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Smart work e ufficio flessibile: le nuove soluzioni per il lavoro che cambia

Regus Piazzale Loreto
Regus Piazzale Loreto - IWG Italia / Regus Italia
Autore: floriana liuni

Italia Paese di smart workers. Ecco perchè le soluzioni per il lavoro “flessibile” sono sempre più gettonate, e non solo nella solita Milano. idealista/news ha parlato con Mauro Mordini, country manager di IWG Italia, presente in varie realtà della nostra penisola con il marchio Regus Italia.

La Global Workspace Survey di IWG rivela come 7 italiani su 10 lavorino ormai in location diverse dalla sede aziendale per almeno metà della settimana. Capitale indiscussa di questa tendenza è Milano, dove lavorare da remoto è una pratica sempre più diffusa. Il 75% dei professionisti ritiene la scelta dell’ambiente di lavoro un fattore chiave nella valutazione di nuove opportunità di carriera e addirittura, per un terzo degli italiani poter scegliere il luogo da cui lavorare è più importante della disponibilità di un maggior quantitativo di ferie e permessi. Non solo: secondo il 76% delle aziende italiane, il lavoro flessibile porta anche dipendenti più felici e, quindi, più produttivi.

Alla luce di tutto questo, il business di IWG in Italia è tutt’altro che secondario. Sono ben 51 i business center in cui sono disponibili uffici flessibili per smart working per brevi o lunghi periodi. Solo a Milano tali centri sono 26, ma la presenza del gruppo IWG si estende anche a Roma, Napoli, Torino, Bergamo, Brescia bologna, Padova ,Verona,Firenze, Genova.

“Il nostro network è capillare, - spiega Mauro Mordini, country manager di IWG Italia, - e interconnesso ai network degli altri Paesi. Il nostro concetto è quello di andare incontro a qualsiasi cliente desideri  lavorare in maniera dinamica su tutto il territorio mondiale nel luogo che meglio lo possa soddisfare in termini di produttività ed efficacia, oltre che personale”.

Come funziona la formula di IWG in Italia?

“Noi cerchiamo di rendere flessibile ciò che è rigido, - afferma Mordini. - I contratti in Italia solitamente durano sei anni più sei; periodi troppo lunghi per le aziende. Quindi noi prendiamo un edificio, ad esempio di 1000-2000 mq, lo frazioniamo, e offriamo le unità così ricavate ad aziende sotto la formula che desiderano. Le alternative sono una membership o degli uffici privati da utilizzare per periodi più o meno lunghi,  a loro scelta. Gli uffici sono modulabili, privati o in coworking, e si possono utilizzare su base mensile, annuale, trimestrale, sotto forma servizio più che di affitto. La nostra fee infatti comprende anche  utilizzo degli arredi, linee dati, assistenza telefonica, la reception, pulizie e altro ancora. La gamma dei servizi a disposizione è modulabile sia nelle modalità che nelle tempistiche di utilizzo, per meglio venire incontro alle esigenze delle aziende. Infine, abbiamo un’app attraverso la quale si possono gestire tutte le opzioni acquistate”.

Come si evolve il mercato dello smart working?

“Sia a livello nazionale che mondiale si tratta del trend del futuro, - è  il parere di Mordini. - Le principali società avranno almeno il 30% di uffici flessibili. Noi oggi rappresentiamo circa 100 mila metri quadri, che è meno dell’1% del totale, quindi esistono ampi margini di crescita. Nel 2014 avevamo 11 business center in Italia, oggi 51, entro il 2020 andremo oltre i 60”.

Quali progetti ha IWG per l'Italia?

"L’ultimo arrivato nella famiglia di IWG Italia è il business center sorto in zona Isola, a Milano, sotto il marchio Spaces", spiega Mordini. Si tratta di un ambiente dal forte impatto estetico, che in un connubio tra creatività e funzionalità mette a disposizione 4.322 maffittabili per 209 uffici, 440 postazioni di lavoro singole e 83 in co-working, oltre a 7 sale riunioni, all’interno del business centre di via Pola 9/11.

Fare franchising nello smart working, quali soluzioni proponete?

Il progetto di franchising, format con cui Regus ha debuttato a livello globale nel 2015 in 12 Paesi extra-europei, è stato esteso  nel 2018 anche a cinque mercati europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Italia).

“Abbiamo aperto la possibilità agli imprenditori di lavorare con noi in franchising aprendo spazi di coworking affiliandosi a noi, - spiega Mordini. - In questo modo diamo possibilità ad altri imprenditori di entrare in un settore con grandi potenzialità contribuendo a coprire tutta la domanda che arriverà. Che siano esperti franchisee o enti che si affacciano per la prima volta a questo modello di business, non importa. Conta che siano imprenditori, manager con basi finanziarie solide e spirito di iniziativa, ma anche – perché no – semplici proprietari di immobili sul territorio italiano che vogliano mettere a frutto questo loro patrimonio, trasformandoli in un prodotto innovativo e all’avanguardia con le esigenze dei lavoratori di oggi”.

Come si concretizza il vostro modello di franchising?

Nel concreto, il modello di franchising proposto da Regus è per lo più accostato al segmento retail e a quello del food & beverage, e procede a partire dalla definizione congiunta di un programma di sviluppo, che preveda un’area geografica e un numero di aperture predefiniti. Oltre alle location, viene definito il periodo di collaborazione: 10 anni a partire dalla data di apertura di ogni sede, con possibilità di estendere la partnership per ulteriori 5 anni. Il progetto, quindi, passa dall’individuazione della location perfetta – un immobile con una superficie di almeno 1.000 m2 , che possa ospitare almeno 100 postazioni di lavoro, allestita secondo i canoni architettonici e di design che contraddistinguono ogni spazio Regus nel mondo.

Quali piani per l'espansione del franchising di Regus Italia?

“Per rendere flessibile ciò che è rigido, - prosegue Mordini, – l’apertura di un business center in franchising deve obbligatoriamente passare per investimenti significativi, più alti rispetto a quelli di un franchising tradizionale, seppur meno onerosi rispetto alla media del settore immobiliare. In Gran Bretagna, assistiamo alla scelta di questo format come strumento di diversificazione dell’investimento nel segmento rispetto ad altre forme di franchising più tradizionali. Nel Paese sono già stati firmati accordi per l’apertura di 40 business center in franchising. La chiave del successo del format è dettata dal fatto che, aprendo un Regus, si vende un prodotto conosciuto, che attira clienti e spesso intercetta e anticipa la domanda di questo tipo di servizio”.

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