, si può dividere la detrazione in egual misura. Se la fattura è intestata al figlio, allora la detrazione viene riconosciuta allo stesso modo a entrambi i genitori, a prescindere dal fatto che siano sposati o separati.
Cosa si può detrarre dal 730 per i figli?
Le spese sportive sono solo una delle tante voci detraibili: la normativa attualmente in vigore, infatti, prevede la possibilità di detrarre diverse altre spese sostenute per i figli, sempre nell’ordine del 19% dell’IRPEF dovuta dal contribuente. Di seguito un elenco di quello che si può detrarre dal 730 per i figli:
- spese scolastiche: tra le voci ammesse alla detrazione troviamo quelle relative alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, ma anche le spese per le gite scolastiche e la mensa, fino a un massimo di 1.000 euro;
- spese universitarie: tasse universitarie, contributi e spese per università private, ma con dei limiti. Detraibile il canone doi affitto per gli studenti fuori sede fino al limite di 2.633 euro;
- spese sanitarie: visite mediche, farmaci e prestazioni specialistiche;
- spese asilo nido: detrazione fino a 632 euro all’anno;
- spese per istruzione musicale: in alcuni casi sono detraibili anche le spese per i conservatori e le scuole di musica riconosciute;
- spese di trasporto: fino a un massimo di 250 euro all’anno si possono detrarre le spese per i figli fiscalmente a carico, sostenute per abbonamenti a mezzi pubblici locali, regionali o interregionali, ma anche quelle di trasporti per gli studenti universitari.








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