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Recupero di immobili e aree pubbliche, accordo tra Demanio e Legambiente

Agenzia del Demanio
Agenzia del Demanio
Autore: Redazione

L’Agenzia del Demanio e Legambiente hanno sottoscritto un accordo finalizzato all’avvio di iniziative ed attività di green society e green economy volte alla valorizzazione, al recupero e al riuso del patrimonio immobiliare pubblico. Ad annunciarlo, durante la presentazione del primo Rapporto nazionale sulla Green society, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, e il presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni.

Con la sottoscrizione del protocollo si è di fatto formalizzata una collaborazione, già avviata negli ultimi mesi, improntata alla avvio di iniziative comuni che possano, da un lato, promuovere lo sviluppo sostenibile, la difesa e la salvaguardia del paesaggio e la valorizzazione delle aree protette e, dall’altro, contribuire allo sviluppo delle iniziative a rete che l’Agenzia sta strutturando e promuovendo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, a partire dal progetto a rete Cammini e Percorsi.

Queste iniziative comuni potranno interessare sia terreni per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, l’ecoturismo, le filiere delle produzioni agroalimentari e l’artigianato locale, sia aree urbane per lo sviluppo di un’economia circolare, la riqualificazione ambientale di zone abbandonate nonché l’aggregazione e la coesione sociale.

Reggi ha spiegato: “La sostenibilità ambientale ed economica presuppone uno sforzo collettivo e condiviso che parta da una sensibilità nuova verso ogni attività messa in campo. Lavorare fianco a fianco con le istituzioni e le associazioni è un dovere verso la comunità: le nostre città sono piene di immobili che aspettano nuove funzioni grazie a percorsi di rigenerazione e riqualificazione. Questi edifici sono una risorsa reale e possono costituire una risposta a domande di riuso e rifunzionalizzazione.”

Muroni ha affermato: “I beni comuni possono essere l’asset di un nuovo modello di sviluppo per progettare dal basso attività di riuso e rigenerazione che diano impulso a quella economia civile che può essere desiderabile per uscire, insieme, dalla crisi. Da queste sperimentazioni sui territori nasce una nuova sussidiarietà circolare tra soggetti pubblici e privati, tra società civile organizzata, imprese sociali e amministrazioni centrali e locali, innescando nuovi cicli virtuosi”.