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Le tendenze del mercato immobiliare e le prospettive per il 2022

Le parole del presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, in vista del Forum di Santa Margherita Ligure

Gtres
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Il 17 e 18 settembre 2021 si svolge a Santa Margherita Ligure la 29esima edizione del Forum di Scenari Immobiliari, dal titolo “Go Beyond”. Un appuntamento importante per chi opera nel settore, nel corso del quale vengono illustrate le tendenze del mercato immobiliare e fornite utili indicazioni operative. In vista dell’evento, idealista/news ha rivolto qualche domanda a Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari.

Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliar / Scenari Immobiliar
Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliar / Scenari Immobiliar

A quasi due anni dallo scoppio della pandemia quali sono le principali tendenze del mercato italiano?

“Prima della pandemia il mercato immobiliare italiano si stava riprendendo da una lunga crisi iniziata nel 2010. I numeri erano positivi sugli scambi, ma con prezzi (in tutti i segmenti) in calo. Gli altri Paesi europei andavano decisamente meglio del nostro. La pandemia ha bloccato tutti i mercati (con esclusione della logistica) e ha cambiato le caratteristiche della domanda in tanti settori: dalla residenza agli uffici al commercio.

Il 2021 è un anno di ripresa in tutti i Paesi, ma rimangono le diverse velocità di crescita precedenti. Germania e Inghilterra hanno mercati in forte sviluppo con quotazioni residenziali che crescono fino al dieci per cento. Spagna e Italia hanno mercati positivi, ma con crescite ancora piuttosto lente. Il 2022 si presenta con aspettative molto positive e con incrementi dei fatturati a due cifre, anche per l’Italia. La domanda è forte in tutti i comparti, a cominciare dal residenziale, ma la carenza di offerta sta diventando un problema importante e rischia di soffocare l’ottimo andamento”.

Può darci qualche anticipazione dell’European Outlook 2022 che verrà presentato al 29esimo Forum di Scenari Immobiliari?

“Europa galoppa e Italia trotta. Così, con una metafora ippica, si può riassumere la previsione per il prossimo anno. Trottare è sempre meglio di stare fermi, ma il mercato italiano potrebbe avere un grande potenziale.

Manca, come tante volte abbiamo ripetuto, il prodotto nuovo in tutti i segmenti. La crisi edilizia ha ridotto dell’ottanta per cento le nuove realizzazioni. Gli interventi di manutenzione e i vari bonus sono applicabili al patrimonio esistente, ma la domanda cerca case e uffici di nuova concezione”.

In quest’ultimo periodo l’immobiliare è stato protagonista di innovazioni rilevanti? Se sì, quali?

“Mentre il settore delle costruzioni costruisce poco e non innova, il comparto immobiliare sta avendo una vera rivoluzione sul versante dei servizi e della gestione. Nuovi prodotti come il living o il commerciale richiedono professionalità nuove e qualificate. Si avvicina il momento in cui il valore di un bene immobiliare sarà legato solo al rendimento che consente e alla buona gestione/manutenzione”.

Cosa attenderci in futuro? Quali potranno essere i cambiamenti più interessanti?

“I cambiamenti più importanti oggi sono sul lato della domanda. Si cercano case spaziose, con luce e spazi esterni. Si cercano dotazioni informatiche. La casa sarà usata sempre di più durante il giorno. E poi gli spazi del lavoro e del consumo che sono stati profondamenti cambiati dalla pandemia. La sfida dell’industria immobiliare è conoscere le esigenze della domanda e saper rispondere in modo adeguato e veloce”.

“Go Beyond - Andare oltre”. Perché è necessario “andare oltre”? In che modo?

“In prima battuta, si tratta di ‘superare la pandemia’ e ragionare sul nuovo mondo che si sta profilando. Un mondo con più diseguaglianze di prima, ma dove i temi dell’ambiente e della qualità della vita sono diventati centrali. E noi ci ragioneremo, anche per preparare la grande edizione del trentennale”.