Il codice tributo 3913 identifica l'imposta dovuta esclusivamente al Comune per i fabbricati rurali ad uso strumentale. Si utilizza nel modello F24, all'interno della sezione 'IMU e altri tributi locali', per versare l'imposta su questa tipologia di immobili. A differenza di quanto accadeva in passato (prima della nuova IMU del 2020), oggi anche i fabbricati rurali classificati nel gruppo catastale D/10 utilizzano il medesimo codice tributo.
La quota statale (codici 3925/3930) non si applica più agli immobili rurali strumentali, il cui gettito è ora interamente destinato ai Comuni. Al fine di garantire la corretta imputazione contabile del tributo a favore dell'ente territoriale, la compilazione del modello F24 richiede l'inserimento dell'apposito identificativo, ossia il codice IMU 3913 nel 2026.
A cosa si riferisce il codice tributo 3913
L'Agenzia delle Entrate ha istituito questo specifico identificativo numerico per indirizzare correttamente il prelievo patrimoniale su una precisa categoria immobiliare. Per comprendere pienamente cosa significa il codice IMU 3913, occorre inquadrarlo come un vero e proprio marcatore fiscale, capace di certificare al Fisco che il versamento riguarda esclusivamente le strutture operative del settore agricolo.
L'impiego di questa sequenza alfanumerica attesta in modo inequivocabile l'accesso al regime agevolato, rispondendo a quattro requisiti essenziali:
- la destinazione esclusiva dell'intero importo alle casse dell'amministrazione comunale;
- l'applicazione limitata agli immobili formalmente riconosciuti come strumentali all'agricoltura;
- l'esclusione categorica della possibilità di utilizzo per i terreni agricoli, i quali richiedono altri identificativi;
- l'incompatibilità con il versamento relativo alle abitazioni civili degli imprenditori agricoli.
L'omissione o l'errata trascrizione di questo dato impedisce all'ufficio tributi di abbinare il bonifico alla corretta posizione fiscale. Di conseguenza, il Comune non registra l'incasso e classifica automaticamente il contribuente come moroso. Un impiego accurato della stringa sul modello F24 rappresenta, quindi, l'unico strumento efficace per evitare la notifica di avvisi di accertamento e il conseguente addebito di pesanti sanzioni per omesso versamento.
Fabbricati rurali: quali codici tributo usare
L'entrata in vigore della Legge 160/2019 ha ridisegnato l'assetto impositivo locale, accorpando le preesistenti imposte in un'unica prestazione patrimoniale. Prima di tale riforma, i fabbricati rurali strumentali risultavano spesso esenti dalla componente principale, ma assoggettati al tributo sui servizi indivisibili (TASI).
Un errore frequente, indotto dalla sovrapposizione di norme, riguarda la gestione della cosiddetta "quota Stato". In passato, per gli immobili produttivi rientranti nel gruppo catastale D, una precisa percentuale del gettito doveva essere obbligatoriamente versata all'Erario tramite apposite numerazioni, come ad esempio il codice 3925. Attualmente, destinare erroneamente una quota allo Stato per gli immobili D/10 genera conseguenze immediate, ovvero:
- un indebito incasso per l'amministrazione finanziaria centrale;
- un simultaneo e speculare ammanco per il bilancio del Municipio territoriale;
- la conseguente emissione di avvisi di accertamento esecutivi per il recupero degli insoluti;
- la necessità di avviare complesse pratiche di riversamento tra enti pubblici.
Pertanto, il corretto inquadramento normativo odierno impone di destinare l'intero importo calcolato esclusivamente alle casse comunali, superando definitivamente le vecchie prassi operative non più in vigore.
Quali sono i fabbricati rurali strumentali
L'applicazione del regime fiscale di favore richiede il possesso di rigorosi requisiti tecnici e catastali. Gli edifici devono essere destinati in modo esclusivo e continuativo al supporto materiale delle attività del settore primario, così come disciplinato dalle normative vigenti. In base alla formale classificazione catastale, rientrano a pieno titolo in tale categoria:
- le stalle, i fienili e i ricoveri impiegati per l'allevamento e la cura del bestiame;
- i magazzini specificamente attrezzati per la conservazione delle scorte aziendali;
- le strutture destinate alla protezione intensiva delle coltivazioni, tra le quali le serre fisse;
- i locali impiegati per la lavorazione, la trasformazione e il confezionamento dei raccolti;
- gli uffici amministrativi dell'azienda agricola e fabbricati adibiti ad attività agrituristiche.
Risulta fondamentale non sovrapporre queste strutture con i terreni agricoli né con le abitazioni, assoggettate a regole ordinarie di tassazione. Il riconoscimento formale della ruralità richiede necessariamente l'iscrizione nella categoria catastale D/10 oppure l'apposita annotazione di ruralità negli atti del catasto fabbricati.
Come compilare il Modello F24 con il codice 3913
La fase di versamento richiede un'attenzione meticolosa nella trascrizione dei dati all'interno della modulistica ministeriale. Il documento deve essere compilato esclusivamente nella sezione denominata "IMU e altri tributi locali".
Risulta sempre un'ottima prassi consultare preventivamente i codici tributo IMU per il pagamento con il modello F24, al fine di scongiurare involontarie sovrapposizioni con altre pendenze fiscali in corso e individuare l'esatta riga di destinazione.
L'impiego del codice tributo 3913 per l'IMU prevede l'inserimento dell'importo a debito nell'apposita colonna, mentre non è tecnicamente ammessa la compensazione orizzontale con eventuali crediti all'interno della medesima stringa.
Occorre inoltre specificare, barrando le relative caselle, se la transazione costituisce il versamento dell'acconto di giugno, il saldo definitivo di dicembre, o una soluzione unificata. Qualora si renda necessario sanare un ritardo nel pagamento di tali importi, la modulistica richiede accortezze aggiuntive.
Infatti, in tale circostanza, risulta fondamentale verificare quali codici tributo usare per il ravvedimento dell'IMU, poiché ciascuna delle voci relative all'imposta base, alle sanzioni e agli interessi deve essere inserita nel modello F24 con il proprio codice specifico.
Esempio pratico di compilazione F24
Al fine di tradurre le disposizioni normative in una corretta operatività fiscale, evitando così ritardi o scarti telematici, risulta fondamentale padroneggiare la compilazione materiale del modello F24. Di seguito si illustra la sequenza esatta dei campi da valorizzare all'interno della sezione dedicata ai tributi locali:
- il campo "codice ente/comune", all'interno del quale inserire il codice catastale a quattro caratteri del Municipio competente per territorio;
- la casella "ravv.", da barrare esclusivamente qualora si stia procedendo a una regolarizzazione tardiva dell'imposta;
- lo spazio "immob. variati", utile a segnalare eventuali variazioni immobiliari rilevanti intervenute rispetto all'anno d'imposta precedente;
- la sezione "acc./saldo", dove spuntare l'opzione corrispondente alla rata per la quale si sta effettuando il versamento;
- il quadrante "codice tributo", destinato alla digitazione dell'identificativo numerico specifico per i fabbricati strumentali agricoli;
- la colonna "importi a debito versati", necessaria per trascrivere l'ammontare esatto del debito in euro e centesimi.
Cosa succede in caso di errore?
Qualora il versamento sia stato eseguito nel pieno rispetto delle scadenze ma con indicazioni formali errate, non risulta necessario procedere a un nuovo esborso. La regolarizzazione della posizione avviene mediante la tempestiva presentazione di un'istanza in autotutela indirizzata all'ufficio tributi del Municipio competente.
Il documento, debitamente corredato dalla quietanza di pagamento originaria, deve illustrare analiticamente l'errore materiale commesso (inversione di cifre o errata indicazione dell'ente destinatario). L'amministrazione locale procederà d'ufficio alla corretta imputazione contabile delle somme già incassate.
IMU agricola 2026: esenzioni e aliquote
Il legislatore ha previsto un quadro impositivo di particolare favore per gli immobili stabilmente funzionali allo svolgimento delle attività del settore primario. L'aliquota di base istituita dalla normativa per i fabbricati strumentali è fissata alla misura ridotta dello 0,1%.
Tuttavia, le amministrazioni locali godono di un'ampia autonomia regolamentare in materia di fiscalità immobiliare, potendo:
- recepire integralmente e confermare l'aliquota statale di base;
- deliberare un'ulteriore riduzione della percentuale applicata fino a un limite prestabilito;
- giungere fino all'azzeramento totale dell'imposta, introducendo di fatto un'esenzione completa.
La flessibilità amministrativa mira a sostenere la redditività delle imprese agricole, riducendo la pressione fiscale sui beni strumentali strettamente necessari alla fase di produzione. Rimane pertanto obbligatorio consultare annualmente le delibere ufficiali pubblicate sul portale informatico del Dipartimento delle Finanze per applicare la percentuale corretta in sede di dichiarazione.








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