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Crescono i fondi immobiliari, in Italia il patrimonio netto sale al 4,6%. Possibili effettivi positivi sul real estate con Trump

Autore: Redazione

Cresce l’importanza dei fondi immobiliari. A fine 2016 si stima un aumento in Europa di circa l’8,6% rispetto al 2015. In Italia il patrimonio netto dovrebbe toccare i 47,8 miliardi di euro, con un incremento del 4,6% sull’anno precedente. Il patrimonio immobiliare detenuto direttamente è già di 53 miliardi e potrà crescere fino a quasi 55 miliardi. A livello globale, inoltre, non sono da escludere possibili effetti positivi sul real estate dalle politiche espansive dell’amministrazione Trump con conseguente miglioramento dei mercati immobiliari. I dati sono emersi nel corso della presentazione del 29mo Rapporto di Scenari Immobiliari su “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”.

Il rapporto ha evidenziato che fondi immobiliari e Reit svolgono un ruolo di crescente importanza nel panorama dell’Asset Management globale, concentrando quote elevate dei volumi gestiti. In particolare, nella classifica dei 100 Asset Managers più importanti nel mondo, 30 sono fondi/Reit e concentrano circa il 35% del patrimonio totale, situato per circa la metà negli Stati Uniti, seguiti a breve distanza dall’Europa. A livello globale ci potrebbero essere effetti positivi sul real estate dalle politiche espansive dell’amministrazione Trump con conseguente miglioramento dei mercati immobiliari.

Sul piano internazionale, il 2016 si dovrebbe chiudere con un valore di circa 2.580 miliardi di euro, che rappresenterebbero un aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Per la prima volta dopo diversi anni, i fondi immobiliari hanno evidenziato una crescita superiore a quella dei Reit, mentre è invariata la proporzione tra fondi immobiliari quotati e non quotati.

Negli otto grandi Paesi europei considerati (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), si stima di raggiungere per fine 2016 un patrimonio di 500 miliardi di euro in mano ai fondi immobiliari, con un aumento di circa l’8,6% rispetto all’anno precedente. Le prospettive sono positive anche per il 2017, sebbene il tasso di crescita non sarà elevato, fatta eccezione per i fondi riservati tedeschi e, in misura minore, i fondi lussemburghesi.

Per quanto riguarda l’Italia, nel corso del 2016 il patrimonio netto dei fondi immobiliari (sulla base delle stime di chiusura dei bilanci) dovrebbe toccare i 47,8 miliardi di euro, con un incremento del 4,6% sull’anno precedente. Il patrimonio immobiliare detenuto direttamente è già di 53 miliardi di euro e potrà crescere fino a quasi 55 miliardi di euro.

Paola Gianasso, Vicepresidente di Scenari Immobiliari, ha spiegato: “Per quanto riguarda l’asset allocation, la prima parte del 2016 ha registrato un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, con maggiore attenzione ai prodotti value added e alla specializzazione tipologica, soprattutto nei settori di mercato ad alto potenziale di crescita.”

Il calo del costo del denaro e le operazioni di ristrutturazione del debito stanno riducendo l’indebitamento del sistema che, in cinque anni, in Italia è sceso da 30 miliardi di euro a 24 miliardi, in linea con quanto avviene nel resto dell'Europa.

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, ha fatto sapere: “Oltre agli operatori italiani sono attese SGR di proprietà internazionale che utilizzano questo strumento per operare, anche in modo intenso, sul mercato nazionale. Le prospettive, pertanto, potrebbero essere ancora più positive: il numero di fondi operativi è leggermente calato per la chiusura di quelli di tipo ‘familiare’, ma nel 2017 è atteso un leggero incremento.”